Digiuno terapeutico prolungato o intermittente

Il digiuno terapeutico è l’astinenza totale dal cibo per un certo periodo, può essere intermittente (per esempio un giorno a settimana) oppure prolungato.
Secondo la medicina naturale è un ottima terapia per curare le malattie, mentre secondo la medicina convenzionale il cibo serve per guarire.
Gli esseri umani utilizzano il digiuno da millenni, per gli antichi egizi, arabi, greci, ecc. era una terapia utile per curare tanti tipi di malattie.

Il digiuno non cura, ma è una terapia in grado di attivare quella che Ippocrate chiamava: la forza di autoguarigione del corpo.
I miracoli che il digiuno compie sono dovuti all’attivazione di una forza di autoguarigione.

In natura, spesso gli animali smettono di mangiare in alcuni periodi o situazioni, per esempio un animale ferito digiuna e si riposa seguendo l’istinto per recuperare.
Tra gli altri esempi di digiuno ci sono il letargo, l’astensione dal cibo a causa di condizioni climatiche come la siccità e la neve che limitano la disponibilità del cibo oppure alcune specie di uccelli mentre covano.

 

Perché digiunare?

L’uomo ha meno appetito quando ha la febbre, problemi intestinali o dolore.
In questi casi bisogna assecondare l’organismo e digiunare finché il corpo recupera le energie.
In caso di malattie acute la fame non si sente perché il corpo deve utilizzare le energie per attività più urgenti.
Non bisogna ignorare i segnali del corpo, anzi se una persona mangia quando non ha fame rallenta la guarigione

Le energie del corpo sono sempre divise tra assimilazione ed eliminazione, quindi interrompendo l’alimentazione si verifica un aumento dell’escrezione.
Il digiuno è il modo più efficace per eliminare i rifiuti e le tossine immagazzinate nei tessuti e nel sangue.

Durante una malattia acuta, il paziente non ha fame e quindi non serve il cibo.
A causa della febbre, nausea e dell’infiammazione, il sistema digerente smette di produrre i succhi digestivi, i movimenti peristaltici sono interrotti, ma produce molto muco.
Un paziente che mangia in queste condizioni ha un aumento della febbre e dell’infiammazione.

Secondo l’igienismo, la cosa migliore da fare è riposare, eventualmente a letto e al buio, con le finestre aperte per più tempo possibile.
Spesso è sufficiente saltare qualche pasto quando si sentono i primi sintomi per evitare un peggioramento.
Per esempio la febbre tifoide (tifo) potrebbe durare 8/10 giorni invece di 22/25.

 

 

Cosa succede nel corpo durante il digiuno?

Durante un digiuno prolungato gli acidi grassi contenuti negli adipociti (tessuto grasso) sono la fonte di energia più importante.
Il corpo deve garantire costantemente una fonte di energia al cuore e al cervello che altrimenti non potrebbero funzionare.
All’inizio il corpo ha sufficienti riserve di glucosio per le attività degli organi e dei muscoli.

  • Durante un digiuno prolungato, la secrezione dell’ormone insulina (che serve per portare il glucosio nelle cellule) diminuisce mentre aumenta la liberazione del glucagone (ormone che provoca l’aumento del glucosio nel sangue).
    La riduzione del rapporto tra il livello dell’insulina e il livello del glucagone e la ridotta disponibilità di glucosio circolante causano la degradazione di trigliceridi, glicogeno (polisaccaride composto da molecole di glucosio che si trova soprattutto nel fegato come riserva) e proteine.
  • Si verifica un accumulo di acetilCoA (una molecola fondamentale per alcune reazioni del metabolismo), la conseguenza è una produzione di corpi chetonici maggiore rispetto alla capacità di utilizzazione degli organi.
    In condizioni normali, la produzione di corpi chetonici è piccola dato che l’acetil coenzima A é utilizzato principalmente nel ciclo dell’acido citrico.
    In caso di eccesso di acetilCoA, il fegato produce i corpi chetonici che immette nella circolazione sanguigna.
  • Secondo alcuni studi pubblicati su PUBMED, dopo almeno un giorno di digiuno il corpo produce e utilizza i corpi chetonici, cioè delle sostanze derivate dal metabolismo dei lipidi (grassi).
    Le caratteristiche dei corpi chetonici sono: rapidità di utilizzo e alta velocità di immissione in circolo.
    Quando manca il glucosio nel sangue, queste sostanze sono utilizzate dal cervello e dal cuore come fonte di energia.
    I corpi chetonici inibiscono l’ossidazione degli aminoacidi ramificati, quindi non si perdono i muscoli e la massa magra.
  • Si verifica la chetosi fisiologica (da carenza alimentare) che non dev’essere confusa con la chetosi patologica che avviene nei diabetici dove c’è anche un’aumento della glicemia (glucosio nel sangue).

