Infarto del miocardio

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L’infarto del miocardio (detto anche attacco cardiaco o infarto miocardico acuto) è una cardiopatia dovuta all’interruzione dell’afflusso sanguigno ad una parte del cuore.

Può provocare un danno irreversibile e la morte delle cellule in quella regione del cuore.
Gli attacchi di cuore sono una delle cause principali di morte per gli uomini e le donne in tutto il mondo.

Anche se esistono molte cause differenti dell’infarto miocardico, una delle principali è l’occlusione parziale o totale delle arterie coronarie.
Questo si verifica principalmente a causa della rottura di una placca aterosclerotica.

Infarto del miocardio
La placca aterosclerotica può essere erosa dall’azione di enzimi chiamati metalloproteasi.
Questi enzimi provocano l’assottigliamento della placca, ma lo spessore può essere ancora abbastanza grande da ostruire il vaso. Questo causa delle alterazioni nel flusso sanguigno dalle arterie coronarie alle cellule muscolari cardiache.

Se la quantità di sangue che giunge al cuore diminuisce abbastanza a lungo, s’innesca un processo chiamato cascata ischemica. Questo provoca la morte delle cellule muscolari cardiache per ipossia (mancanza di ossigeno).

Il tessuto cardiaco danneggiato conduce gli impulsi elettrici più lentamente rispetto al normale. Questa differenza nella velocità di conduzione degli impulsi può innescare un’aritmia che in alcune persone rappresenta la causa finale di morte.
L’aritmia più grave è la fibrillazione ventricolare: un battito cardiaco molto veloce e irregolare che rappresenta la causa principale dell’arresto cardiaco improvviso.
Un’altra aritmia pericolosa è la tachicardia ventricolare: solitamente provoca una rapida frequenza cardiaca che impedisce al cuore di pompare il sangue in modo efficiente alle diverse parti del corpo.
Questo può provocare la diminuzione della gittata cardiaca e la caduta pericolosa della pressione sanguigna, che può aumentare ulteriormente l’ischemia coronarica e l’estensione dell’infarto. L’infarto fulminante o morte improvvisa è più frequente nelle donne, mentre i maschi possono sentire i sintomi premonitori fino a una settimana prima.
L’infarto del miocardio di solito colpisce le persone con più di 40 anni, ma può essere un disturbo giovanile se l’individuo ha diversi fattori di rischio.
La mortalità è elevata, si stima che circa l’8% delle morti totali sia causato da un infarto acuto del miocardio.

Gli eventi che precedono l’infarto del miocardio provocano il danno e/o la morte del muscolo cardiaco.


 

Tipi di infarto cardiaco

In base alla posizione della placca

  1. Infarto anteriore: l’ostruzione è presente nell’arteria coronaria sinistra e influisce negativamente sulla circolazione sanguigna al ventricolo inferiore (camera sinistra del cuore). È considerato il tipo più grave di infarto cardiaco e la zona colpita si trova nella parte anteriore del muscolo cardiaco.
  2. Infarto posteriore o inferiore: è meno grave rispetto al tipo anteriore. L’ostruzione è situata in uno dei rami dell’arteria coronaria destra. Interessa il tessuto muscolare cardiaco nel lato posteriore. L’infarto del ventricolo destro si verifica circa nel 40% dei casi di infarto inferiore.
  3. Infarto laterale: è causato dall’occlusione dell’arteria circonflessa e provoca un infarto circoscritto laterale.

In base all’estensione della placca

  1. Pazienti senza sopraslivellamento del tratto ST persistente. Si abbrevia con NSTEMI, l’interruzione della circolazione sanguigna nel cuore si verifica temporaneamente a causa dell’ostruzione parziale delle arterie. Il danno cellulare è minimo. Per la diagnosi si ricercano gli enzimi cardiaci nel sangue, ma non si effettua l’elettrocardiogramma (ECG).
  2. Pazienti con persistente sopraslivellamento del segmento ST. Si abbrevia con STEMI, l’ostruzione della coronaria è presente per un periodo prolungato. Una parte importante del muscolo cardiaco muore per la mancanza di sostanze nutritive e ossigeno trasportati dal sangue. Questo è un grave tipo di attacco di cuore che si può diagnosticare con l’ECG e gli enzimi cardiaci nel sangue.

In base alla gravità del danno cellulare

  1. Infarto miocardico massivo transmurale è una forma grave d’infarto. La necrosi delle cellule cardiache s’identifica in tutti i tre strati muscolari del cuore: l’endocardio (più interno), miocardio (strato intermedio) ed epicardio (più esterno).
  2. Infarto miocardico massivo non-transmurale: questo tipo d’infarto è caratterizzato dalla morte delle cellule che si trovano nella superficie interna del muscolo cardiaco. È meno grave dell’infarto transmurale.
  3. Infarto miliare è localizzato in piccole zone indipendenti.

