Scompenso cardiaco acuto o cronico – cure e diagnosi

Lo scompenso cardiaco può essere:

  1. Acuto – se i sintomi si presentano improvvisamente, si può verificare dopo un infarto del miocardio oppure un peggioramento di un insufficienza cardiaca cronica.
    All’inizio i sintomi sono gravi, ma migliorano dopo un breve periodo.
  2. Cronico – i sintomi compaiono e peggiorano gradualmente. Un paziente con scompenso cardiaco cronico può avere dei periodi di riacutizzazione dei sintomi, ma poi torna alla condizione precedente.
INDICE

 

 

La classificazione della New York Heart Association (NYHA) è basata sui sintomi e sulla limitazione funzionale

 

Classe Sintomi
I Paziente asintomatico.
Senza limitazione dell’attività fisica.
II Lieve limitazione dell’attività fisica.
Senza sintomi a riposo.
Sintomi durante le attività quotidiane:

  1. Stanchezza,
  2. Palpitazioni,
  3. Dispnea,
  4. Angina.
III Limitazione importante dell’attività fisica.
Senza sintomi a riposo.
Ogni piccolo sforzo causa dei sintomi.
IV Con sintomi anche a riposo.

 

Diagnosi di scompenso cardiaco acuto congestizio

I sintomi di insufficienza cardiaca congestizia si possono confondere con i segni di altri disturbi respiratori.
I medici valutano il paziente effettuando degli esami fisici e strumentali.

L’esame obiettivo (fisico) è molto importante per la diagnosi.
Bisogna escludere delle malattie che danno sintomi simili come la BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva), per questo il medico prescrive alcuni esami.
Le prove e gli esami che vengono utilizzati sono i seguenti:

Ecocardiogramma, insieme alla flussimetria doppler è l’esame più importante perché permette di valutare:

  • ecocardiogramma, ventricolo sinistro dilatato

    Ecocardiogramma – ventricolo sinistro dilatato

    La presenza di una disfunzione del ventricolo sinistro,

  • Se il deficit è sistolico o diastolico,
  • Le cause che possono essere trattate.

Nella figura a destra si vede un cuore di sinistra notevolmente dilatato, quindi la disfunzione è sistolica.

Altri esami che il medico può prescrivere sono:

La funzionalità tiroidea (TSH, FT4) dev’essere controllata nei pazienti con:

  1. Fibrillazione atriale,
  2. Sintomi che possono originare dalla tiroide.

diagramma, diagnosi, scompenso cardiaco

 

Interpretazione della radiografia
Per capire se una persona soffre di scompenso cardiaco bisogna misurare:

  1. Il diametro trasverso del cuore (area bianca),
  2. Il diametro trasversale del torace.

In condizioni normali il diametro del cuore è inferiore alla metà del diametro del torace.
Nel paziente con insufficienza cardiaca il cuore è dilatato e quindi il diametro è più grande della metà del torace.

Radiografia, scompenso cardiaco

BNP: Test per il cuore

Il BNP è un ormone proteico che svolge un ruolo importante nella regolazione della circolazione.

Il BNP:

  1. Favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni e l’escrezione del sodio e dell’acqua attraverso i reni,
  2. Aiuta la pressione sanguigna a rimanere bassa,
  3. Riduce il carico di lavoro al cuore.

Si esegue un esame del sangue e si misura il livello di BNP (peptide natriuretico cerebrale). Questo dato serve per capire se il paziente ha una patologia cardiaca.
Il BNP è un ormone prodotto dai miociti (cellule muscolari) dei ventricoli in caso di eccessivo allungamento di queste cellule.
Questo si verifica quando il ventricolo si dilata a causa dell’eccesso di sangue all’interno.

Le cause possono essere:

  1. La contrazione del ventricolo è debole e non riesce a pompare una quantità sufficiente di sangue, quindi rimane molto sangue all’interno.
  2. In caso di ostruzione o restringimento delle arterie che non lasciano passare il sangue, in questo caso la pressione interna aumenta eccessivamente.
  3. In caso di disfunzioni delle valvole del cuore.