 

digiuno terapeutico,prolungato,intermittenteEffetti del digiuno terapeutico prolungato

Ci sono molti vantaggi:

Secondo Henry Tilden (Medico e igienista canadese vissuto tra l’ottocento e il novecento) l’unica terapia efficace per l’anemia perniciosa è il digiuno che aumenta il numero di globuli rossi.

Alcuni hanno energia, per esempio anche dopo 20gg di digiuno si può fare sport (evitare l’agonismo), anche dopo 35giorni si può avere abbastanza forza per lavorare e fare attività sportiva blanda.

 

Come fare il digiuno terapeutico e depurativo?

Come iniziare a digiunare
In alcuni casi non è facile iniziare il digiuno perché alcune persone con malattie croniche che assumono farmaci da anni possono avere dei sintomi importanti provocati dall’entrata in circolo delle tossine che erano accumulate negli organi e nel tessuto grasso.
In questi casi si può iniziare gradualmente, cioè con alcuni giorni di semi-digiuno (un solo pasto + centrifugati o spremute durante il giorno) o di dieta vegana/crudista.
Spesso il paziente non accetta o sopporta la comparsa di sintomi da crisi eliminativa, in realtà è importante iniziare il digiuno sapendo cosa succederà, altrimenti il rischio è di interrompere troppo presto questa terapia per paura di sbagliare.
La comparsa dei sintomi indica la gravità dell’intossicazione della persona, infatti se l’individuo ha dei disturbi durante un digiuno breve significa che la tossiemia è importante.
Il vantaggio del digiuno è che il consumo e l’espulsione partono dai tessuti inutili (tessuto grasso, masse anomale, ecc.) e solo alla fine le pari degli organi più importanti.

Durante il periodo del digiuno
Il digiuno dovrebbe essere fatto in un luogo tranquillo come un centro specializzato, un agriturismo, hotel, ecc..

  • É meglio stare lontano dai parenti che potrebbero criticare questa terapia e rendere più difficile il raggiungimento dell’obiettivo.
  • Serve una persona con esperienza per seguire il paziente quotidianamente.
  • Secondo il dott. Simeone, i primi 2/3 giorni sono i più difficili, dopo lo stimolo della fame passa fino al momento in cui bisogna smettere.
  • Non bisogna spaventarsi in caso di mal di testa, bocca amara, alito cattivo, nausea, vomito e vertigini perché sono sintomi normali, ma il digiuno dev’essere controllato perché ci sono dei segnali del corpo che indicano quando bisogna smettere.
  • Rimanere a riposo, soprattutto se il digiuno è effettuato in periodi di vacanza, anche se non è obbligatorio, quindi si può anche continuare a lavorare.
  • Non prendere farmaci, integratori, caffè o altre bevande durante il digiuno.
  • Un digiuno mangiando pochissimo può essere pericoloso perché si attivano dei meccanismi digestivi con consumo energetico, ma non manca il carburante.
  • Digiunare senza bere è sbagliato, quindi il medico consiglia di smettere il digiuno.

Quant’acqua bere?
In base alle teorie di Shelton, bisogna bere in base ai bisogni dell’individuo, ma alcuni gestori di centri specializzati nel digiuno consigliano di bere circa 3 litri d’acqua al giorno.
Gli igienisti consigliano di bere l’acqua distillata perché non contiene sali inorganici e quindi non è nociva.
La conseguenza è un aumento della frequenza della minzione (si urina spesso).

dieta vegana,crudistaCome riprendere l’alimentazione dopo il digiuno prolungato
Un giorno di digiuno consiste nell’interruzione dell’alimentazione dopo cena e riprendere con la colazione due giorni dopo.
In questo modo l’astensione dal cibo dura 36 ore, quindi per l’intero ciclo circadiano.

Il digiuno notturno (dalla cena alla colazione) non è considerato terapeutico.

Se il digiuno dura 2-3 giorni, il 4° giorno si può mangiare come prima, ma dopo i 4 giorni di astensione dal cibo, il processo di ripresa dell’alimentazione dev’essere lento e progressivo.
Per i primi giorni bisogna alimentarsi con spremute di frutta, frutta cruda ben masticata e verdura (meglio se cruda).
Dopo il termine del digiuno sarebbe meglio seguire una dieta vegana o crudista per evitare di intossicarsi di nuovo.

