Vie motorie piramidali

Le vie motrici si dividono in un sistema piramidale ed un sistema extrapiramidale. Questi due sistemi hanno caratteristiche anatomiche e funzioni proprie ma non possono lavorare separatamente, nell’esecuzione del movimento volontario i due sistemi sono correlati funzionalmente tra loro, infatti il sistema piramidale comanda i movimenti volontari, se viene leso subisce una paralisi spastica, manca infatti il controllo negativo sui motoneuroni somatici, localizzati in diverse colonnine nel corno anteriore della sostanza grigia del midollo spinale. Il sistema piramidale è il vero effettore del movimento volontario, funziona moltissimo nelle fasi di appredimento motorio agendo direttamente sui motoneuroni per lo più α-fasici senza la mediazione di un interneurone, può dare dunque un’eccitazione positiva o negativa.

Vie motorie piramidali,mtoneuroneSe ho una lesione dei cordoni laterali a livello di T5, il paziente è paralizzato a destra da T5 in giù perchè i motonueroni non riescono a portare l’impulso in periferia, ho una paralisi omolaterale. Il sistema extrapiramidale invece regola e coordina i movimenti volontari, serve molto ad esempio negli automatismi. Quando compiamo un movimento il motoneurone invia un segnale alla muscolatura striata, che viene regolata da neuroni motori di entrambi i sistemi delle vie motrici, infatti quando facciamo un movimento parte sempre il sistema piramidale ad inviare l’impulso, accompagnato dal sistema extrapiramidale che entra in gioco a regolare gli automatismi come quando andiamo in macchina. In definitiva il sistema extrapramidale serve per programmare un movimento, per regolare il tono muscolare e per la postura, è importante che arrivino questi segnali che agiscono per lo più sui motoneuroni α-tonici e sui motoneuroni γ, ogni volta che compiamo un movimento il tono muscolare deve essere adeguato per compiere lo specifico movimento in maniera armonica, ma la stessa cosa vale anche per la postura che deve essere adeguata per compiere certi movimenti. Il tutto è regolato da fibre motrici che partono dai diversi nuclei extrapiramidali e agiscono attraverso un interneurone su questi motoneuroni. Il sistema extrapiramidale controlla anche la programmazione motoria di un movimento ovvero la forza per compierlo, la sua precisione e la durata stessa del movimento.

Il sistema piramidale è un sistema motore volontario ed è chiamato piramidale perchè passa per le piramidi bulbari a livello del bulbo, formazioni anteriori del bulbo o midollo allungato. Queste vie motorie partono dalla corteccia cerebrale, da cellule chiamate piramidali, che vanno a sinaptare i motoneuroni dei nuclei motori del midollo spinale ed i motoneuroni somatici del tronco cerebrale, che vanno ad innervare la muscolatura della faccia, che è infatta regolata da nervi cranici presenti a livello del tronco cerebrale.

Il sistema piramidale è un sistema motore formato solo da fibre motrici, mentre il fascio piramidale è formato dalle fibre nevose del sistema piramidale e da fibre regolatrici che partono dall’area sensitiva primaria, l’area 3,1,2, che sono fibre nervose né sensitive né motrici, ma sono fibre che scendono e che vanno nella sostanza gelatinosa di Rolando andando a regolare le cellule piramidali che regolano una sensibilità di tipo protopatico, inoltre vanno a regolare la sensibilità epicritica e propiocettiva cosciente che raggiunge il nucleo gracile ed il nucleo cuneato.

Davanti all’area 3,1,2 abbiamo l’AREA MOTORIA PRIMARIA chiamata area 4, che fa parte della circonvoluzione frontale ed è separata dall’area 3,1,2 da una scissura chiamata scissura di Rolando. Il sistema piramidale parte da proprio da un area motoria di questo tipo, ma anche da altre aree, dette aree premotorie, tipo l’area 6, l’area 8 e l’area 9. L’area 4 è chiamata area motoria primaria perchè anche qui come nell’area 3,1,2 c’è una certa somatotipia, possiamo vedere come ci sia anche qui la raffigurazione dell’homunculus rovesciato e sproporzionato nelle sue parti del corpo, perchè ci sono aree che sono molto più innervate di altre perchè devono consentire dei movimenti più fini e regolati, sono dunque presenti in queste zone molte più unità motorie, come ad esempio nella lingua, nel labbro o nella mano. Il fascio piramidale passa anch’esso per le piramidi bulbari ed è chiamato così proprio per questo motivo. Questo fascio è composto al 40 % da fibre provenienti dall’area 3,1,2, al 30 % da fibre provenienti dall’area 4 ed al 30 % a fibre provenienti dalle aree premotorie, mentre se consideriamo il sistema piramidale vediamo che è composto al 50 % da fibre provenienti dall’area 4 e dal 50 % dalle fibre provenienti dalle aree premotorie, le aree 6, 8 e 9.

