Ghiandole Sebacee, Ghiandole Sudoripare e Ghiandola Mammaria

Tipi di secrezione ghiandolare

Secrezione eccrina o merocrina: la ghiandola produce ed estrude continuamente il suo secreto. Non c’è accumulo eccessivo di secreto (ne troviamo un minimo), ma non c’è nessun cambiamento di morfologia degli elementi secernenti nelle varie fasi di produzione ed estrusione.

Secrezione apocrina: il secreto viene accumulato nella porzione apicale della cellula e quando questa si riempie completamente di materiale da secernere si stacca; la porzione superiore della cellula viene eliminata con il secreto, viene estrusa con il secreto.

Da un punto di vista citologico sembra che la cellula si sia dimezzata di altezza, si ha quindi uno spiccato cambiamento morfologico a seconda della fase di produzione, accumulo ed estrusione. I momenti di accumulo e secrezione sono differenti, prima c’è soltanto la fase di accumulo, poi quella di estrusione.

Secrezione olocrina: la cellula stessa, per accumulo progressivo di secreto che non viene mai estruso, presenta la picnosi del nucleo che degenera e alla fine tutta la cellula diventa secreto e viene estrusa come tale.

 

Ghiandole

Ghiandole sebacee: a secrezione olocrina.

Esse possono essere sia associate al pelo (cute sottile normale) oppure trovarsi in distretti che non presentano peli. La struttura non cambia, presenta lobuli non cavi che contengono cellule di morfologia differente in base al distretto considerato.

La parte più esterna della ghiandola presenta elementi cellulari piccoli, generalmente più colorati, dove si identificano e distinguono bene nucleo e citoplasma; via via che ci addentra in profondità i nuclei delle cellule diventano picnotici e si perdono; nel citoplasma si trovano accumuli di sostanze mentre confini tra una cellula e l’altra perdono una demarcazione netta, in quanto le cellule in questa zona diventano secreto.

Nel caso di ghiandola sebacea sebacea associata al pelo, il secreto viene estruso nell’interstizio tra il pelo, che emerge dall’epidermide, e l’epidermide stessa.

Se la ghiandola sebacea non è associata al pelo, il secreto viene estruso dal condotto direttamente sull’epidermide.

La caratteristica della ghiandola sebacea al microscopio sta nel fatto che non si riesca ad apprezzare una cavità se non nelle immediate vicinanze del dotto escretore. Per distinguere una ghiandola sudoripara da una sebacea dobbiamo ricordarci di guardare il lume o cavità interna; nelle sudoripare è apprezzabile, nelle sebacee no.

Nel tarso, a livello della palpebra troviamo delle ghiandole sebacee molto particolari: le ghiandole di meibomio, le uniche ghiandole sebacee composte del nostro organismo.

I lobuli contenenti il secreto sfociano sul margine libero della palpebra, posteriormente rispetto l’inserzione delle ciglia.

 

Ghiandole sudoripare:

  • Eccrine (in giallo nell’immgine): sfociano indipendentemente dalla presenza dei peli in quanto si affacciano su dei pori cutanei. Sono tubulari nella maggior parte dei casi ed il loro dotto escretore presenta un epitelio cubico generalmente a due strati, privo di attività secernente. Sono costituite da un lume sottile ed una parete di cellule di diverso tipo:
    • Cellule chiare, situate più esternamente; secernono un secreto fluido, sieroso
    • Cellule scure, situate più profondamente; secernono un secreto più viscoso e mucoso che riesce a raggiungere il lume grazie al secreto delle cellule più chiare che vi scorre in mezzo

 

Il dotto escretore delle ghiandole eccrine attraversa assialmente la cresta epidermica.

Nelle ghiandole eccrine e anche apocrine troviamo elementi cellulari presenti all’interno della membrana basale, poste tra questa e le cellule secernenti; questi elementi sono le cellule mioepiteliali che derivano dall’ectoderma e che si trasformano accumulando all’interno fibre acto-miosino simili.

Queste poi possono contrarsi e per la localizzazione che hanno riescono a spremere l’adenomero secernente agevolando la fuoriuscita di sudore. Le cellule mioepiteliali si possono vedere se la sezione istologica è tangenziale alla parte periferica dell’adenomero; sono inoltre innervate dal sistema nervoso ortosimpatico.

  • Apocrine (in verde): nei distretti in cui sono presenti sfociano in prossimità dell’apparato pilo-sebaceo, precisamente al di sopra della zona in cui estrude il secreto quella sebacea. Differiscono dalle eccrine per la presenza di un lume maggiore.

 

E’ il rapporto lume/comparto cellulare che ci aiuta a riconoscere le ghiandole a secrezione apocrina da quelle a secrezione eccrina; nel primo caso il rapporto sarà a favore del lume, nel secondo a favore della parte cellulare.

Le ghiandole sudoripare in generale presentano un lungo condotto escretore che nel derma va a formare un gomitolo; il condotto a volte può essere costituito da 2 strati di cellule cubiche anziché da uno soltanto.

Queste ghiandole sono normalmente tubulari, però si avvolgono più volte attorno a loro stesse.

 

La mammella

La mammella, profondamente, è formata dalla ghiandola mammaria e ciascuna ghiandola mammaria è separata dall’altra dal seno intermammario.

Da un punto di vista microscopico essa è costituita da lobuli adiposi (che originano la configurazione esterna della mammella) e da lobuli ghiandolari che si sviluppano in gravidanza.

Questi ultimi sono ghiandole sudoripare apocrine modificate, cioè sono ghiandole tubulo-alveolari ramificate composte (c’è quindi ramificazione sia dell’adenomero secernente che del condotto escretore).

Esse presentano diversi condotti escretori chiamati condotti lattiferi i quali, in prossimità dell’areola del capezzolo, dove sfociano, si dilatano in una quindicina o ventina di seni, dove si accumula il latte tra una poppata e l’altra. Normalmente sia nel maschio che nella femmina sono presenti soltanto abbozzi di adenomeri secernenti; si sviluppano poi soltanto in caso di gravidanza.

Si vedono gli adenomeri secernenti inframmezzati a tralci connettivali che dividono il compartimento in lobuli. I lumi degli adenomeri sono variabili. Gli spazi bianchi sono i dotti lattiferi con secreto già accumulato.

Possiamo distinguere un adenomero secernente da un condotto o dotto escretore dal fatto che il primo è circondato da una minima quantità di connettivo, o, in generale, da connettivo molto sottile; il secondo si trova invece proprio in un contesto connettivale.

Una volta accumulato il secreto, esso verrà estruso grazie al riflesso della suzione (operazione con cui il bambino succhia il latte dal seno materno)

 

Digressione: l’ipotalamo, tra le varie funzioni, ha anche quella di produrre ossitocina; essa fa contrarre le cellule muscolari che stimolano l’escrezione del latte. La suzione stessa stimola la produzione di latte, che è sempre proporzionale allo stimolo di suzione. Quando il bambino viene avviato ad una dieta alternativa e diminuisce la richiesta di latte, quindi anche lo stimolo di suzione, la mammella si adegua producendo meno latte.