Riabilitazione post-intervento alla cuffia dei rotatori

La riabilitazione della spalla dopo la riparazione della cuffia dei rotatori in artroscopia è fondamentale per tornare alle attività della vita quotidiana.

Un programma di fisioterapia serve per recuperare:

  • La forza,
  • L’ampiezza di movimento della spalla.

Immobilizzazione. Dopo l’intervento chirurgico, il paziente deve utilizzare un tutore per le prime 4 – 6 settimane.

Movimenti passivi. Anche se lo strappo è stata riparato, i muscoli sono deboli.
Il chirurgo consiglia la mobilizzazione passiva per migliorare l’ampiezza di movimento quando non ci sono rischi.
Generalmente, il fisioterapista effettua questo trattamento entro il primo mese post-intervento.

Esercizi attivi.

  • Dopo 4-6 settimane, bisogna iniziare a fare gli esercizi attivi.
  • Dopo 8 – 12 settimane il programma di riabilitazione prevede degli esercizi di rinforzo.

Quanto dura il recupero?
Per il recupero completo servono diversi mesi, ma dopo 2 mesi l’ampiezza di movimento è quasi completa.

Cosa fare a casa durante la convalescenza post-intervento?

È possibile rimuovere le bende ma lasciare in posizione i piccoli pezzi di nastro (steristrips).

  1. Per lavare il braccio operato, stendere il gomito e piegare in avanti la schiena. Questa è la stessa posizione dell’esercizio pendolare (descritto in seguito). Il lavaggio del braccio in questa posizione è sicuro.
  2. Applicare impacchi freddi alla spalla per 20 minuti, 2-3 volte al giorno, per ridurre il dolore e il gonfiore.
  3. Rimuovere il tutore diverse volte al giorno: muovere il polso, il gomito e la mano. Fare gli esercizi pendolari da 3 a 5 minuti ogni 1-2 ore.
  4. NON alzare il braccio fino al livello della spalla attivamente (con i tuoi muscoli).
  5. Il tutore è necessario per 4-6 settimane per proteggere il tendine, tranne se il chirurgo dà istruzioni diverse.

 

Protocollo riabilitativo post-intervento di riparazione della cuffia dei rotatori

 

Fase I di riabilitazione alla spalla post-intervento alla cuffia dei rotatori

Dal 1° giorno a 2 settimane dopo l’operazione.
In base all’integrità o alla posizione in cui è stato fissato il tendine, alcuni movimenti passivi possono essere limitati, ad esempio:

  • Rotazione interna,
  • Rotazione esterna,
  • Elevazione o flessione,
  • Abduzione (sollevamento laterale).

Dopo la ricostruzione della cuffia, l’integrità della spalla si basa principalmente sulla tenuta della sutura.
Poco dopo, il deposito di fibre collagene e i fattori di crescita aumentano, con:

  • Un picco circa 10 giorni dopo l’intervento chirurgico,
  • Una fase di stabilizzazione dopo 28-56 giorni dall’intervento.

Per stimolare l’allineamento corretto (parallelo) delle fibre collagene, bisogna applicare delle forze delicatamente, ma non si può fare il movimento attivo perché causa uno stress eccessivo sui tendini operati.

In questa fase, l’ampiezza di movimento passivo della spalla non può superare i 50° di:

  • Elevazione,
  • Abduzione.

Obiettivi della prima fase di riabilitazione:

  • Ridurre il dolore e il gonfiore nella spalla,
  • Mantenere l’ampiezza di movimento di gomito, polso e collo,
  • Proteggere i tessuti riparati e permettere la guarigione.

Per le prime 6 settimane, non è consentito:

  • Muovere attivamente il braccio operato,
  • Sollevare pesi,
  • Alzare il gomito oltre la spalla, tranne durante l’esecuzione della riabilitazione consigliata dal chirurgo,

Consigli per ridurre il dolore:

  • Si può applicare il ghiaccio,
  • Si può dormire in una posizione più verticale.

Quando preoccuparsi?
Il normale periodo post-operatorio è caratterizzato da:

Contattare il chirurgo se:

 

Esercizi consigliati per la prima fase di riabilitazione

Ripetere 10 volte per 3 serie al giorno

Flessione del gomito ed estensione
Posizione seduta.
Con il palmo della mano verso l’alto, piegare e stendere il gomito.

piegamento gomito

 

Rafforzamento della presa (grip)
Questo esercizio può essere eseguito anche con il tutore.
Spremere una palla di gomma (antistress), mantenere la pressione per cinque secondi e rilasciare.

spremere pallina antistress

 

Rinforzo della scapola
Questo esercizio può essere eseguito con o senza tutore.
Spostare le spalle verso il basso e avvicinare le scapole contemporaneamente.
Mantenere questa posizione per 10 secondi e poi rilassare.

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Esercizi Pendolari

Piegare la schiena in avanti e appoggiare il braccio sano su un tavolo o una spalliera.

  • Rilassare il braccio operato così cade in avanti disteso.
  • Disegnare dei cerchi con il braccio operato in senso orario per 1 minuto
  • Ripetere ruotando il braccio in senso antiorario.
  • Disegnare dei cerchi più grandi possibili senza sentire dolore.

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Traslazione anteriore e posteriore della testa omerale
Secondo uno studio scientifico di Muraki et al, il movimento in avanti e indietro della testa omerale rispetto alla scapola non provoca uno stress (trazione) sui tendini riparati.
Il braccio dev’essere in posizione di riposo (30 gradi di abduzione) .
In particolare, la traslazione posteriore ha aumentato significativamente l’ampiezza del movimento di rotazione esterna nei pazienti con spalle rigide.

