Cardiopatia ischemica

INDICE

La cardiopatia ischemica o coronarica (CHD) si verifica quando si accumulano delle placche all’interno dei vasi sanguigni: le arterie e le vene.

Questi vasi trasportano il sangue ricco d’ossigeno e altre sostanze nutritive al cuore.
La placca è un tessuto indurito composto da grassi, colesterolo, calcio e altre sostanze presenti nel sangue.

La malattia causata dall’accumulo della placca ed è abbastanza frequente nell’anziano.
La placche restringono o bloccano i vasi sanguigni (stenosi), quindi il cuore non riceve abbastanza sangue e deve compiere uno sforzo maggiore per pomparlo.

Cardiopatia ischemicanelle arterie si chiama aterosclerosi

Esiste una variante chiamata cardiopatia ischemica dilatativa (o cardiopatia ipertrofica) caratterizzata dall’ingrossamento del muscolo cardiaco, soprattutto il ventricolo sinistro.
Questa cardiomiopatia può essere causata da un infarto o da un’ischemia.

L’apporto ridotto di sangue causa dolore al petto, mentre il flusso completamente bloccato può portare all’infarto o all’arresto cardiaco improvviso.
È indispensabile comprendere la causa della CHD e seguire uno stile di vita più sano per prevenire le complicanze.


Cause della cardiopatia ischemica

  • Ereditarietà: si ritiene che la trasmissione genetica da padre in figlio sia una delle cause principali della cardiopatia ischemica.
  • Pressione alta: quando il sistema cardiovascolare aumenta rapidamente la pressione sanguigna causa lo scorrimento del sangue sulle pareti delle vene e delle arterie con forza.
  • Colesterolo alto: il colesterolo è una sostanza cerosa e grassa che si trova naturalmente nel corpo. L’eccesso di colesterolo nel sangue forma dei depositi sulle pareti delle arterie coronarie che si restringono e causano la cardiopatia ischemica ostruttiva.
    Una grave ipercolesterolemia familiare può causare la coronaropatia ischemica giovanile.
  • Tabacco: quando la nicotina presente nel tabacco entra nel sangue provoca il restringimento dei vasi sanguigni.
    Se il flusso di sangue diminuisce, il cuore applica una forte pressione per pomparlo.
    Spesso questo sforzo costante sul cuore porta all’ischemia.
    Il fumo di sigaretta o di pipa e il tabacco da masticare possono causare diversi danni al cuore.
    I pazienti che soffrono di BPCO sono persone che hanno fumato molto, quindi è facile che abbiano entrambe le malattie.
  • Diabete: si verifica quando il corpo non riesce a regolare la quantità di glucosio nel sangue. Siccome il glucosio non è catturato dalle cellule, rimane nel sangue e causa l’accumulo di zucchero inutilizzato.
    Il diabete accelera la formazione della placca arteriosa e l’occlusione dei vasi.
  • Obesità: è una malattia metabolica in cui il grasso in eccesso si accumula nel corpo, aumenta i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e alza la pressione sanguigna.
    L’obesità è una malattia cronica e ha molte conseguenze gravi.
  • Stress: non causa direttamente la CHD, ma accelera la costrizione dei vasi sanguigni. Provoca l’aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca.
    Quando lo stress è cronico, danneggia le arterie coronarie.
  • Dieta ed esercizio fisico: la dieta ad alto contenuto di grassi e basso contenuto di fibre aumenta il rischio di placche nelle arterie coronarie. Una dieta sana con uno scarso contenuto di grassi aiuta a combattere molte cause della malattia e garantisce il regolare flusso ematico per le funzioni del cuore.
    Chi non pratica l’attività fisica accumula del grasso nel corpo, la conseguenza è l’obesità e i problemi legati ad essa.
    L’esercizio fisico regolare previene l’obesità e il diabete, inoltre abbassa anche la pressione sanguigna e i livelli del colesterolo.
    Lo sport agonistico è controindicato in caso di cardiopatia ischemica perché il maggior fabbisogno di sangue arterioso può causare un infarto.
  • Menopausa. La cardiopatia ischemica colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. Prima di questo periodo le donne sono protette dai livelli alti di estrogeni.
    Siccome questa malattia è diventata la causa di molte morti, è un motivo di grave preoccupazione. Cambiare stile di vita aiuta nella lotta contro la cardiopatia ischemica.

I fattori di rischio sono lo sforzo fisico, i cambiamenti di temperatura, lo stress e l’alimentazione.
Questi sintomi possono comparire anche a riposo e possono durare fino a cinque minuti, se superano questo limite di tempo possono provocare l’infarto.

Sintomi della cardiopatica coronarica

Le arterie si restringono quando si formano delle placca all’interno.
Questa malattia si chiama aterosclerosi o arteriosclerosi, si tratta di una cardiopatia ischemica cronica.

Le arterie ostruite possono sviluppare dei nuovi vasi per portare il sangue al corpo. Durante lo sforzo, questi piccoli vasi sanguigni non riescono a trasportare la quantità necessaria di sangue.
A volte la rottura della placca causa la formazione di coaguli di sangue che aumentano la dimensione dell’occlusione o impediscono totalmente il passaggio del sangue.
La conseguenza di questa situazione è l’ischemia che significa un apporto insufficiente di sangue per il miocardio.