 

Digiuno terapeutico e depurativo per curare le malattie

Effetto del digiuno su un tumore

Secondo Henry Tilden (Medico e igienista, autore di alcuni libri sull’alimentazione e medicina naturale), se il tumore è benigno il digiuno può causare la riduzione o scomparsa, ma se la massa è maligna funziona diversamente.

Secondo il Dr. Melelli Roia (medico esperto in digiunoterapia, medicina naturale, agopuntura e idrocolonterapia), Il tumore è lo sviluppo di gruppi di cellule che non obbediscono ai sistemi di controllo dell’organismo.
Tutti i giorni il corpo produce queste cellule “ribelli”, ci sono dei linfociti e globuli bianchi che distruggono le cellule tumorali, ma se la produzione è eccessiva e sfugge al controllo, si forma il tumore maligno.
Se il digiuno crea un ambiente meno ossidato, le mette in difficoltà e toglie il glucosio.
Il sistema immunitario si rafforza e quindi i difensori diventano più forte degli aggressori.
Il sistema immunitario ha un sistema di riconoscimento delle cellule normali, quello che non è riconosciuto è giudicato estraneo ed è aggredito e distrutto in un processo di auto-lisi.


Quando la massa tumorale è isolata rispetto alla circolazione sanguigna (negli stadi avanzati), questo processo è irreversibile e provoca cachessia.
In questo stadio il tumore continua a crescere mentre il malato dimagrisce.
In particolare il digiuno può non essere efficace nei pazienti che hanno già effettuato trattamenti molto dannosi come chemioterapia e radioterapia.

Tuttavia i pazienti in stadio terminale che hanno digiunato senza assumere antidolorifici, hanno trascorso gli ultimi giorni di vita con meno sofferenza o dolore.

 

Digiuno terapeutico intermittente

Un digiuno di un giorno alla settimana è un ottima regola.
In un anno sono 50gg di digiuno e si migliora la salute. Si tolgono le tossine accumulate in una settimana.

Alcuni oncologi come il Dr. Franco Berrino (Istituto nazionale tumori in Italia) e il Dr. Veronesi (direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, autore del libro “La dieta del digiuno”) hanno fatto delle pubblicazioni o dei libri sull’argomento.
In particolare, questi medici consigliano di digiunare almeno 1 giorno prima di effettuare la chemioterapia e nei giorni successivi per ridurre gli effetti collaterali.
Il digiuno intermittente è utile anche negli individui che non sono malati di cancro, soprattutto se accompagnato da una dieta vegetariana o vegana.

 

digiuno terapeutico,no glutineIl digiuno prolungato può curare le malattie?

Secondo la medicina naturale di Lezaeta e l’igienismo di Shelton, la causa delle malattie è l’accumulo di rifiuti nell’organismo che si formano nella digestione di cibi non naturali e non si eliminano attraverso le feci, l’urina e la pelle.
Il corpo accumula queste sostanze di scarto in tumori, manifestazioni cutanee (orticaria, eczema, dermatite, ecc.) e negli organi (per esempio il fegato) provocando le malattie.
L’organismo è l’unico che può guarire le ferite e le malattie, gli interventi esterni non servono tranne nel caso di ferite molto profonde, traumi e incidenti importanti.
Il digiuno non stimola la guarigione, semplicemente permette al corpo di svolgere la sua attività naturale di auto-guarigione perché non consuma le energie per la digestione.

 

Esempi di malattie che possono guarire con il digiuno

Asma e allergie
Un soggetto allergico può guarire dopo un digiuno di durata media o lunga: finché passano i rumori polmonari.
Una persona molto magra può fare due digiuni di breve durata separati da un periodo di alimentazione leggera e naturale.
La reazione allergica che si verifica a causa del contatto con l’allergene (sostanza che irrita il corpo) non compare più quando la tossiemia (intossicazione interna) sparisce.
I casi di persone che non hanno alcun sintomo a contatto con le sostanze irritanti mostrano che la causa dell’allergia non è l’allergene, ma un problema interno al corpo.

Diabete mellito
In alcuni casi si evita l’utilizzo dei farmaci, ma è fondamentale la dieta corretta, eventualmente anche l’agopuntura, ecc.

Sclerosi multipla
Alcuni pazienti riprendono a camminare dopo 15/20 giorni di digiuno, circa l’80% dei pazienti ha dei benefici, ma alcuni non hanno pazienza a resistere alle crisi.

