Infarto del miocardio | sintomi e cause | donne e uomini

L’infarto del miocardio acuto è provocato da un’ischemia permanente e generalmente improvvisa, cioè il blocco del flusso sanguigno in una determinata area del muscolo cardiaco.

INDICE

 

L’infarto si può verificare in organi e tessuti diversi, per esempio:

  • Milza,
  • Polmone (raro),
  • Intestino,
  • Miocardio.

 

Cause dell’infarto miocardico

La causa di infarto del miocardio è la riduzione del flusso di sangue a una parte del cuore dovuta a:

  1. Un trombo in almeno un arteria coronaria,
  2. Uno spasmo nelle coronarie, cioè restringimento dell’arteria.

Fattori di rischio dell’infarto miocardico

  1. Storia familiare di attacco di cuore;
  2. Stress;
  3. Fumo;
  4. Alcolismo cronico;
  5. Mancanza di esercizio fisico;
  6. Pressione sanguigna alta (o ipertensione);
  7. Obesità;
  8. Lavoro notturno (le persone che svolgono i turni di notte hanno più probabilità di avere un infarto del miocardio);
  9. Secondo uno studio di Lawrence J. Appel, MD, MPH et Al. – (Effects of Protein, Monounsaturated Fat, and Carbohydrate Intake on Blood Pressure and Serum Lipids) che misura la pressione del sangue e il colesterolo LDL, il rischio di malattia delle coronarie è minore in una dieta ricca di proteine (50% di origine vegetale) o di grassi insaturi (soprattutto monoinsaturi) rispetto a una dieta ricca di carboidrati.
  10. Diabete.

Se il paziente non è a conoscenza dei sintomi iniziali, aumenta il rischio di danneggiare il muscolo cardiaco parzialmente o completamente.

Maggiori Minori
Colesterolo alto Diabete
Ipertensione arteriosa Obesità
Fumo Sedentarietà
Stress
Trigliceridi alti

 

I fattori che influenzano lo sviluppo di un infarto

  1. Velocità di sviluppo dell’occlusione – Se l’occlusione dell’arteria si sviluppa lentamente, l’organismo ha il tempo e la possibilità di creare una circolazione collaterale o parallela.
    Quindi, quando l’occlusione arteriosa si verifica, l’entità dell’infarto è minore perché il sangue circola nelle arterie collaterali che prima erano chiuse.
  2. Contenuto di ossigeno del sangue è importante perché l’anemia è caratterizzata da una diminuzione della concentrazione di emoglobina (e quindi di ossigeno) nel sangue e dà gli stessi sintomi dell’ipossia. Quindi una persona che soffre di anemia rischia un danno maggiore perché il corpo è già carente di ossigeno.

cuore, aorta, coronarie, ventricolo

 

Come riconoscerlo? Sintomi dell’infarto del miocardio

I sintomi sono diversi da una persona all’altra.

Dolore da infarto
Generalmente la persona sente dolore costrittivo al petto e un’irradiazione al braccio sinistro.
Tuttavia, in caso di occlusione della coronaria destra il dolore si sente:

  1. Alla gola,
  2. Alla bocca dello stomaco (epigastrio), a volte è scambiato per indigestione.

Questa arteria decorre a livello della parete inferiore del cuore, ed è a contatto col diaframma a livello dello iato esofageo (dove l’esofago penetra nel diaframma).
Si tratta di un dolore atipico, con una sintomatologia vaga ed una localizzazione non sempre precisa, con diversi gradi di dolore a seconda delle aree interessate, inoltre è percepito in modo diverso dalle donne e dagli uomini.

Per questo, spesso gli infarti non sono riconosciuti oppure un’irradiazione addominale è scambiata per una colica addominale.
Per questo l’elettrocardiogramma non è sufficiente per la diagnosi, ma servono anche gli esami di laboratorio.

La disfunzione cardiaca è una riduzione della capacità di pompare sangue del cuore.
La conseguenza è una riduzione della gittata cardiaca.
Si può avere anche un’eventuale morte improvvisa per la rottura del cuore.

