Prodotti cancerogeni

Per quanto riguarda i prodotti cancerogeni vediamo subito che tra questi citiamo diverse sostanze chimiche, tra cui il il benzopirene che è in grado di mutare il DNA, ad esempio alcuni studiosi si accorsero che spennellando la cute di topolini da laboratorio con questa sostanza cancerogena aumentava l’insorgenza di tumori cutanei, inoltre alcuni coloranti per tessuti utilizzati nelle concerie qualche decennio fa hanno scatenato nei lavoratori delle industrie un notevole aumento della probabilità dell’insorgenza del cancro alla vescica. Tra questi fattori cancerogeni citiamo anche l’amianto, la causa principale di tumore nei mesoteliomi polmonari dei lavoratori delle ditte che facevano uso di questo materiale altamente cancerogeno, alcuni collanti utilizzati dai lavoratori sudamericani per la produzione delle scarpe della Nike, il fumo, responsabile del cancro ai polmoni, non tanto per la presenza di nicotina, ma più che altro per il trattamento chimico a cui vengono sottoposte le foglie di tabacco e per le sostanze potenzialmente cancerogene che si trovano sulle cartine che avvolgono le sigarette, poi citiamo anche alcuni additivi per la conservazione degli insaccati o della carne rossa (come i nitriti, i nitrati e i fenoli) e alcuni coloranti presenti nelle caramelle (E120, E121 e E122), ma anche l’inquinamento ambientale è un fattore cancerogeno importante, basti pensare al ritrovamento di mercurio nel pesce. Un altro capitolo di tumorigenesi, in cui ci sono stati esperimenti in vivo terrificanti (i più importanti sono stati gli eventi di Hiroshima e Nagasaki) fa riferimento alle radiazioni, sia in termini di raggi γ che in termini di raggi β-duri, che sono mutageni, infatti numerosi bimbi nati in queste zone hanno avuto dei problemi legati allo sviluppo e hanno avuto diversi problemi legati alle insorgenze di leucemie, lifomi e cancri alla tiroide, quindi abbiamo avuto un’altissima incidenza di tumori superficiali rispetto alle porzioni profonde del corpo. Nonostante tutti questi effetti devastanti sulle persone, erano già state osservate in esperimenti sugli animali tutti questi effetti, nonostante questo negli Stati Uniti è comunque stato deciso di produrre la bomba atomica. Anche l’eliminazione delle scorie radioattive che derivano dalle centrali nucleari è un grosso problema, non si sa più dove metterle, in quanto l’emivita di queste sostanze è di migliaia d’anni ed è difficile trovare una zona a basso rischio in cui collocare queste sostanze. Smaltire in maniera sicura queste sostanze costa una follia, ed alla fine è comunque sempre una questione di profitto economico che porta a problematiche di questo tipo. Anche i cancri ereditari sono molto importanti come fonte di patologie tumorali, possiamo infatti ricostruire la storia familiare attraverso un albero genealogico e vedere che se è presente una patologia tumorale che colpisce i componenti della famiglia in maniera verticale, questo è quasi sicuramente un cancro ereditario. Questo è dovuto a geni alterati che si trasmettono lungo la discendenza della famiglia analizzata, ad esempio se studiamo il cancro della mammella, abbiamo due geni oncosoppressori monitorati per questo tipo di malattia, BRCA1 e BRCA2, che possono provocare anche un cancro all’ovaio. Se viene ereditato un allele mutato di questi geni, la possibilità di contrarre una patologia tumorale è dell’ottanta per cento, non si sa però a quale età possa insorgere questo tipo di tumore. Su questo tumore la medicina può fare qualcosa, infatti un paziente a rischio perchè nella sua famiglia ci sono stati analoghi, viene innanzitutto indirizzato a fare il test genetico (naturalmente con il consenso informato del paziente) in modo da analizzare se i suoi geni BRCA1 o BRCA2 sono o meno mutati. In presenza della mutazione (il paziente può sapere o non sapere la risposta del test genetico, in ogni caso non cambia molto il tipo di sorveglianza che operiamo sul paziente) si sviluppa un programma di screening, ovvero si fanno dei controlli sulle zone a rischio a periodi molto ravvicinati, ad esempio attraverso tecniche di risonanza magnetica, in modo da poter identificare anche lesioni tumorali piccolissime. È molto importante dunque operare attraverso la prevenzione, come abbiamo già detto in precendenza, per asportare masse tumorali già a dimensioni piccolissime, perchè poi se le cellule tumorali vanno in circolo la situazione si complica molto di più. Viene poi operata chirurgicamente la situazione tumorale, senza compromettere l’estetica del seno stesso. Possiamo anche andare alla ricerca dei cosiddetti marcatori tumorali che se aumentano ai livelli sierici, possono essere indice di situazioni tumorali, anche se è importante ricordare che non hanno un significato assoluto ma sono indicativi. Un altra causa di tumori è legata ai virus, esistono infatti virus a DNA e virus a RNA che possono dare origini a situazioni tumorali. Un virus è stato identificato come “tumorale” circa 50 anni fa dai virologi di quel tempo che hanno teorizzato quattro postulati: innanzitutto deve esserci sempre il virus o il suo acido nucleico (DNA o RNA) nelle cellule tumorali, deve esserci l’immortalizzazione e/o la trasformazione neoplastica in seguito a trasfezione del genoma virale o dei suoi frammenti in cellule in vitro. Come terzo postulato questi virologi hanno detto che quello che succede in queste cellule dipende essenzialmente dalle proteine prodotte dal virus, ovvero specifiche funzioni del genoma virale portano a delle modificazioni del tipo cellulare, per ultimo diciamo che dobbiamo avere un’evidenza epidemiologica e clinica che l’infezione virale rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo della neoplasia. Uno degli esempi classici è il linfoma di Burkitt (riconosce alcune traslocazioni specifiche in cui è sempre coinvolto il cromosoma 8, che può andare a coinvolgere il cromosoma 2, il cromosoma 14 o il cromosoma 22), in cui sappiamo essere coinvolto il proto-oncogene MYC che cade sotto il controllo dei loci codificanti delle immunoglobuline. Questa patologia è associata al virus della mononucleosi infettiva, che quando si è giovani porta ad una malattia infettiva che si esaurisce nel giro di una decina di giorni, il virus rimane però latente per lunghi periodi, si parla addirittura di decine di anni, e in seguito a traslocazioni o eventi d’immortalizzazione della cellula, il virus riprende la sua attività e contribuisce ad originare la neoplasia. Un altro virus che dà origine a situazioni tumorali è ad esempio il papilloma virus, responsabile dei tumori della cervice uterina, ma anche i virus herpetici, che ricompaiono ogni tanto in alcune manifestazioni cutanee, nei pressi dell’occhio o della bocca, possono essere cancerogeni, ma possiamo citare anche il virus dell’epatite B (a DNA) e il virus dell’epatite C (a RNA) sono cancerogeni, in quanto possono essere coinvolti nella formazione di tumori epatici, dunque un’epatite cronica attiva per un certo periodo di tempo può dare origine a un tumore epatico. Per ultimo citiamo il virus dell’HIV, che può originare un sarcoma di tipo cutaneo, ma ce ne possono essere anche molti altri, quelli che abbiamo visto sono solo gli esempi più importanti.