Inoltre, si possono verificare altri due tipi d’infarto: onda Q e senza onda Q.
Questi sono classificati in base ai risultati dell’elettrocardiogramma. Il tipo onda Q rivela l’ostruzione dell’arteria coronaria per un periodo più lungo, si notano delle onde Q profonde nel grafico dell’ECG.
D’altra parte, l’infarto non onda Q significa ostruzione parziale dell’arteria coronaria per un lungo periodo o il blocco completo per un breve periodo.
Non c’è una distinzione marcata nel risultato dell’ECG.


 

Cause dell’infarto miocardico

Alcune cause dell’angina instabile NSTEMI possono essere:

  1. Dieta povera di nutrienti;
  2. Fumo;
  3. Bassi livelli d’ossigeno nel sangue;
  4. Battito cardiaco accelerato;
  5. Ipertiroidismo;
  6. Pressione sanguigna bassa;
  7. Tensione o ansia;
  8. Anemia;
  9. Mancanza di esercizio fisico;
  10. Età.

Fattori di rischio dell’infarto miocardico

  1. Storia familiare di attacco di cuore;
  2. Stress;
  3. Fumo;
  4. Alcolismo cronico;
  5. Mancanza di esercizio fisico;
  6. Pressione sanguigna alta (o ipertensione);
  7. Obesità;
  8. Lavoro notturno (le persone che svolgono i turni di notte hanno più probabilità di avere un infarto del miocardio);
  9. Dieta ricca in colesterolo;
  10. Diabete.

Se il paziente non è a conoscenza dei sintomi iniziali, aumenta il rischio di danneggiare il muscolo cardiaco parzialmente o completamente.


 

Sintomi dell’infarto del miocardio

I sintomi sono diversi da una persona all’altra.
Inoltre si è osservato che i sintomi nelle donne sono molto diversi dagli uomini. Il quadro clinico del paziente può comprendere i seguenti sintomi frequenti:

1. Dolore al petto: si può sentire un fastidio, costrizione, pressione, pienezza o delle fitte al centro del petto che durano più di pochi minuti.
Il fastidio può andare e venire a intervalli.
2. Dolore nella parte superiore del corpo: si può verificare un dolore o un malessere diffuso alla spalla, braccio, schiena, collo, denti o mandibola.
Alternativamente, si potrebbe avere un dolore nella parte superiore del corpo senza fastidio al petto.
3. Mal di stomaco: il dolore si può estendere verso il basso nella pancia e si può sentire anche il bruciore di stomaco.
4. Ansia: si può sentire un senso di angoscia o di depressione, come un attacco di panico senza un motivo apparente.
5. Sudorazione: improvvisamente si può sudare freddo.
6. Nausea e vomito: si può sentire dolore allo stomaco o nausea.
7. Aumento degli enzimi GOT del fegato che si verifica entro 8 ore e rimane per alcuni giorni.

Tuttavia, le donne presentano dei sintomi diversi rispetto agli uomini. Oltre al dolore o al fastidio, si possono sentire anche i seguenti sintomi:

  1. Dolore dorsale, al collo, alla mascella, alla spalla o all’addome;
  2. Mancanza di respiro;
  3. Nausea o vomito;
  4. Dolore addominale;
  5. Sudorazione;
  6. Vertigini o capogiri;
  7. Stanchezza insolita o inspiegabile.

L’infarto del miocardio silente è diverso da quello classico solo perché non provoca dolore al petto e senso di costrizione, ma ci sono gli altri sintomi (per esempio la sudorazione, nausea, dolore alla mascella ecc.).


 

Conseguenze e rischi dell’infarto del miocardio

Tra le complicanze dell’infarto miocardico ci sono:
1. Fibrillazione ventricolare;
2. Tachicardia;
3. Mancanza di respiro,
4. Stanchezza,
5. Debolezza,
6. Gambe e caviglie gonfie,
7. Aneurisma ventricolare,
8. Aritmia ventricolare.
Nei primi 6 mesi dopo un infarto non si possono effettuare trattamenti di odontologia/odontoiatria.


 

coronarografia,normaleDiagnosi dell’infarto del miocardio

Un attacco di cuore lieve si può distinguere dall’angina stabile solo analizzando il tracciato dell’elettrocardiogramma (ECG).
Se il grafico dell’ECG è costituito da una regione di sopraslivellamento del tratto ST, si diagnostica al
paziente un tipico attacco di cuore.
Se il grafico non presenta il sopraslivellamento del tratto ST, si diagnostica al paziente un lieve attacco di cuore.
In alternativa, per diagnosticare l’attacco cardiaco lieve si possono effettuare le analisi del sangue. Se negli esami di laboratorio si rileva la presenza nel sangue di due marcatori (proteine) chiamate troponine e creatina chinasi MB (CK-MB), significa che il paziente ha subito un lieve attacco di cuore.
Alcuni altri test non invasivi comprendono l’ecocardiogramma, l’ecografia al cuore, la medicina nucleare, l’angiogramma o la radiografia delle arterie coronarie.


