Sistema nervoso ortosimpatico

Il sistema nervoso ortosimpatico è caratterizzato dalla catena laterovertebrale, formata a sua volta da tre gangli cervicali, uno superiore, uno medio ed uno inferiore, che il più delle volte si fonde con il primo ganglio toracico formando il ganglio stellato.

Ricordiamo che sette sono le vertebre cervicali ed otto i mielomeri cervicali perchè il primo nervo spinale emerge tra l’atlante e l’occipitale.

Gangli spinali,midollo spinaleDi questa catena laterovertebrale ci sono poi 11 o 12 gangli toracici, a seguire sono presenti 3, 4 o 5 gangli lombari, poi 4 o 5 gangli sacrali ed un ganglio coccigeo derivato dall’unione dei due gangli coccigei delle due catene.

 

Nel tratto cervicale della catena laterovertebrale abbiamo dei gangli che vanno ad innervare i vasi della testa, del collo e dell’arto superiore, come i visceri della testa, del collo e del torace (il cuore). Dal GANGLIO CERVICALE SUPERIORE origina il nervo cardiaco superiore, il nervo carotico interno entra nell’avventizia dell’arteria carotide interna e di tutti i suoi rami, che vascolarizzano gran parte dell’encefalo, il nervo carotico esterno innerva l’arteria carotide esterna e tutti i suoi rami che vascolarizzano la faccia e parte degli organi del collo, poi origina anche il nervo che va ad innervare il muscolo dilatatore della pupilla, che effettua il riflesso della midriasi in mancanza di luce, quando si contrae permette l’allargamento della pupilla. Questo è un riflesso regolato dal sistema nervoso ortosimpatico. Dal GANGLIO CERVICALE MEDIO origina il nervo cardiaco medio, mentre dal GANGLIO CERVICALE INFERIORE origina il nervo cardiaco inferiore ed il nervo vertebrale, che va ad innervare l’arteria vertebrale e tutti i suoi rami, che contribuisce alla \vascolarizzazione del midollo spinale. I tre nervi cardiaci arrivano ad unirsi a livello del plesso cardiaco superficiale, posto davanti al cuore davanti all’arco dell’aorta, ed il plesso cardiaco profondo, posto pi posteriormente, dietro l’arco dell’aorta, da cui partono le fibre che innervano tutte le strutture cardiache.

Nel tratto toracico i dodici GANGLI TORACICI vanno ad innervare l’esofago, la trachea, i bronchi, ed i rami dell’aorta toracica. Da questi gangli partono tre nervi importantissimi, che sono il GRANDE NERVO SPLANCNICO, formato dall’unione di fibre nervose che partono dal quinto, sesto, settimo, ottavo e nono ganglio toracico, il PICCOLO NERVO SPLANCNICO che origina dal decimo e dall’undicesimo ganglio toracico ed il MINIMO NERVO SPLANCNICO che origina dal dodicesimo ganglio toracico. Il grande nervo splancnico è sempre presente, il piccolo nervo splancnico è quasi sempre presente mentre il minimo nervo splancnico è presente nel 50 % dei casi, ad esempio se mancano le sue fibre nervose, quelle del piccolo nervo splancnico compensano questa mancanza. Questi tre nervi attraversano il diaframma ed entrano nella cavità addominale, fermandosi nel ganglio celiaco attraverso fibre che sono ancora mieliniche, il corpo cellulare di questi neuroni è ancora localizzato nel sistema nervoso centrale. Essi non vanno dunque ad innervare strutture toraciche in quanto il plesso celiaco è posizionato a livello addominale.

Possiamo notare all’altezza dello stomaco, sopra i reni, il plesso celiaco, con la rispettiva arteria, poi sotto questo plesso troviamo il ganglio mesenterico superiore che nello specifico è situato nel contesto del suo plesso, dove l’aorta stacca l’arteria mesenterica superiore, poi ancore più sotto troviamo il ganglio mesenterico inferiore che è localizzato sempre nel contesto del suo plesso, dove l’aorta stacca l’arteria mesenterica inferiore. Possiamo inoltre notare che, appena sotto il diaframma, i tre nervi splancnici arrivano nel contesto del ganglio celiaco. Si è poi osservato che all’altezza fra il ganglio celiaco e il ganglio mesenterico superiore, troviamo il ganglio reno-aortico, che è localizzato nel plesso renale (destro e sinistro, per entrambi i reni), che è formato da quei nervi che si portano ai reni decorrendo lungo l’avventizia dell’arteria renale (sempre un ramo collaterale dell’aorta addominale). A loro volta questi nervi sono formati da fibre che provengono dalla continuazione di quelle appartenenti ai gangli celiaco e mesenterico superiore, guidate dall’arteria renale. Poi, sotto il plesso mesenterico inferiore, troviamo il plesso ipogastrico, che è localizzato davanti al punto in cui l’arteria addominale termina e stacca le due arterie iliache comuni (di destra e di sinistra). L’ipogastrico si continua poi, nella piccola pelvi, con i due plessi pelvici (ai lati del retto), nei quali arrivano anche fibre del parasimpatico sacrale. Oltre a queste fibre del parasimpatico vi arrivano però anche assoni di neuroni viscerali che sono transitati dalla catena laterovertebrale, a questo livello abbiamo infatti fibre dell’ortosimpatico e del parasimpatico che svolgono funzioni opposte. Nello specifico abbiamo che i nervi pelvici che si portano al plesso pelvico nascono dai rami ventrali dei nervi spinali. Infine le fibre del parasimpatico sacrale, dal plesso pelvico, salgono a ritroso l’avventizia dell’arteria mesenterica inferiore (che vascolarizza da metà colon traverso in giù) per andare ad innervare la porzione che si trova da metà colon traverso in giù.