 

Fase II di riabilitazione alla spalla post-intervento alla cuffia dei rotatori

Inizia circa 2 settimane dopo l’intervento

Obiettivi della seconda fase

  • Recupero dell’ampiezza di movimento passivo e attivo
  • Correzione delle disfunzioni posturali

Precauzioni

  • Evitare l’abduzione attiva per le prime 8 settimane per proteggere la zona operata.
  • Evitare di mettere la mano dietro la schiena per 6-8 settimane.

Attività consigliate

  • Iniziare i movimenti attivi, tranne l’abduzione.
  • Rinforzo dei muscoli rotatori della spalla in modo isometrico (in assenza di movimento)
  • Rafforzamento dei muscoli del tronco (core): dorsali, lombari, addominali e pettorali.

Scollamento/liberazione della scapola
Dopo un intervento chirurgico di riparazione della cuffia dei rotatori:

  • La scapola diventa rigida,
  • I muscoli che si inseriscono sulla scapola sono spesso contratti per evitare i movimenti dolorosi della spalla.

Il terapista deve rilassare la muscolatura:

  1. Inserendo le dita tra la scapola e la gabbia toracica
  2. Con dei movimenti lenti della scapola in tutte le direzioni consentite.

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Esercizi consigliati per la seconda fase di riabilitazione

Flessione usando la palla
Il paziente si siede sulla sedia con la palla di 65 cm di fronte.
Posizionare entrambe le braccia sulla palla e ruotare la palla in avanti finché compare il dolore, lasciando cadere la testa in avanti.

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Abduzione con la palla
Sedersi con la fitball di fianco alla spalla operata.
Posizionare il braccio leso sulla palla.
Allontanare la palla lateralmente per quanto possibile, piegare la schiena verso lo stesso lato.

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Abduzione sul tavolo
Sedersi con il braccio operato vicino al tavolo.
Appoggiare la mano colpita su un cuscino sopra al tavolo.
La mano deve scivolare sul tavolo finché non compare il dolore.

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Flessione in piedi
In piedi davanti ad un tavolo alto, mettere le mani sul bordo tavolo e abbassare le spalle lasciando il gomito disteso.
Rispettare la soglia del dolore.

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Flessione sulla tavola
Da seduti, appoggiare le mani su un tavolo. Utilizzare un cuscino e far scivolare entrambe le mani in avanti finché non compare il dolore

 

Rotazione interna
Mettere un bastone o un elastico dietro la schiena.
Impugnare l’estremità superiore con la mano del braccio sano e con l’altra impugnare la parte inferiore.
Con il braccio spostare l’altro verso l’alto più possibile.

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Esercizio con la puleggia
Posizione seduta o in piedi.
Una corda è appoggiata su una puleggia o sul piolo di una spalliera.
Tenere le estremità della maniglie della corda in ogni mano e utilizzare il braccio sano per alzare il braccio operato.

Riabilitazione post intervento alla cuffia dei rotatori

 

Estensione della spalla da prono
Secondo uno studio di Van der Meijden et al, gli autori consigliano di utilizzare la posizione prona per attivare i muscoli romboidi e trapezio.
Gli esercizi di abbassamento della scapola possono contribuire a rilassare un muscolo trapezio superiore che spesso è dominante sugli altri.

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Rotazione esterna-interna con bastone
Posizione: sdraiato supino (sulla schiena).
Tenere il bastone con la mano sana in un estremità e quella operata nell’altra estremità.
Mantenere sempre i gomiti piegati a 90 °.
Il braccio sano spinge delicatamente il bastone verso il lato operato.
Mantenere la posizione per 5 secondi e ripetere 10 volte per 3 serie.

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Flessione della spalla con bastone da sdraiato
Posizione: sdraiato supino.
Le prime volte che si effettua questo esercizio, i gomiti sono piegati, successivamente tenere i gomiti distesi.
Tenere il bastone con entrambe le mani.
Sollevare il bastone fino all’altezza della testa spingendo soprattutto con il braccio sano.

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Estensione della spalla con bastone in piedi
Posizione: In piedi
Tenere il bastone con entrambe le mani dietro la schiena.
Spingere il bastone posteriormente finché compare il dolore.
Mantenere la posizione per 5 secondi. Effettuare 10 ripetizioni per 3 serie

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Esercizio propriocettivo
Un esercizio propriocettivo a catena cinetica aperta (la mano libera e non vincolata) consiste in:

  • Paziente in posizione supina.
  • Mantenere il braccio in elevazione a 90° verso l’alto.

 

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Stretching della capsula posteriore
Posizione di partenza: paziente sdraiato sul lato operato.
La spalla dev’essere in posizione di flessione (elevazione) a 90° e il gomito flesso ad angolo retto.
Con l’altra mano spingere il polso verso il lettino finché il pollice tocca il materasso.
Tenere questa posizione per 30 secondi circa.

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Stretching della capsula anteriore
Posizione di partenza: in piedi, ci sono due possibilità:

  • Davanti ad una porta,
  • Davanti ad un angolo tra due pareti.

La spalla dev’essere in posizione di flessione (elevazione) a 60/70° e il gomito flesso ad angolo retto.
Spostare il petto in avanti appoggiando il peso sul muro finché le scapole si toccano.
Rimanere in questa posizione per 30 secondi circa.

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Rinforzo dei muscoli scapolari
In piedi con un piede davanti all’altro.
Con le mani si afferrano le estremità di un elastico legato alla spalliera.
Tirare indietro le mani con i gomiti piegati.
Ripetere l’esercizio con i gomiti distesi, fare un passo avanti perché in questo modo è più duro.

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Leggi anche: Fase III e IV della riabilitazione