Inoltre si è osservato che i sintomi nelle donne sono molto diversi dagli uomini. Il quadro clinico del paziente può comprendere i seguenti sintomi frequenti:

  1. Dolore al petto: si può sentire un fastidio, costrizione, pressione o delle fitte al centro del petto che durano più di pochi minuti.
    Il fastidio può andare e venire a intervalli.
  2. Dolore nella parte superiore del corpo: si può verificare un dolore o un malessere diffuso alla spalla, braccio (parte interna fino al mignolo), schiena, collo, denti o mandibola.
    Si potrebbe avere un dolore nella parte superiore del corpo senza fastidio al petto.
    Il dolore ischemico cardiaco è abbastanza caratteristico e segue nella maggior parte dei casi il dermatomero T1 (regione cutanea innervata dalla radice nervosa che origina dal midollo spinale a livello della prima vertebra dorsale).
    Tuttavia, sedi non rare di irradiazione sono la mandibola, l’epigastrio, la zona anteriore e inferiore del collo, la regione tra le scapole e il braccio destro. Questo dipende anche dalla regione del cuore danneggiata.
    Il dolore è tipico quando si presenta come oppressivo o costrittivo, ma in alcuni casi può essere di tipo urente o come un senso di peso. Esso è tipicamente caratterizzato da un inizio e da una cessazione graduali (a differenza ad esempio della dissecazione aortica) e, elemento importante, non è influenzato dagli atti respiratori, dalla posizione del corpo e dalla digitopressione sulla parete toracica. Spesso ci sono dei fattori scatenanti come uno stress emotivo, le basse temperature, l’esercizio fisico, i rapporti sessuali, una crisi ipertensiva o il pranzo. Esso può insorgere anche a riposo o di notte durante il sonno.
    Tipicamente l’angina pectoris dura solo pochi minuti (da 1-2 minuti a 5-10 minuti). Tuttavia, nelle forme più gravi, la durata può arrivare anche a 20-30 minuti.
  3. Mal di stomaco: il dolore si può estendere verso il basso nella pancia e si può sentire anche il bruciore di stomaco.
  4. Ansia: si può sentire un senso di angoscia, come un attacco di panico senza un motivo apparente.
  5. Sudorazione: improvvisamente si può sudare freddo.
  6. Nausea e vomito: si può sentire dolore allo stomaco o nausea.

Tuttavia, le donne presentano dei sintomi diversi rispetto agli uomini. Oltre al dolore o al fastidio, si possono sentire anche i seguenti sintomi:

  1. Dolore dorsale, al collo, alla mascella, alla spalla o all’addome;
  2. Mancanza di respiro;
  3. Nausea o vomito;
  4. Dolore addominale;
  5. Sudorazione;
  6. Vertigini o capogiri;
  7. Stanchezza insolita o inspiegabile.

L’infarto del miocardio silente è diverso da quello classico solo perché non provoca dolore al petto e senso di costrizione, ma ci sono gli altri sintomi (per esempio la sudorazione, nausea, dolore alla mascella ecc.).
Le persone che soffrono di diabete possono avere un infarto asintomatico o silenzioso, non si accorgono di questo evento.

 

Complicanze e rischi dell’infarto del miocardio

Il tessuto cardiaco danneggiato conduce gli impulsi elettrici più lentamente rispetto al normale. Questa differenza nella velocità di conduzione degli impulsi può innescare un’aritmia che in alcune persone rappresenta la causa finale di morte.
L’aritmia più grave è la fibrillazione ventricolare: un battito cardiaco molto veloce e irregolare che rappresenta la causa principale dell’arresto cardiaco improvviso.
Un’altra aritmia pericolosa è la tachicardia ventricolare: solitamente provoca una rapida frequenza cardiaca che impedisce al cuore di pompare il sangue in modo efficiente alle diverse parti del corpo.
Questo può provocare la diminuzione della gittata cardiaca e la caduta pericolosa della pressione sanguigna, che può aumentare ulteriormente l’ischemia coronarica e l’estensione dell’infarto.

Aritmia: è presente in oltre il 90% dei pazienti. Durante il decorso dell’infarto possono comparire la bradicardia o battiti ventricolari ectopici (prematuri).
I disturbi di conduzione possono essere provocati da danni al:

  1. Nodo seno-atriale,
  2. Nodo atrio-ventricolare,
  3. Tessuto di conduzione

Le aritmie gravi nelle prime 72 ore sono la maggiore causa di morte e comprendono:

  1. Tachicardie frequenti che riducono la gittata cardiaca,
  2. Tachicardie ventricolari,
  3. Fibrillazioni

Insufficienza cardiaca: si presenta in circa 2/3 dei pazienti ricoverati con un infarto miocardico acuto. In genere predomina una disfunzione del ventricolo sinistro con:

  1. Dispnea,
  2. Rantoli inspiratori alla base del polmone,
  3. Ipossiemia (ridotta quantità di ossigeno nel sangue).

I segni clinici dipendono:

  1. Dalla grandezza dell’infarto,
  2. Dall’entità della riduzione della gittata

La mortalità dipende dalla gravità dell’insufficienza cardiaca.

