Crisi epilettiche

INDICE

Le crisi epilettiche consistono in aumenti improvvisi dell’attività elettrica nel cervello.
Le crisi epilettiche si dividono in due tipi principali: convulsioni focali (chiamate anche convulsioni parziali), crisi epilettiche generalizzate oppure unilaterali (se originano da un solo emisfero del cervello).

Le crisi epilettiche iniziano sempre nel cervello.
Il cervello si divide in due parti chiamate emisferi.
Ogni emisfero ha quattro sezioni chiamate lobi.
Ogni lobo è responsabile di diverse funzioni, come la vista, la parola e le emozioni.

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La maggior parte delle crisi epilettiche si verificano improvvisamente (senza alcun preavviso) possono essere quotidiane o rare.
Esse possono avere una durata breve (pochi secondi o minuti) e si fermano da sole.
Le crisi epilettiche sono diverse da persona a persona, alcune persone hanno più di un tipo di crisi epilettica.
Nella maggior parte dei casi le convulsioni si ripetono nello stesso modo: sono la conseguenza degli stessi eventi, ma non si sà ogni quanto tempo accadono.
Non tutte le crisi epilettiche si manifestano con spasmi o tremori. Alcune persone hanno lo sguardo perso nel vuoto o sono confuse.
Alcune persone hanno convulsioni quando sono sveglie, altre quando dormono.
Durante le convulsioni si possono verificare delle lesioni ma nella maggior parte dei casi non c’è bisogno di andare in ospedale o di consultare un medico.
Il medico deve escludere gli attacchi di panico nella diagnosi differenziale.


 

Cause delle crisi epilettiche

Le cause delle crisi epilettiche sono le stesse dell’epilessia, per esempio:

  • Dopo un ictus o un trauma cranico
  • Può essere causata da un alterazione congenita
  • Come conseguenza di un tumore cerebrale (per esempio un glioblastoma)
  • Post-operatorie (per esempio dopo un intervento al cervello)
  • Potrebbero essere idiopatiche non si conosce la causa

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Convulsioni focali (parziali)

Nelle convulsioni focali, l’attacco epilettico inizia e coinvolge solo una parte del cervello (chiamato focus). Esso potrebbe riguardare gran parte di un emisfero o solo una piccola area in un lobo.

Nelle crisi epilettiche focali, le convulsioni partono da una piccola parte di uno dei lobi del cervello.
La persona è cosciente (consapevole e vigile).
Il paziente si rende conto che sta succedendo qualcosa nel cervello e si ricorderà dell’attacco epilettico.
Alcune persone non riescono a descrivere a parole le convulsioni parziali, ma si sentono ‘strani’.


 

Classificazione delle crisi parziali semplici

Le crisi focali semplici del lobo temporale (per esempio quelle uncinate che si originano dall’uncus temporale) causano:

  1. Un problema allo stomaco come la nausea e il vomito
  2. Déjà vu (sensazione simile a: “sono già stato qui prima d’ora”) o Jamais vu (le cose familiari sembrano nuove)
  3. Alterazione del gusto o dell’olfatto
  4. Sbalzi d’umore

Le crisi focali semplici del lobo frontale provocano i seguenti sintomi:

Tra queste ci sono anche:

  • L’epilessia notturna del lobo frontale provoca le crisi durante il sonno (crisi epilettiche morfeiche)
  • Le crisi versive caratterizzate dalla rotazione della testa e degli occhi verso lo stesso lato e il sollevamento del braccio corrispondente

Le crisi focali semplici del lobo parietale causano questi sintomi:

  • Intorpidimento,
  • Formicolio,
  • Calore
  • Alterata percezione del corpo (la persona sente un braccio o una gamba più grande o più piccolo rispetto alla realtà)

Le crisi focali semplici del lobo occipitale provocano:

  • Disturbi visivi (luci colorate o lampeggianti),
  • Allucinazioni (vedere qualcosa che non esiste).

 

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Crisi focali complesse

Le crisi focali complesse (CFS) si verificano in una parte più grande dell’emisfero rispetto a una semplice crisi epilettica focale.
Le persone possono perdere coscienza o possono avere confusione mentale.
Si possono fare movimenti strani e ripetitivi (automatismi).