L’assone di queste cellule piramidali si proietta inferiormente inizialmente formando la corona radiata, poi scendendo oltrepassano la capsula interna, una formazione di sostanza bianca presente sia a destra che a sinistra, formata da un braccio anteriore, da un braccio posteriore e da un ginocchio. Queste fibre in particolare passano per il ginocchio ed il braccio posteriore, poi arrivano a livello del tronco cerebrale andando ad attraversare la porzione più anteriore del tronco, ovvero a livello del piede del mesencefalo, a livello del piede del ponte, poi passano nelle due piramidi bulbari anteriori, divise dal solco mediano anteriore. Nelle piramidi bulbari i 2/3 delle fibre motrici decussano il piano sagittale mediano e si pongono dall’altra parte, ovvero da sinistra a destra e viceversa, mentre 1/3 delle fibre rimane omolaterale, in alcuni soggetti però è presente una situazione contraria. Dove c’è la decussazione delle fibre non riesco a vedere bene il solco mediano anteriore tra le due piramidi. Questi fasci arrivano poi a livello del midollo spinale andando a sinaptare i motoneuroni somatici e parte di queste fibre si ferma a sinaptare nuclei appartenenti al tronco cerebrale, in particolare nella zona bulbare.

Si parla di FASCIO CORTICO-SPINALE per quelle fibre che vanno a regolare i motoneuroni del midollo spinale e di FASCIO CORTICO-BULBARE o CORTICO-NUCLEARE (perchè fa riferimento i nuclei del tronco) o FASCIO GENICOLATO di quelle fibre che vanno a regolare i motoneuroni del tronco cerebrale, dove quelli del bulbo sono molto più numerosi di quelli presenti nel ponte e nel mesencefalo. Questo fascio è detto fascio genicolato perchè le sue fibre passano per il ginocchio della capsula interna, mentre i fasci cortico-spinali passano per il braccio posteriore della capsula interna. Tra le fibre del fascio cortico-spinale, le fibre che decussano vanno a formare il FASCIO CORTICO-SPINALE LATERALE (esistono anche fibre del fascio cortico-spinale laterale che non decussano, ma in caso di una lesione non possono compensare le mancanze delle fibre che non possono più portare a livello del midollo spinale gli impulsi), presente nella parte più posteriore del cordone laterale, mentre le fibre che non decussano formano il FASCIO CORTICO-SPINALE ANTERIORE perchè viene ad essere localizzato nel cordone anteriore del midollo spinale, ma nonostante ciò anch’esso è un fascio crociato perchè prima di sinaptare con i motoneuroni attraversa la commessura bianca per sinaptare con i motoneuroni del lato opposto, il fascio cortico-spinale laterale va invece a sinaptare omolateralmente. Il fascio cortico-spinale anteriore termina ai livelli più alti del midollo spinale, a livello della zona cervicale dove c’è bisogno di una maggiore innervazione, a livello della zona del cordone anteriore più vicina al piano sagittale mediano, mentre il fascio cortico-spinale laterale scende a tutti i livelli del midollo nella parte più dorsale del cordone laterale.

Il fascio cortico-spinale laterale risente di una somatotipia topografica, in quanto le fibre nervose cervicali sono quelle più vicine alla sostanza grigia, e di una somatotipia funzionale perchè allontanandoci dalla sostanza grigia troviamo le fibre nervose dell’arto superiore, del tronco e dell’arto inferiore. In caso di una siringomielia, una dilatazione patologica del canale centrale, viene compromessa per lo più la funzionalità dell’arto superiore, mentre in caso di tumori meningei che invadono dall’esterno il midollo spinale la funzionalità maggiormente compromessa è quella dell’arto inferiore.

Ripetendo ciò che abbiamo visto fino ad adesso, se viene danneggiato il cordone laterale abbiamo la scomparsa della sensibilità protopatica eterolaterale, la scomparsa della sensibilità epicritica e propiocettiva omolaterale con una paralisi spastica ed iperriflessia omolaterale. In caso invece della lesione delle vie motorie del sistema piramidale sovranucleare, abbiamo solamente una paralisi spastica con iperriflessia. Infine in caso di lesione del nervo spinale abbiamo la perdita della sensibilità e della motricità, abbiamo una paralisi flaccida con ariflessia (ovvero non c’è contrazione).