Vasi e Capillari Linfatici

Vasi linfatici

Il liquido che perifericamente esce dal comparto arterioso e non rientra in quello venoso è raccolto dai capillari linfatici, che nascono a fondo cieco nei pressi delle reti capillari arteriose. Questi regolano quindi il volume delle istolinfa o LEC. Essi confluiscono in collettori di dimensioni sempre maggiori, fino a sfociare in veri e propri vasi linfatici che si riversano negli angoli venosi.
I collettori linfatici hanno valvole simili a quelle delle vene.

Nei tessuti periferici i capillari sono costituiti da cellule endoteliali che non sono sigillate le une con le altre, ma sono attaccate a filamenti di fibre collagene che si continuano con il tessuto circostante. Il tessuto, che si riempie di liquido extracellulare, tira le fibre alle quali sono legate le cellule endoteliali, queste discostandosi le une dalle altre permettono il passaggio del liquido dal tessuto al lume del vaso.
La parete è quasi unicamente costituita da tonaca intima e una certa quantità di connettivo della media.

 

I Capillari Linfatici

Frammista alla rete capillare sanguifera, ma non comunicante, c’è una rete di capillari linfatici che inizia a fondo cieco. Questi mettono capo ai precollettori, ai collettori e ai dotti linfatici.

A livello della rete capillare avviene la produzione del liquido extracellulare per filtrazione attraverso la parete. Questo liquido ristagna, in parte va via con le vene, ma in parte viene drenato dai capillari linfatici. Quindi la linfa è il risultato del drenaggio del liquido extracellulare che si è prodotto dai vasi sanguigni.

La pressione idrostatica dovuta alla spinta cardiaca è di 40mmHg nelle arteriole; quando si entra nel capillare, che ha una parte arteriosa ed una parte venosa, la pressione cala a 35mmHg e in questa condizione fa uscire del liquido. Ma la pressione osmotica delle proteine plasmatiche, le quali rimangono sempre all’interno, richiama dentro il liquido; a questo si aggiungono i 5mmHg del liquido extracellulare. Quindi 35 meno 30, rimane come pressione differenziale di filtrazione 5mmHg, che spinge il liquido a livello arterioso fuori dai capillari. Questo corrisponde, in un soggetto di media età e di media corporatura, a circa 20 litri al giorno.

A livello venoso succede l’opposto: la pressione idrostatica crolla da 35 a 15mmHg perché a valle ci sono le vene più grosse che la abbassano; la pressione osmotica data dalle proteine è sempre la stessa (25mmHg), la pressione del liquido anche, quindi i 15mmHg che spingono il liquido fuori si contrappongono ai 25 più 5mmHg che fanno 30mmHg, che tendono a far ritornare il liquido dentro.
Quindi c’è una pressione di riassorbimento pari a 15mmHg, che fa sì che il liquido extracellulare ritorni nelle vene. Ritorna nelle vene una quantità di liquido che varia dai 16 ai 18 litri al giorno. Questo significa che circa 4 litri di liquido rimangono nel tessuto e se ristagnano lì formano un edema nel tessuto. Questo edema viene drenato con una pressione di assorbimento di 16mmHg dai capillari linfatici. Quindi la linfa si forma per drenaggio di quella parte di liquido tissutale che non ha preso la via venosa.

Durante il decorso dei capillari linfatici ci sono delle valvole, che non sono proprio nei capillari, ma più avanti, a livello dei precollettori, dei collettori e anche a livello dei dotti. I capillari linfatici sono fatti come i capillari sanguigni (endotelio, lamina basale e l’avventizia reticolare attorno). Per quanto riguarda i precollettori, i collettori e i dotti, la loro struttura ricorda quella delle vene fibrose di tipo recettore e le vene fibromuscolari. L’unico modo per riconoscerle è che gli uni contengono sangue e gli altri linfa, perché le pareti sono uguali.

I capillari linfatici hanno all’esterno delle fibre collagene che si inseriscono sulla loro lamina basale, cosa che non avviene nei capillari sanguigni. Quando il liquido ristagna, perché è scarso il drenaggio, e comincia a formarsi dell’edema, questo gonfiarsi del tessuto determina una trazione sulle fibre collagene, questa trazione determina l’apertura, lo scollamento tra le cellule endoteliali dei capillari linfatici. Questo meccanismo favorisce l’afflusso di liquido all’interno. Quindi queste fibre di ancoraggio sono l’unica caratteristica differenziale rispetto ai capillari sanguigni.