Le persone si possono muovere in modo confuso e si comportano stranamente.
Non sono consapevoli di ciò che fanno.
Gli individui potrebbero parlare ma spesso non si comprende ciò che dicono.
Essi non reagiscono come farebbero normalmente.
Quando si parla ad alta voce, la persona con una crisi può pensare di essere in pericolo e potrebbe reagire in modo aggressivo.
Nella maggior parte dei casi la CFS si verifica nei lobi temporali ma si può verificare in altre parti del cervello.

La crisi focale complessa del lobo temporale provoca:

  • Comportamenti insoliti come raccoglie oggetti senza nessun motivo, giocherellare con l’abbigliamento, ecc
  • Masticazione
  • Digrignamento dei denti (bruxismo)
  • Sussurrare e ripetere parole senza senso
  • Allucinazioni uditive
  • Camminare in modo confuso, senza una meta

Le CFS possono iniziare con una semplice crisi epilettica focale e durare circa tre\quattro minuti.

Le crisi focali complesse del lobo frontale provocano:

  • Urla,
  • Posture insolite,
  • Muovere le gambe in modo confuso.
  • Queste CFS durano intorno ai 15 – 30 secondi.

Le crisi focali complesse nel lobo parietale o occipitale sono meno frequenti e provocano problemi ai sensi della persona (per esempio alla vista). Queste CFS durano circa 15 – 30 secondi.
Dopo una convulsione focale complessa, la persona può essere confusa per un po’ di tempo, questa è la confusione ‘post-convulsione’.
Può essere difficile stabilire quando finisce la crisi epilettica. La persona può sentire stanchezza e potrebbe non ricordare la crisi epilettica.

Crisi epilettiche complesse secondariamente generalizzate
Le crisi epilettiche secondariamente generalizzate sono degli attacchi epilettici parziali che si evolvono in convulsioni generalizzate.
Nella maggior parte dei casi essi diventano delle convulsioni tonico-cloniche. Inizialmente, le crisi epilettiche parziali sono limitate ad un emisfero cerebrale, successivamente comprendono l’intero cervello.
Ciò provoca un un attacco epilettico generalizzato.
L’inizio di una crisi epilettica secondariamente generalizzata non è molto diverso dall’inizio degli attacchi epilettici parziali.
Le convulsioni secondariamente generalizzate hanno una frequenza del 16% nei bambini e del 9% negli adulti.
Nella maggior parte dei casi le crisi epilettiche parziali evolvono in attacchi epilettici secondariamente generalizzati.

Crisi epilettiche a grappolo (gravi)
Questo tipo è definito come una serie di crisi ripetute e ravvicinate che si verificano dopo un breve periodo una dall’altra.
Lo “stato di male” è una sindrome epilettica che causa delle crisi lunghe, da 10 minuti a mezz’ora circa e provoca la morte nel 20% dei casi.

Crisi epilettiche generalizzate
Le crisi epilettiche generalizzate si verificano contemporaneamente in entrambi i lati del cervello. Esse si possono verificare senza preavviso. La persona è incosciente (tranne nelle crisi miocloniche) anche solo per pochi secondi. Nella maggior parte dei casi gli individui non si ricordano ciò che è successo durante la crisi epilettica.

Assenze (crisi di piccolo male)
Le assenze sono più frequenti nei bimbi rispetto agli adulti. Durante un’assenza, la persona diventa incosciente per un breve periodo.
Le persone possono sembrare vuote, con lo sguardo perso e le palpebre che si aprono e si chiudono in modo irregolare.
Se la crisi di piccolo male si presenta durante il cammino, l’individuo può proseguire a camminare, ma non è consapevole di ciò che sta facendo.
Le assenze si possono confondere con i “sogni ad occhi aperti”. La differenza è che durante un assenza non si riprende coscienza quando qualcuno richiama l’attenzione con la voce.
Inoltre, le assenze si possono verificare durante un colloqio o l’esecuzione di un’attività, ciò non accade mai nel sogno ad occhi aperti.
Nelle assenze tipiche, la persona perde la coscienza e non risponde per pochi secondi.
Quando le crisi sono così brevi si possono non notare.
Le assenze atipiche durano un po’ di più delle assenze tipiche. Spesso hanno qualche movimento come un breve cenno della testa.