sistema,nervoso simpatico,parasimpatico

Abbiamo visto che esistono anche NEURONI SENSITIVI VISCERALI che stanno nel ganglio della radice posteriore, dalla periferia sono caratterizzate da fibre sensitive che viaggiano assieme alle fibre motrici, che attraversano dunque anche i gangli motori ma non sinaptano con nessun neurone motore. Gli archi riflessi viscerali non possono mai essere archi riflessi semplici: oltre ad essere praticamente sempre presente l’interneurone tra il protoneurone ed il motoneurone viscerale, quest’ultimo è pregangliare, va per forza a fare sinapsi con almeno un moteurone amielinico viscerale postgangliare.

La vasocostrizione è determinata dal sistema simpatico, ma la vasodilatazione non la fa il sistema parasimpatico, quando non c’è la vasocostrizione c’è infatti la vasodilatazione, che equivale ad una non-azione del sistema nervoso simpatico. In oni caso il sistema simpatico opera una vasodilatazione od una vasocostrizione a seconda del distretto in cui ci troviamo.

I tratti pregangliari possono essere brevi, medi, lunghi e lunghissimi, in particolare il parasimpatico che utilizza maggiormente il metasimpatico avrà i tratti pregangliari più lunghi.

Il sistema nervoso simpatico raccoglie per lo più i dolori a livello toracico, mentre il sistema nervoso parasimpatico raccoglie le sensazioni nervose dalle pelvi e dalla parte più alta del torace.

I dolori viscerali sono riferiti sempre ad un territorio cutaneo, ad esempio un dolore di orgine cardiaca si espande dalla porzione centrale dello sterno verso sinistra fino ad arrivare alla spalla sinistra, proseguendo poi per l’arto superiore sinistro, un dolore del fegato lo percepiamo a destra a livello toracico mentre un dolore intestinale lo percepiamo al centro dell’addome. Esistono diverse teorie che tentano di spiegare questo: si parla della TEORIA DELLA CONVERGENZA secondo cui neuroni viscerali vanno a fare sinapsi nel nucleo proprio del corno posteriore, con deutoneuroni che ricevono generalmente segnali esterocettivi dal derma, i quali in questo caso trasmetterano un informazione di dolore al derma ai centri superiori. Nella TEORIA DELLA FACILITAZIONE un neurone sensitivo viscerale va a fare sinapsi sia con deutoneuroni somatici inerenti alla zona della cute che lo sovrasta, sia con deutoneuroni sensitivi viscerali. La teoria più accreditata sembra però essere quella in cui il neurone sensitivo viscerale porta informazioni al midollo spinale, poi attraverso un interneurone va a sinaptare un neurone viscerale ortosimpatico pregangliare, il quale attraverso il ganglio ortosimpatico si dirige verso il territorio cutaneo corrispondente andando a causare vasocostrizione e sofferenza cellulare, così questo dolore viene poi trasferito dalle fibre sensitive somatiche ai centri superiori.

Il sistema nervoso parasimpatico è colinergico, ovvero comunica sia con neuroni pregangliari che postgangliari attraverso la liberazione di acetilcolina, mentre il sistema nervoso simpatico è colinergico con i neuroni pregangliari e adrenergico con i neuroni postgangliari, ovvero in quest’ultimo caso libera adrenalina ma per lo più noradrenalina. Esse sono colinergiche solo quando interagiscono con le ghiandole sudoripare.

La ghiandola surrenale è formata da cellule postgangliari modificate a livello della zona midollare, perchè sono in grado di produrre noradrenalina, l’azione del simpatico è infatta potenziata dalla loro azione in quanto sono in grado di produrre trasmettitori adrenergici. A queste cellule arrivano fibre nervose viscerali motrici pregangliari, che vanno a fare sinapsi con queste cellule postgangliari le quali saranno in grado di produrre adrenalina e noradrenalina, inoltre però arrivano fibre amieliniche che partono dal plesso celiaco e vanno ad innervare la muscolatura liscia dei vasi del surrene.