I valori normali di BNP nel sangue
Se il valore è minore di 100 pg/mL (picogrammi per millilitro) non bisogna preoccuparsi.

  1. Valori superiori a 400 pg/mL indicano che esiste una probabilità del 95% di avere un infarto;
  2. Sono necessari ulteriori test se il valore è compreso tra i 100 pg/mL e i 400 pg/ml.
  3. Il livello normale può essere considerato tra 0.5 e 30 pg/mL.

Ci sono discrete probabilità di avere dei falsi positivi.
Anche le persone affette da una malattia renale potrebbero avere dei livelli elevati.
Un aumento fisiologico nel BNP è dato dall’avanzare dell’età.

 

Terapia per lo scompenso cardiaco acuto congestizio

Cosa fare? Terapia per lo scompenso cardiaco congestizio

Nella fase iniziale, lo scompenso cardiaco acuto congestizio si può curare con diversi farmaci:

  1. ACE-inibitori
  2. Diuretici
  3. Beta-bloccanti
  4. Antialdosteronici
  5. Antagonisti del recettore dell’angiotensina
  6. Digitale
  7. Vasodilatatori
  8. Farmaci Inotropi positivi
  9. Terapia anticoagulante

 

ACE-inibitori

Gli ACE-inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina) si somministrano per espandere i vasi sanguigni e migliorare il flusso sanguigno.
Possono alleviare i sintomi e migliorare la sopravvivenza

Indicazioni

  • Pazienti senza sintomi, con disfunzione sistolica del ventricolo sinistro moderata – severa (frazione di eiezione < 45 %).
  • Terapia prolungata anche senza disfunzione sistolica dopo un infarto.
  • Pazienti  sintomatici con o senza segni di sovraccarico di volume.

Controindicazioni

  • Stenosi bilaterale dell’arteria renale,
  • Neutropenia cronica,
  • Gravidanza,
  • Intolleranza.

 

Beta-bloccanti

I beta-bloccanti sono utilizzati per abbassare la pressione alta e possono aumentare la sopravvivenza.

Indicazioni

  1. Dopo un infarto, indipendentemente dalla frazione di eiezione (porzione di sangue pompato dal ventricolo sinistro),
  2. In caso di disfunzione ventricolare,
  3. Pazienti sintomatici (classe NYHA II-IV) o asintomatici con disfunzione sistolica (frazione d’eiezione < 40%), insieme ad ACE-inibitori e diuretici,
  4. Post infarto, insieme all’ACE-inibitore.

Controindicazioni

  1. Grave Broncopneumopatia cronica,
  2. Blocco atrio-ventricolare, severa bradicardia (≤50 battiti/min),
  3. Classe NYHA IV in terapia con inotropi, frequenza cardiaca <50/min, pressione arteriosa sistolica <90 mmHg.

 

Digitale

La digitale migliora la forza dei muscoli del cuore.
È risultato efficace nella riduzione dei sintomi nel paziente sintomatico anche se assume già gli ACE-inibitori e i diuretici e nel paziente che soffre di fibrillazione atriale con qualsiasi grado di scompenso sintomatico.
Non ci sono dati conclusivi sul miglioramento della mortalità.

Indicazioni:

  1. Pazienti sintomatici con insufficienza cardiaca secondaria a disfunzione sistolica del ventricolo sinistro.
  2. Pazienti asintomatici con disfunzione sistolica del ventricolo sinistro e Fibrillazione atriale.

Dosaggio della digitale

  1. Dose di inizio: 0,25 – 0,375 mg/giorno in presenza di funzione renale normale,
  2. 0,125 mg/die in caso di disfunzione renale, età avanzata, ridotta superficie corporea.

Quando sospendere il trattamento?

  1. Valori di digossina nel sangue > 2,5 ng/ml – (valore terapeutico: 0,7-2 ng/ml)
  2. Sintomi di tossicità
  3. Comparsa di tachiaritmie o bradiaritmie significative.

Quando controllare della digossinemia?