 

Cosa fare? La terapia per l’infarto del miocardio

In fase acuta, la terapia serve a ripristinare il flusso ematico prima possibile. Le opzioni di trattamento variano in base all’entità del danno al tessuto muscolare cardiaco.
I pazienti che hanno avuto un attacco cardiaco lieve non dovrebbero aver bisogno di un intervento chirurgico per ripristinare la normale circolazione.

Terapia farmacologica
In caso di infarto recente, la prima linea di trattamento che aiuta a ripristinare il normale flusso sanguigno al cuore comprende i seguenti farmaci:

Antipiastrinici
L’aspirina è un farmaco antiaggregante piastrinico.
Interferisce con l’azione delle piastrine, le cellule del sangue che formano i coaguli.
I farmaci antitrombotici come l’aspirina riducono sostanzialmente le dimensioni del coagulo di sangue, favorendo il normale flusso sanguigno al cuore.
La terapia a base di aspirina per un periodo di tempo stabilito riduce al minimo le probabilità d’infarto in futuro.

Trombolitici o fibrinolitici
Quando si tratta di disgregare o di sciogliere i coaguli di sangue, si possono somministrare i fibrinolitici come l’Anistreplasi.
Questi farmaci rompono il coagulo e rimuovono efficacemente l’ostruzione delle arterie.
I trombolitici hanno lo scopo di sbloccare le arterie o di prevenire la formazione di nuovi coaguli.

Beta-bloccanti
I beta-bloccanti come l’Acebutololo (Prent) si utilizzano frequentemente nel trattamento dell’ipertensione arteriosa. Con la diminuzione della pressione sanguigna, il cuore richiede meno sangue e ossigeno per funzionare efficacemente. Aumenta anche la capacità del cuore di rilassarsi, utile per il benessere generale.

Vasodilatatori
Come suggerisce il nome, i vasodilatatori sono formulati per dilatare i vasi sanguigni e migliorare la circolazione sanguigna al cuore.
Con l’aumento del flusso sanguigno, aumenta anche l’apporto di ossigeno al cuore.
Questi cambiamenti positivi nel flusso sanguigno sono utili per migliorare la condizione del cuore e ridurre i possibili danni.

Statine

Al fine di ridurre i livelli di colesterolo del sangue, i medici possono prescrivere le statine.
Questi farmaci abbassano il colesterolo cattivo.


 

Operazione chirurgica per l’infarto del miocardio e primo soccorso

Un grave attacco di cuore richiede l’intervento chirurgico perché i farmaci non possono espandere le arterie ostruite.
Di seguito ci sono alcune procedure chirurgiche:

stent,angioplastica coronarica,palloncinoAngioplastica coronarica
Questa procedura implica l’uso di un tubo lungo e sottile (catetere) per sbloccare l’arteria.
Prima di iniziare l’intervento chirurgico i medici devono localizzare l’ostruzione.
Questo si effettua con l’angiogramma (radiografia che fornisce le immagini di quello che accade all’interno delle arterie).
Quando si rileva la posizione dell’ostruzione, s’introduce il catetere attraverso un’arteria della gamba. Poi si spinge il catetere fino a raggiungere il punto in cui si è formato il coagulo di sangue.
Successivamente, si lascia espandere il palloncino attaccato al catetere che aiuta a rimuovere l’ostruzione. Durante questa procedura, si potrebbe posizionare uno stent a rete metallica nella zona del blocco. La maglia di rete impedisce il restringimento di quella parte dell’arteria, riducendo le probabilità di problemi cardiaci in futuro.

bypass coronarico,cuore,infartoBypass coronarico
In questa procedura chirurgica, il percorso della circolazione del sangue è deviato per evitare (bypassare) il blocco. Questo risultato si ottiene collegando un’arteria dal petto alla coronaria sopra e sotto l’area ostruita. Questo assicura che il blocco non influisca sul flusso di sangue e permette la circolazione sanguigna corretta da e per il cuore.


 

Riabilitazione cardiaca e prevenzione dell’infarto del miocardio

È importante effettuare la riabilitazione cardiaca dopo un infarto per favorire la ripresa delle attività della vita quotidiana.

Bisogna evitare lo sport nel primo periodo dopo un infarto, mentre si consiglia di praticare un’attività sportiva blanda appena il medico lo permette, per esempio si può camminare, nuotare o andare in bicicletta.