Eruzioni cutanee e psoriasi
In caso di psoriasi ed eritemi, oltre ai bagni con acqua tiepida (senza sapone o detergenti), il digiuno e un alimentazione vegana/crudista possono far scomparire le eruzioni sulla pelle.
Il corpo deve eliminare le tossine e lo fa mediante la pelle.
Un eccesso di tossine può essere causato dall’assunzione di farmaci, di cibi trasformati ed elaborati, zuccheri e amidi in eccesso, combinazioni alimentari scorrette.
Si può effettuare un digiuno di media durata o alcuni brevi digiuni intervallati da un’alimentazione sana e naturale.

Artrite
I soggetti che soffrono di artrite hanno trascurato i primi sintomi mangiano:

  • Amidi: patate, pane, dolci e caramelle,
  • Errate combinazioni alimentari,
  • Caffè, tè, liquori, fumo.

Per l’artrite potrebbero servire diversi digiuni, lunghi e brevi per recuperare completamente o il massimo possibile.

Prostata ingrossata e infiammata
Per l’iperplasia prostatica il digiuno è una terapia naturale che può risolvere il problema.
I sintomi più frequenti della prostata ingrossata sono:

  • Ritenzione di urina
  • Bisogno di urinare spesso,
  • Sensazione di non svuotare la vescica.

A volte è sufficiente una settimana per prostate molto indurite.

Ulcera gastrica o duodenale
Prima della formazione di un’ulcera il tessuto subisce alcune alterazioni:

  1. Irritazione,
  2. Infiammazione,
  3. Ispessimento
  4. Indurimento.

Ulcera,stomaco,duodeno

L’ulcerazione è provocata dalla riduzione della circolazione arteriosa che è causata dall’ispessimento del tessuto.
Secondo le teorie igienistiche di Herbert Shelton (che ha seguito circa 40000 digiuni nella sua carriera) e Arnold Ehret, il cancro allo stomaco potrebbe essere lo stadio successivo all’ulcera.
Dopo la fase di tossiemia e infiammazione (gastrite), le strutture vascolari si induriscono e degenerano.
La conseguenza è la mancanza di rifornimento di ossigeno alle cellule e ai tessuti.
L’asfissia dei tessuti provoca il cancro.

Malattie mentali
Secondo Arnold Ehret (scrittore tedesco che ha scritto il libro “Il sistema di guarigione della dieta senza muco”), anche i malati mentali possono guarire o migliorare con un digiuno.
Lo afferma in base alle esperienze personali, dopo aver curato alcuni malati di mente.

Emicrania
Tutti sanno che l’emicrania è causata spesso dagli alimenti, la medicina convenzionale sconsiglia la cioccolata, gli insaccati, i formaggi ecc.
I farmaci danno un sollievo temporaneo e solo se assunti appena compaiono i sintomi.

In base alle esperienze degli igienisti, le donne possono curare l’emicrania con un digiuno di 12/14 giorni, ma se sono abituate a prendere farmaci da tanti anni potrebbe non bastare.
In questi casi (rari) serve anche un lungo periodo di alimentazione di tipo igienista per risolvere completamente il problema.

Pressione alta
Per questo disturbo, il digiuno è un’ottima terapia, ma dev’essere accompagnato da una modifica dello stile di vita, evitare il fumo, l’alcool, lo stress e secondo gli igienisti anche l’attività sessuale eccessiva.
Il sale che mangiano quasi tutti è difficile da espellere con il sudore, quindi rimane nel tessuto sottocutaneo.
Durante il digiuno questa sostanza è espulsa attraverso le urine, come confermano le analisi delle urine che sono state fatte in cui la concentrazione di cloruro di sodio era molto alta.
Il sale proviene dall’edema perché nel sangue non cambia la concentrazione di cloruro di sodio.

Malattie cardiache e angina
Hereward Carrington (fondatore dell’American Psychical Institute ed editore) affermò che il miglioramento del cuore durante il digiuno era dovuto a:

  • Riposo,
  • Eliminazione degli alimenti e bevande stimolanti (cioccolata, caffè, ecc.),
  • Miglioramento della condizione dei vasi sanguigni.

L’angina è provocata dall’eccesso alimentare, caffè e altre sostanze nocive.
Con il digiuno si può migliorare o risolvere problemi come l’aritmia, bradicardia, tachicardia, l’extrasistole, la pressione alta e altri disturbi, ma per esempio in caso di anomalie delle valvole non è efficace.
Il calo delle pulsazioni dovuto al digiuno permette al cuore di lavorare molto meno.

