Corteccia cerebrale

Nel 1909 Brodmann descrisse 57  aree corticali, mappando tutta la corteccia cerebrale, dove ci sono delle aree dette primarie, e sono quelle dove è presente una somatotipia (ad esempio abbiamo visto l’homunculus dell’area 3.1.2. e dell’area 4, l’area visiva primaria, l’area 17, ed anche l’area 41, l’area acustica primaria), e poi ci sono le aree secondarie (le aree 6,8 e 9 sono associative motorie, l’area 22 è associativa acustica, le aree 5 e 7 sono associative sensitive, le aree 18 e 19 sono associative visive), che in generale sono associative, di riconoscimento e memorizzazione del segnale, ma ci sono anche aree secondarie non associative, e nella maggior parte dei casi non è ben chiara la loro funzione. Si ricorda che una lesione dell’area 4, la motoria primaria, porta a paralisi, invece una lesione dell’area 3.1.2. porta ad una situazione di anestesia nell’area che nella circonvoluzione parietale ascendente è colpita dalla lesione, mentre una lesione delle aree associative motorie porta ad atrassia, cioè si perde la capacità di saper compiere certe azioni anche se non si è paralizzati, infine una lesione delle aree associative sensitive porta ad agnosia, cioè il non saper riconoscere ciò che si vede o si sente perché non si riesce a memorizzare le informazioni. Ad esempio, quando si vede qualcosa, l’informazione viene portata all’area 17 (area visiva primaria) tramite il tratto ottico, dall’area 17 partono poi fibre che la collegano alle aree di associazione 18 e 19, che permettono la memorizzazione del’immagine. Se queste aree vengono lese, ovviamente non si ha più la capacità di riconoscere le cose, ed ogni volta che si vede un oggetto o una persona è come vederla per la prima volta.

La maggior parte delle aree corticali sono presenti sia nell’emisfero destro che in quello sinistro, però ci sono aree che sono solo da una parte, nell’emisfero cosiddetto dominante, che nei destrimani è il sinistro mentre nei mancini è il destro. Ad esempio l’area motoria del linguaggio, detta area di Broca, si trova in corrispondenza della circonvoluzione frontale inferiore di sinistra nei destrimani e in quella di destra nei mancini, infatti se c’è una lesione di quest’area, i muscoli masticatori funzionano bene, come pure tutta la muscolatura che concorre alla formulazione delle parole, però non si riesce a parlare. Abbiamo anche l’area dell’ideazione della parola, che si trova nella parte più inferiore della superficie laterale del lobo parietale dell’emisfero dominante, la lesione di quest’area porta a sbagliare le parole, ad usarle a sproposito, nel contesto sbagliato.

Qui riassumiamo le aree corticali più importanti, quelle che è necessario sapere: abbiamo l’area 4 nella circonvoluzione frontale ascendente che rappresenta l’area motoria primaria, le aree 6 e 9 (circonvoluzione frontale) sono aree premotorie associative secondarie, l’area 8 (circonvoluzione frontale) si occupa dei movimenti oculari, l’area 3.1.2. (circonvoluzione parietale ascendente) è l’area primaria sensitiva, le aree 5 e 7 (circonvoluzione parietale superiore) sono aree sensitive associative, l’area 43 (opercolo parietale e limen insulae) è l’area gustativa primaria, l’area 17 (scissura calcarina) è l’area visiva primaria, le aree 18 e 19 (scissura calcarina) sono le aree visive associative, le aree 41 e 42 (circonvoluzione traversa temporale) rappresentano l’area acustica primaria, l’area 22 (circonvoluzione temporale superiore) è l’area acustica associativa, le aree 44 e 45 (circonvoluzione frontale inferiore) rappresentano le aree motorie del linguaggio, infine le aree 39 e 40 (circonvoluzione parietale inferiore) rappresentano le aree di ideazione delle parole.

La corteccia rappresenta il 40 % circa del peso del cervello umano (dove si ricorda che per cervello si intende telencefalo e diencefalo). Come sappiamo, la corteccia cerebrale è un centro di integrazione, ed è formata da più tipi cellulari che vengono in rapporto tra di loro, stratificandosi. Esistono tre tipi di cortecce: l’ALLOCORTECCIA è la porzione più primitiva e rudimentale ed è formata da soli tre strati cellulari, che in particolare corrispondono al primo, al quinto e al settimo strato della neocorteccia. Si divide in archicortex, presente nel sistema limbico, e paleocortex, presente nel rinencefalo, quindi in definitiva nell’uomo l’allocorteccia è presente solo in pochi distretti. La MESOCORTECCIA è formata da un numero variabile di strati, da tre a cinque, ed è presente nella circonvoluzione del cingolo, che fa parte del lobo limbico. Invece la NEOCORTECCIA è detta anche isocorteccia, forma il 90% della corteccia cerebrale umana ed è formata da sei strati. Ci sono due tipi di neocorteccia, la corteccia OMEOTIPICA, che è una corteccia associativa, e la corteccia ETEROTIPICA, che a sua volta si divide in eterotipica MOTORIA o agranulare ed eterotipica SENSITIVA o granulare. Quindi, ad esempio, l’area 3.1.2. è una neocorteccia eterotipica sensitiva o granulare.