  1. Paziente anziano >75 anni (la digossinemia deve avere un valore tra 0,7 e 1,2 ng/ml),
  2. Disfunzione renale,
  3. Assunzione insieme a farmaci che aumentano la digossinemia:
    1. Spironolattone,
    2. Amiodarone,
    3. Verapamil,
    4. Antibiotici.
  4. Sintomi di possibile tossicità

Il medico prescrive spesso i diuretici per facilitare l’eliminazione di acqua e sodio dal corpo, per esempio la Furosemide (Lasix).
L’effetto dei diuretici è solo sintomatico, non aumentano l’aspettativa di vita.

Indicazioni

  1. In presenza di sovraccarico di volume sanguigno,
  2. Insieme agli ACE-Inibitori,
  3. Evitare i diuretici tiazidici se la filtrazione glomerulare (nei glomeruli renali) è <30 ml/min (scarsa efficacia),
  4. I diuretici risparmiatori di potassio a basso-medio dosaggio durante il trattamento con ACE-Inibitori + diuretico dell’ansa + digitale riducono il rischio di ipopotassiemia (potassio basso nel sangue),
  5. Gli antialdosteronici  sembrano indicati nei pazienti sintomatici in classe III-IV di NYHA con funzionalità renale conservata e potassiemia normale.

 

Antagonisti del recettore dell’angiotensina (ARB)

Gli ARB sono indicati per il trattamento sintomatico dei pazienti che non tollerano gli ACE-inibitori.

 

Farmaci inotropi

I farmaci inotropi positivi sono comunemente utilizzati per limitare gli episodi di scompenso cardiaco severo o in attesa del trapianto di cuore.
Non si conoscono gli effetti sulla prognosi.
Il loro utilizzo ripetuto o prolungato per via orale sembra incrementare il rischio di mortalità ed è controproducente.

 

Vasodilatatori

L’efficacia dei vasodilatatori nel trattamento dello scompenso cardiaco non è dimostrata, tuttavia possono essere utilizzati per migliorare i sintomi oppure se il paziente soffre anche di angina pectoris e/o ipertensione arteriosa non trattate.

 

Altre terapie e operazione chirurgica

  1. Ossigenoterapia,
  2. Rivascolarizzazione (bypass),
  3. Pacemaker, defibrillatore impiantabile,
  4. Trapianto di cuore, dispositivi di assistenza ventricolare, cuore artificiale,
  5. Ultrafiltrazione, emodialisi.

 

Farmaci da evitare in caso di scompenso cardiaco

  1. Farmaci antinfiammatori non steroidei
  2. Antidepressivi triciclici
  3. Antiaritmici di classe I
  4. Corticosteroidi
  5. Calcio-antagonisti (verapamil, diltiazem, diidropiridinici di I generazione)

Il trattamento per le persone anziane consiste nell’operazione chirurgica se non rispondono al trattamento farmacologico.
L’intervento di bypass coronarico permette di allargare le arterie coronarie ristrette.
Quando il cuore è molto debole e la frequenza cardiaca è bassa si possono inserire dei dispositivi pace-maker.
Nei casi più gravi è necessario un trapianto di cuore.

 

Cure naturali e alimentazione per lo scompenso cardiaco congestizio

Le cure naturali comprendono una dieta con degli alimenti a basso contenuto di:

  1. Grassi saturi
  2. Sodio.

Si dovrebbe: limitare il consumo di alcool, caffeina,

Bisogna bere una quantità di acqua limitata, non oltre 1,5 litri perché i reni non sono in grado di gestire una quantità molto superiore.

 

Quanto si può vivere? La prognosi del paziente con scompenso cardiaco

La mortalità entro il primo anno per questa patologia è di circa il 20% dalla diagnosi.
Il 50% dei pazienti muore entro 5 anni: 60% dei maschi e più del 40% delle donne, anche se effettua la terapia
Tassi annui di mortalità in base alla classe NYHA

Classe Tasso di mortalità
Classe I <1%
Classe II 10%
Classe III 10-20%
 Classe IV 20-50%