Il miocardio ischemico può non funzionare correttamente.
Se l’ischemia colpisce una parte consistente del miocardio, può causare dei danni al tessuto.
Tuttavia può essere reversibile se aumenta il flusso di sangue al cuore.
L’ischemia può causare anche la morte irreversibile dei tessuti dovuta alla mancanza d’afflusso di sangue.
Questa malattia si chiama infarto del miocardio.
Quindi l’occlusione coronarica provoca l’ischemia che può portare all’angina o all’attacco di cuore.

 

Sintomi della cardiopatia ischemica


La persona colpita da questa malattia presenta delle placche nelle arterie coronarie che possono causare l’angina (dolore al petto) o l’attacco di cuore.

Alcuni sintomi di questa malattia possono essere:
L’attacco cardiaco è caratterizzato dal dolore intenso e improvviso al petto.
Dolore al petto forte o lieve, che si può diffondere a braccia (soprattutto al braccio sinistro), spalla, schiena, collo, mascella o stomaco. Si può verificare insieme alla mancanza di respiro, battito cardiaco irregolare, sudorazione e nausea.
Altri sintomi

  1. Mancanza di respiro;
  2. Vertigini;
  3. Pallore;
  4. Vomito;
  5. Disfunzione erettile;
  6. Perdita di coscienza.

I sintomi non si sentono sempre prima dell’attacco cardiaco. L’infarto si può verificare anche senza sintomi, in questo caso l’ischemia è silente.
I sintomi possono variare nelle donne e negli uomini.
Nel periodo post-menopausa alcune donne soffrono di disfunzione microvascolare, un disturbo del funzionamento delle arterie più piccole nel cuore (grandi arterie in buone condizioni). Questa disfunzione è causata da molti fattori, tra cui le alterazioni nel livello degli estrogeni (ormoni femminili), il fumo e l’ipertensione.
Il termine più preciso per questo fenomeno è sindrome X cardiaca: le persone soffrono di sintomi della cardiopatia coronarica dovuti alla disfunzione delle arterie più piccole, anche se non sono presenti dei blocchi nelle coronarie più grandi.
Quindi, la causa principale della sindrome X cardiaca è la disfunzione microvascolare.

Rischi e complicanze della cardiopatia ischemica


Il cuore pompa il sangue ossigenato dai polmoni alle diverse parti del corpo. Il sangue ricco d’ossigeno è pompato attraverso le arterie coronarie. In caso di cardiopatia coronarica, l’afflusso di sangue al cuore è ridotto a causa della placca all’interno delle pareti arteriose. L’aterosclerosi può provocare angina frequente e anche l’infarto del miocardio.
Questa malattia è pericolosa e può cambiare notevolmente la vita.
La cardiopatia ischemica può progredire fino a causare uno scompenso cardiaco.

coronarografia
Coronarografia

Diagnosi della cardiopatia ischemica

Le cardiopatie ischemiche si possono diagnosticare in base alla natura dei sintomi principali.
Si può eseguire l’elettrocardiogramma (ECG) per verificare l’angina stabile e la sindrome coronarica acuta.
Può essere necessario effettuare la radiografia al torace e le analisi del sangue.

L’angina si diagnostica clinicamente a causa del fastidio al torace sotto sforzo che migliora a riposo.
Per confermare l’angina si osservano i cambiamenti ischemici reversibili sull’ECG durante un attacco o si somministrano piccolissime dosi di nitroglicerina per via sublinguale che allevia il dolore entro 3 minuti.


La gravità dell’ischemia, la presenza e l’entità della cardiopatia sono determinate da alcuni test.
Gli esami diagnostici comprendono:

  1. L’elettrocardiogramma (misura l’attività elettrica del cuore),
  2. Il test da sforzo cardiaco,
  3. La scintigrafia miocardica,
  4. L’ecocardiogramma (misura le onde sonore),
  5. Le analisi del sangue (per misurare i grassi totali, il colesterolo e le lipoproteine),
  6. La radiografia al torace,
  7. L’angiogramma coronarico (cateterismo cardiaco).

Terapia della cardiopatia ischemica

Tra le opzioni di trattamento ci possono essere:

  • Operazione chirurgica di bypass coronarico;
  • Intervento di Cardiochirurgia mini invasiva;
  • Rivascolarizzazione miocardica con Angioplastica Coronarica Transluminale Percutanea (PTCA);
  • Prescrizione di farmaci per via orale;
  • Cambiamenti nella dieta;
  • Esercizi fisici di riabilitazione cardiologica post-intervento.

Prevenzione della coronaropatia ischemica


Per affrontare la malattia e prevenire l’attacco cardiaco, è importante che le persone sopra i 40 anni si sottopongano ai controlli di routine trimestrali per rilevare:

  • Diabete;
  • Familiarità della malattia;
  • Alta pressione sanguigna;
  • Alti livelli di colesterolo;
  • Bassi livelli di colesterolo;
  • Aumento dei livelli di proteina C reattiva;
  • Obesità.

La diagnosi della cardiopatia ischemica è sempre clinica e prevede:

  • Angio-RM;
  • Angio-TC;
  • Arteriografia cardiaca;
  • Ecocardiogramma;
  • Elettrocardiogramma o ECG;
  • TC a fascio elettronico o EBCT;
  • Test da sforzo cardiaco;
  • Scintigrafia.

Qual è l’aspettativa di vita? La prognosi del paziente con cardiopatia ischemica


La prognosi dipende dal numero di vasi coronarici colpiti, dalla localizzazione e dalla gravità della stenosi.
Una coronaropatia ischemica trivasale è piuttosto grave, quindi spesso bisogna intervenire chirurgicamente.
Non si può stimare l’aspettativa di vita per la cardiopatia ischemica.