Riduzione dell’ossigeno nel sangue – generalmente accompagna l’infarto miocardico acuto, è provocata dall’aumento della pressione atriale sinistra con un alterato rapporto polmonare ventilazione/perfusione, edema polmonare interstiziale e collasso alveolare.

Pressione bassa: nell’infarto miocardico acuto può essere dovuta a:

  1. Minor riempimento ventricolare,
  2. Perdita della forza di contrazione provocata da un danno cardiaco esteso.

In genere, la diminuzione di riempimento del ventricolo è causata dalla riduzione del sangue nelle vene che ritorna al cuore. Si verifica specialmente nei pazienti che effettuano una terapia diuretica, ma può essere la conseguenza di un infarto del ventricolo destro.

Lo shock cardiogeno è una riduzione della funzionalità cardiaca caratterizzata da:

  1. Pressione bassa,
  2. Frequenza cardiaca elevata,
  3. Ridotta produzione di urina,
  4. Confusione mentale,
  5. Sudorazione eccessiva,
  6. Mani e piedi freddi.

Ha una mortalità superiore al 65%.
È in genere associato ad infarto anteriore esteso, in cui almeno il 40% del miocardio del ventricolo sinistro non funziona.

 

occlusione, arteria coronaria

Occlusione dell’arteria-coronaria

Ischemia ricorrente – L’ischemia si può sviluppare in forma silente in circa 1/3 dei pazienti e comporta un aumento del rischio di recidiva d’infarto.

Insufficienza del muscolo papillare: si presenta in circa il 35% dei pazienti. Inoltre, si può sviluppare un riflusso mitralico permanente a causa di una cicatrice del muscolo papillare.

Rottura del cuorepuò avvenire in 3 aree:

  1. Muscolo papillare,
  2. Setto interventricolare,
  3. Parete ventricolare.

La rottura del muscolo papillare è causata generalmente da un infarto infero-posteriore dovuto ad un’ostruzione della coronaria destra.
Essa produce un’insufficienza mitralica acuta e grave, in genere si verifica insieme ad un edema polmonare.

La rottura della parete è più frequente nelle femmine, è caratterizzata dall’improvviso calo della pressione arteriosa e accumulo di liquido nel pericardio.
È quasi sempre mortale.

Aneurisma ventricolare: è frequente, specialmente in caso di infarto transmurale (in genere anteriore) con la porzione di miocardio residuo che funziona.
L’aneurisma può svilupparsi in pochi giorni, settimane o mesi.
Esso non si rompe, ma può causare:

  1. Aritmie ventricolari ricorrenti,
  2. Gittata cardiaca ridotta.

Un’altra complicazione dell’aneurisma ventricolare comprende i trombi murali e l’embolizzazione sistemica.

Trombosi murale: si presenta in circa il 20% dei pazienti con infarto miocardico acuto (60% dei pazienti con estesi infarti anteriori).
Il 10% dei pazienti con trombosi del ventricolo sinistro sviluppa almeno un embolo.
Il rischio è maggiore nei primi 10 giorni, ma persiste per almeno tre mesi.

Pericardite: Si verifica in 1/3 dei pazienti con infarto acuto transmurale, 24-96 ore dopo l’infarto.

Sindrome di Dressler – si sviluppa in alcuni pazienti diversi giorni, settimane o mesi dopo un infarto acuto.

È caratterizzata da:

  1. Febbre,
  2. Pericardite,
  3. Versamento pericardico,
  4. Pleurite,
  5. Versamento pleurico,
  6. Dolori.

La diagnosi differenziale con una recidiva di infarto può essere difficile, ma in questo caso gli enzimi cardiaci restano normali.

Asinergia ventricolare: si può presentare nell’infarto del miocardio acuto a causa dell’alternanza tra miocardio normale e anormale (che non si contrae o se la contrazione è parziale).
In caso di infarti multipli, il miocardio che si contrae parzialmente è frequente.
In caso di insufficienza cardiaca con bassa gittata cardiaca e congestione polmonare è chiamato: cardiomiopatia ischemica

 

Le conseguenze dell’infarto

La dimensione della cicatrice che si forma per riparare il cuore dipende dall’estensione del tessuto necrotico.
Le cellule muscolari cardiache non si riproducono, quindi il danno è irreversibile.
La cicatrice è un’area di tessuto miocardico che non si contrae, quindi se è molto estesa può causare una perdita importante della forza con cui il sangue è pompato.
Inoltre, la cicatrice è una zona con minore resistenza, quindi la spinta del sangue nei ventricoli può causare un’estroflessione (spostamento verso l’esterno) che può provocare:

  • Un’aneurisma,
  • La rottura del cuore.

Nei primi 6 mesi dopo un infarto non si possono effettuare trattamenti di odontologia/odontoiatria.

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