Portatore sano

Differenza tra infetto inapparente e portatore sano:

  1. Il portatore sano è l’individuo che, pur essendo il serbatoio del microrganismo (l’agente eziologico di una certa patologia), non acquisisce un’immunità duratura e molto spesso non viene nemmeno interessato per quello che riguarda la stimolazione del sistema immuno-competente, di conseguenza non produce gli anticorpi nei confronti di questo antigene. Il portatore sano di conseguenza non rimane nemmeno immunizzato
  1. L’infetto inapparente invece è venuto a contatto con il microrganismo, dal quale ha subito una stimolazione anticorpale o una stimolazione del sistema immuno-competente, con la produzione di anticorpi che possono permanere per un lungo periodo della vita, rendendolo protetto nei confronti del microrganismo

Facciamo ora alcuni esempi:

  1. Il portatore sano è la figura più importante nell’epidemiologia della meningite. La meningite si trasmette da portatore a portatore, finché un soggetto dimostra di avere una debolezza particolare in quel periodo per quanto riguarda il sistema immunitario. In quel momento può contrarre la malattia, mentre la maggior parte degli altri portatori fungono da catena per la trasmissione della patologia stessa.
  1. La difterite viene invece indicata nella figura dell’infetto inapparente. Inoltre nella poliomelite, di tutti i bambini o ragazzini che si infettavano col virus, soltanto 1 su 1000 si ammalava. Gli altri subivano una stimolazione anticorpale, ed erano protetti praticamente per tutta la vita.

Molto spesso le vaccinazioni non sono definitive, le vaccinazioni danno infatti una stimolazione anticorpale, determinano la produzione di anticorpi nel soggetto, ma poi gradualmente questi anticorpi decadrebbero nel tempo, se non ci fosse la possibilità di stimolare di nuovo il virus od il batterio interessato. Come esempio prendiamo la rosolia. Qui in Italia di solito venivano immunizzate le ragazzine, non tanto perché fossero più interessate a questo tipo di virus, ma per permettere poi all’interno della popolazione maschile che il virus potesse circolare. Una volta vaccinata la ragazzina, dopo 6 / 7 / 8 anni essa può perdere quest’immunità “artificiale” (dovuta alla stimolazione vaccinale), ma può tornare a stimolare la propria immunità con l’incontro del virus che circola all’interno della popolazione maschile. Dopo una decina di anni il sistema immunitario, non incontrando più l’antigene, perde la memoria, oppure perde la capacità di produrre gli anticorpi. Se avessimo tolto completamente il virus dalla popolazione, dopo questo periodo di tempo, probabilmente il soggetto non sarebbe più stato protetto. Invece rimane questa possibilità di tornare a stimolare l’immunità, quindi di stimolare di nuovo il sistema immuno-competente contro il virus selvaggio. La medesima situazione si verifica anche per i portatori infetti inapparenti della poliomelite. Il soggetto che è venuto a contatto con l’agente patogeno e non si ammala, tende a produrre gli anticorpi che per un certo periodo lo proteggono. Nel periodo successivo se incontrerà nuovamente il virus, potrà di nuovo incrementare il suo sistema immuno-competente, e risultare poi protetto per un altro lungo periodo. Queste due malattie sono praticamente scomparse, visto che la vaccinazione ha ottenuto i risultati desiderati.

La differenza tra il portatore sano e l’infetto inapparente probabilmente è questa, il portatore sano viene in contatto con il microrganismo e diventa quindi tale, poiché questo si insidia al suo interno, ma non attiva le sue difese immunitarie ed è estinto, ad esempio, dalla flora microbica fisiologica o magari espettorato (ovvero secreto dalle mucose respiratorie), invece nell’infetto inapparente, com’è il caso della poliomelite o anche della difterite, il microrganismo scatena una risposta immunitaria, quindi si acquisisce la memoria ed anche l’immunità dal batterio.