Liquido cefalorachidiano

Il liquido cefalorachidiano o liquor è un trasudato del sangue, si presenta chiaro, trasparente e sterile. È un ultrafiltrato che rispetto al plasma ha molte meno proteine, molto meno glucosio e c’è una mancanza quasi totale di colesterolo, anche se presenta caratteristiche peculiari in termini di concentrazione di molecole, prodotte dalle cellule dei plessi coriodei. Il suo volume è di 135 ml, in particolare nel compartimento interno (cavità del sistema nervoso centrale) sono presenti 23 ml mentre nel compartimento esterno (lo spazio subaracnoidale) sono presenti 112 ml. Ne vengono prodotti circa 500 ml al giorno, in modo da alleggerire il sistema nevoso centrale, la struttura encefalica arriva infatti a pesare da 1500 grammi a 50 grammi, per il suo galleggiamento sul liquor. Si forma sia per trasudazione dai capillari sanguigni in quantità trascurabile, sia in alcuni distretti dove si ha la produzione ed il riassorbimento del liquor. Il liquido cerebrospinale ha una funzione nutritizia, molto bassa, per questo ci sono già i capillari, inoltre ha una funzione meccanica, grazie alla sua presenza il sistema nervoso centrale galleggia nel liquido, alleggerendo tutto il sistema nervoso centrale, inoltre ha una funzione ammortizzante, in caso di urti e quando smorzano le pulsazioni delle arterie nello spazio subaracnoidale che potrebbero attivare i neuroni, inoltre i neuroni riversano nel liquido alcuni cataboliti di rifiuto. Infatti nello spazio subaracnoidale sono presenti diverse arterie che originano diverse arteriole che entrano nel sistema nervoso centrale, circondate dalla pia madre. Tra la pia madre e l’arteriola c’è uno spazio importante detto spazio perivascolare o spazio di Virchow-Robin, dove è contenuto il liquido cerebrospinale, che è importante per smorzare i movimenti dell’arteriola, mentre a livello dei capillari non c’è più pia madre, ci sono le cellule di nevroglia, il liquido non serve più perchè il capillare, oltre ad essere più piccolo rispetto agli altri capillari in quanto è rivestito solamente da endotelio e lamina basale, non c’è infatti la lamina reticolare, non pulsa, non ci sono fibrocellule nuscolari lisce che generano delle pulsazioni a livello di queste strutture.

Il liquido cerebrospinale è presente nelle cavità del sistema nervoso centrale e nello spazio subaracnoidale, al di sotto dell’aracnoide. Per quanto riguarda le cavità del sistema nervoso centrale, ricordiamo che esistono i due ventricoli laterali di origine telencefalica che si formano secondo le forze d’orientazione di sviluppo che seguono gli emisferi cerebrali, a formare una C maiuscola rivolta verso il basso. Questi ventricoli laterali sono caratterizzati da un corno anteriore, da un corno posteriore o occipitale ed un corno inferiore o temporale. Essi si collegano attraverso la parte più anteriore del corno frontale con i due forami di Monro (o forami intervertebrali) per arrivare alla parte più anteriore del terzo ventricolo, di origine telencefalica perchè più a contatto con il telencefalo che con il diencefalo. Il terzo ventricolo si collega posteroinferiormente attraverso l’acquedotto di Silvio (a livello mesencefalico) al quarto ventricolo, a livello del tronco cerebrale, dove possiede un pavimento a forma romboidale in avanti e posteriormente due triangoli, uno inferiore ed uno superiore, che formano una struttura a forma di tetto, che s’incontrano nell’ilo del cervelletto (punto d’ingresso e d’uscita d’informazioni da un organo), mentre inferiormente sono presenti due recessi laterali, uno a destra ed uno a sinistra, dove sono presenti i fori di Luschka. La cavità rimane aperta anche a livello del canale cervicale, poi però si oblitera e si chiude, perchè i neuroni potrebbero venire compressi dalla presenza di questo liquido.

Il liquor si forma dove sono presenti i plessi coriodei, delle proliferazioni vascolo-connettivali presenti a livello della pia madre, dove l’ependima viene a stretto contatto con la pia madre a causa di atrofia del sistema nervoso.