Convulsioni toniche
Nelle convulsioni toniche, i muscoli si irrigidiscono improvvisamente.
Se la persone è in piedi cade all’indietro e si potrebbe ferire.
Le convulsioni toniche sono molto brevi e si verificano senza avvertimento.

Convulsioni atoniche
Nelle convulsioni atoniche i muscoli si rilassano improvvisamente e la persona cade a terra.
Nella maggior parte dei casi, gli individui cadono in avanti e si possono ferire il viso e la fronte.

Convulsioni miocloniche
Questo tipo di attacco causa delle contrazioni muscolari a scatto nelle braccia, gambe o nella parte superiore del corpo.
La scossa dura una frazione di secondo e la persona deve rimanere cosciente durante la crisi, sono gli attacchi più lievi o leggeri.
Nella maggior parte dei casi, gli scatti mioclonici si verificano nelle prime ore dopo il risveglio e si possono verificare insieme ad altri tipi di crisi epilettiche.

Convulsioni tonico-cloniche (crisi di grande male)
Queste convulsioni sono quelle che frequentemente si associano ad un attacco epilettico.

All’inizio della crisi epilettica i sintomi possono essere:

  • Incoscienza,
  • Rigidità,
  • Caduta all’indietro,
  • Grida,
  • Mordere la lingua o la guancia.

Durante le convulsioni:
Gli individui si agitano. I muscoli si rilassano e si irrigidiscono ritmicamente. Ciò potrebbe influenzare la respirazione; la pelle può cambiare colore e diventare pallida o bluastra.
In alcuni casi si può perdere il controllo degli sfinteri.

Dopo l’attacco epilettico:
La respirazione e il colore della pelle tornano alla normalità,
La persona si può sentire stanca, confusa o avere mal di testa

Convulsioni cloniche
Le convulsioni cloniche sono simili agli attacchi tonico-clonici, ma il corpo non si irrigidisce all’inizio.

Epilessie miocloniche progressive
Le epilessie miocloniche progressive sono una combinazione di convulsioni mioclonicie e tonico-cloniche. Queste si verificano nelle persone con difficoltà di equilibrio, rigidità muscolare e ritardo mentale.

L’epilessia mioclonica progressiva non è una patologia, ma comprende diverse sindromi.
Si riportano le sindromi principali nel seguente elenco:

  • Epilessia mioclonica grave dell’infanzia (sindrome di Dravet)
  • Malattia di Unverricht-Lundborg
  • Malattia di Lafora
  • Encefalopatia mitocondriale


 

Qual è la causa delle convulsioni?

Le convulsioni possono essere provocate da certe situazioni. La causa scatenante (Trigger) è diversa da persona a persona. I trigger più frequenti sono i seguenti:

  1. Mancanza di sonno
  2. Stress
  3. Febbre
  4. Alcool
  5. Luci intermittenti (chiamati epilessia fotosensibile)

Se la persona sa cosa “innesca” le convulsioni deve evitare lo stimolo.


 

Crisi epiletticheCosa fare? La terapia per le crisi epilettiche

Per prevenire le crisi bisogna curare l’epilessia con i farmaci o altre terapie, ma durante le convulsioni bisogna:
1. Non muovere la lingua perché si rischia di farsi male e di danneggiare i denti.
2. Bisogna aprire i vestiti stretti sul collo (camicia e cravatta)
3. Il paziente deve stare su un fianco

Non ci sono rimedi naturali che possono curare l’epilessia, ma alcuni olii essenziali o prodotti da fitoterapia possono rilassare il paziente, per esempio la valeriana.


 

Qual è la prognosi del paziente con crisi epilettiche?

Nella maggior parte dei casi, la prognosi è sfavorevole. Le convulsioni si controllano con difficoltà. Spesso i pazienti perdono la capacità di pensare e il controllo motorio. Tuttavia, il decorso delle sindromi cambia da persona a persona.

Presentimenti e aure
Le persone con l’epilessia possono avere un presentimento o un segnale d’avvertimento che si sta per verificare un attacco epilettico. Questi segni premonitori sono conosciuti come aura, ma in realtà sono delle crisi epilettiche parziali.

Le aure sono diverse da persona a persona, le più frequenti sono:

  1. Presenza di uno strano odore o sapore,
  2. Sensazione di un déjà vu,
  3. Credere di vivere un sogno o in un mondo irreale,
  4. Paura o ansia.