Gesso per la frattura

L’immobilizzazione si può ottenere in vari modi: uno dei modi più antichi è l’immobilizzazione ottenuta con apparecchi di superficie di gesso come la valva gessata vorrebbe dire mezzo gesso solo la parte inferiore oppure la stecca di zimmer , questi sono tutti mezzi che si possono adottare solo in fratture non particolarmente scomposte dove può bastare una immobilizzazione non completa dell’arto, qui vedete un gambaletto gessato e un gesso brachiometacarpale (tipico gesso delle fratture di avambraccio). Una delle regole fondamentali quando facciamo un gesso è che per immobilizzare un segmento osseo dobbiamo immobilizzare l’articolazione a monte e a valle quindi se abbiamo una frattura di avambraccio dobbiamo immobilizzare polso e gomito; se dobbiamo per esempio bloccare una frattura di omero dobbiamo fare un gesso che comprenda anche il torace(gesso toracobrachiale) così come se dobbiamo immobilizzare un femore dobbiamo fare un gesso che comprenda anche il bacino (gesso bacino piede).

Cos’è il gesso? Sono bende che sono impregnate di gesso, il gesso va incontro a una reazione di cristallizzazione esotermica, infatti si scalda, per cui da modellabile diventa rigido e in questo modo si può modellare al paziente e nello stesso tempo avere la resistenza per immobilizzare la frattura.

Quali sono le caratteristiche del gesso? Deve essere abbastanza esteso perché se uno fa un gesso corto poi la frattura all’interno si mobilizza, però nello stesso tempo va modellato bene perché se è troppo largo quando l’arto poi anche si sgonfia le forze muscolari trazionano sui monconi ossei e scompongono la frattura inoltre va modellato bene anche perché è abbastanza solido.

Quali sono gli svantaggi dell’apparecchio gessato? Esistono i tecnici gessisti, a Modena non ci sono lo facciamo noi medici ma c’è da dire che ora se ne fanno molti meno rispetto a un tempo perché questa fase del trattamento delle fratture, cioè quella della immobilizzazione, è chirurgica cioè invece di immobilizzare con un gesso facciamo l’intervento mettiamo le placche mettiamo i chiodi e quindi non c’è bisogno del gesso.

Gli svantaggi dell’apparecchio gessato:

abbiamo obbligatoriamente una riduzione della mobilità del paziente e soprattutto dobbiamo indurre una immobilizzazione delle articolazioni a monte e a valle e questo comporta primo una riduzione della componente elastica delle articolazioni quando si toglie il gesso le articolazioni sono rigide e necessitano poi di una mobilizzazione secondaria (fisioterapia) ipotrofia muscolare perché i muscoli non si contraggono, soprattutto in quel segmento che abbiamo ingessato induciamo un rallentamento del circolo periferico con stasi venosa trombi e possibili emboli.

Questi sono i motivi per cui in era preosteosintesi in era preprotesi molte fratture di femori di anziani, dovendo essere trattate con apparecchi gessati tipo bacino piede (pelvi podalico), portavano spesso a delle complicanze che nel 50% dei casi entro qualche mese dalla frattura di femore arrivavano fino all’exitus .

Adesso la possibilità di ridurre le fratture e sintetizzarle oppure sostituirle con protesi permettono una mobilizzazione precoce di questi pazienti degli anziani con una % di mortalità molto ridotta.

Oltre ai gessi abbiamo dei tutori, dei corsetti, delle ginocchiere, dei gambaletti che possono essere messi in prima istanza o secondariamente dopo il gesso se abbiamo un callo osseo che non si è ancora formato in modo sufficiente e abbiamo necessità di un ulteriore periodo di immobilizzazione.