Le cellule ependimali e la pia madre formano infatti la cosiddetta TELA CORIOIDEA, dove si ha un’abbondante proliferazione del connettivo e dei vasi a livello della pia madre, ed entrano nella cavità ventricolare. Se osserviamo il tetto del quarto ventricolo, vediamo come a livello di questa struttura sia presente la tela coriodea in una determinata zona. A livello del cervelletto, a partire dall’ilo, possiamo vedere tre coppie di peduncoli cerebellari che connettono il cervelletto al tronco cerebrale ed al mesencefalo, in particolare si parla di peduncolo superiore che collega il cervelletto con il mesencefalo, il peduncolo medio (ha una forma un po’ più slargata) lo collega con il ponte mentre il peduncolo inferiore lo collega con il midollo allungato. Si parla di VELO MIDOLLARE ovvero di uno strato di sostanza bianca che s’interpone nello spiovente superiore, tra i due penducoli superiori, ed al di sotto tra i due penducoli inferiori, attraverso il velo midollare inferiore, che è caratterizzato da una parte più superiore in cui non degenera, mentre inferiormente dove degenera si ha la formazione della tela corioidea, in particolare di plessi corioidei che sono deputati alla produzione di liquido cefalorachidiano. In particolare questi plessi corioidei presenti sulla volta del quarto ventricolo hanno una forma particolare, circa a Π: proliferano in particolare formando due assi verticali paralleli che s’intersecano con un asse orizzontale, in cui sono presenti ai lati del segmento orizzontale i due forami di Luschka, mentre tra i due assi verticali è presente il forame di Magendie, e servono a mettere in comunicazione il compartimento interno del liquidocerebrospinale con il compartimento esterno (lo spazio subaracnoidale), sulla volta del quarto ventricolo.

Queste particolari strutture si formano anche sulla volta del terzo ventricolo, tra le due masse talamiche, dove avviene un’atrofia (degenerazione) del tessuto nervoso, che permette la formazione della tela corioidea e dei plessi corioidei, che a loro volta per iperproliferazione possono andare ad occupare, passando dai forami di Monro, anche il pavimento inferiore dei ventricoli laterali. A livello di queste zone vediamo come le cellule ependimali non abbiano organuli adatti per elaborare il liquido cerebrospinale, che quindi dovrà passare direttamente dai vasi sanguigni al sottostante connettivo come liquido extracellulare, le cellule ependimali hanno solo una funzione di controllo del liquido appena prima che trapassi nella cavità. L’endotelio di questi capillari favorisce l’ultrafiltrazione del liquido cefalorachidiano, sono fenestrati, a livello della membrana plasmatica sono presenti dei forellini che regolano l’ultrafiltrazione del plasma, inoltre queste cellule endoteliali sono ricche di mitocondri perchè svolgono diversi processi nel trasferimento di sostanze durante la filtrazione del plasma.

Abbiamo visto come il compartimento esterno ed il compartimento interno dove è presente liquido cefalorachidiano siano in comunicazione tra loro attraverso i fori presenti in prossimità del quarto ventricolo, ovvero i fori del Luschka ed il foro del Magendie, poi il liquido uscito da questi fori è in grado di scendere per effetto della forza di gravità e di risalire in tutto il compartimento esterno per effetto della capillarità (l’acqua, composto in grado di bagnare le pareti del tubo su cui deve risalire, dispone verso l’alto di una faccia concava, che tende a venir eliminata dalla tensione superficiale, una forza che in un liquido tende a parità di volume a fargli assumere la minor superficie possibile, portando ad un aumento dell’altezza del liquido).

A livello del compartimento esterno vediamo come ci siano alcune zone in cui la pia madre, che riveste intimamente la sostanza nervosa, rientri un pò più del solito, l’aracnoide non segue infatti la direzione della pia madre che porta alla creazione di cavità in cui è presente maggiormente il liquido cerebrospinale: queste cavità sono chiamate CISTERNE, e possiamo distinguere una cisterna cerebello-midollare, posta tra il cervelletto ed il midollo allungato, ed una cisterna interpeduncolare, che stà in tra i peduncoli cerebrali.

Il liquido cefalorachidiano viene riassorbito dalle GRANULAZIONI ARACNOIDALI DEL PACCHIONI: queste particolari strutture si trovano per lo più in prossimità del seno sagittale superiore, dove una proliferazione dell’aracnoide entra direttamente nel lume del seno, dove è presente una vena di natura fibrosa. A livello della granulazione aracnoidale vediamo che la pressione osmotica delle proteine è maggiore perchè sono le proteine sono maggiori nelle vene, il liquido viene dunque riassorbito a livello delle vene, dove è presente anche una pressione idrostatica minore. Queste granulazioni aracnoidali si possono notare sulla superficie ossea, perchè l’osso vi si modella sopra, si formano delle fossette che circoscrivono le granulazioni aracnoidali.

Si parla di IDROCEFALO INTERNO per quella situazione che prevede un aumento del liquido nelle cavità interne, che va a comprimere dall’interno il sistema nervoso, ad esempio si attua quando i fori del Luscka e del Magendie si obliterano, mentre la situazione d’IDROCEFALO ESTERNO si ha quando si verifica la mancanza di riassorbimento del liquido a livello del compartimento esterno, che va dunque a comprimere dall’esterno il sistema nervoso centrale.

Idrocefalo,intervento con shunt