 

Quando non si può fare il digiuno? Le controindicazioni

L’astinenza da cibo dev’essere fatta sotto la supervisione di un esperto.

In generale, il digiuno non dovrebbe essere fatto nei casi avanzati di:

  • Cancro,
  • Diabete (dopo aver assunto per tanti anni l’insulina),
  • Tubercolosi,
  • Malattie cardiache gravi (non è sempre controindicato),
  • Bulimia,
  • Trapianto d’organo (perché un rafforzamento del sistema immunitario può causare un aggressione all’organo trapiantato),
  • Gravidanza (secondo e terzo trimestre),
  • Grave debolezza.

 

Quali sono i sintomi del digiuno?

Il digiuno non provoca effetti collaterali, ma solo sintomi temporanei finché il corpo si libera delle tossine accumulate con il tempo.
Tra questi ci sono:

In ogni caso, dopo aver perso il 40% del peso corporeo si è in imminente pericolo di vita, quindi bisogna interrompere il digiuno.

Quando si carica il sangue di tossine, si può sentire in bocca il sapore di farmaci che prima non si sentivano.
Una persona che ha fatto la chemio potrebbe non stare bene perché il corpo ne risente, a volte in maniera irreversibile.
Nel digiuno si crea la stessa situazione che si verifica mangiando funghi avvelenati: polso debole e accelerato, vertigini, nausea, ecc.
Il veleno da dentro sta uscendo e questi sono i sintomi.

 

 

Digiuno e gravidanza

Non è normale avere nausea e vomito in gravidanza, gli animali non ce l’hanno.
In gravidanza, la donna può digiunare 2/3 giorni in caso di nausea mattutina, pochi giorni e solo nello stadio iniziale della gestazione.
Si consiglia di rimanere a letto, al caldo, tranquilla e senza medicine.
Se il corpo non accetta il cibo non bisogna mai ribellarsi.
I farmaci per sopprimere il vomito ritardano la guarigione.
Un digiuno prolungato può danneggiare il bambino.

 

Digiuno nei bambini e adolescenti

I bambini sanno quando bisogna mangiare e quando è meglio digiunare.
Il bimbo salta i pasti finché non sente fame, poi chiederà il cibo.
Questo di solito avviene in poco tempo.
Spesso i genitori cercano di tentare il bambino con dei dolci, ma questo potrebbe essere il reale motivo per cui lui ha perso l’appetito.
Se il bambino non ha fame significa che è malato.

Un bimbo che soffre di tonsillite, diarrea, febbre o reflusso non chiede il cibo.
Un alimentazione vegana/crudista migliora la salute e riduce le preoccupazioni dei genitori.
In caso di malattia: gastrite, diarrea, ecc., si può contattare un terapista esperto nel digiuno perché non si consiglia di sospendere l’alimentazione nei bambini in modo fai da te.

Se nelle feci ci sono macchie bianche o se le feci sono grigie, dure o acide significa che il bimbo non riesce a digerire il latte, in questo caso è meglio intervenire presto per evitare infiammazioni e disturbi gastrointestinali.

 

Quanto può durare un digiuno controllato?

In base agli studi scientifici, un individuo di 65kg può digiunare fino a 60/70 giorni.
La cosa importante è effettuare il digiuno in un centro specializzato sotto la supervisione di un esperto che sappia interpretare i segnali di pericolo.

 

Perché il digiuno è meglio della dieta ipocalorica?

Per la digestione si spende 1/3 dell’energia dell’organismo, senza quel consumo energetico, il corpo usa quell’energia per curarsi.
La dieta vegana/crudista può aiutare a disintossicare il corpo, ma il processo è molto lento.
L’astensione dal cibo permette di dare un accelerazione al processo di depurazione dell’organismo.
I pazienti hanno bisogno di una motivazione per continuare, se i risultati tardano è facile che interrompano la dieta.
Un digiuno che permette di avere risultati evidenti e in breve periodo.

 

Dove fare il digiuno? I centri specializzati

In italia ci sono delle strutture igieniste e degli hotel in cui si può fare il digiuno terapeutico.
Si possono contattare gli igienisti: Daniele Bricchi, Dr. Giuseppe Cocca, Dr. Sebastiano Magnano, Michele Manca, Carmelo Scaffidi.

In alcuni centri si pratica anche l’agopuntura per aiutare il paziente a resistere.
Inoltre molti esperti consigliano i clisteri (Max Gerson, Ehret, Kousmine) o l’idrocolonterapia per liberare completamente l’intestino.