Follicolo ovarico

 

Il follicolo primordiale è formato da un ovocita primario e da uno strato piatto e unico di cellule follicolari. L’ovocita è bloccato nella fase di diplotene della profase delle prima divisione meiotica.

È importante ricordare che mentre nel sesso maschile uno spermatocita primario dà origine a 4 spermatidi, nel sesso femminile un ovocita primario dà origine a un uovo maturo e 3 globuli polari, perché ogni volta che c’è una divisione il citoplasma non si sequestra egualmente, ma va in quella che sarà la cellula uovo, perché c’è bisogno di una riserva di sostanze in attesa delle prime fasi dopo la fecondazione.

Quello visto fin’ora è l’ovaio alla nascita.

Alla pubertà l’orologio biologico e la cascata ormonale fanno scattare qualcosa che nel sesso femminile induce ogni 28 giorni la trasformazione di un follicolo primordiale in follicoli in condizioni diverse.

In realtà sono più di uno i follicoli primordiali che ogni 28 giorni iniziano la loro trasformazione, ma alla fine solo uno al 14° giorno ovula, gli altri degenerano.

Questo è quello che avviene ogni 28 giorni nel periodo fertile della donna: un follicolo primordiale subisce alcune modificazioni, sia per quanto concerne forma e numero delle cellule follicolari, sia per quanto attiene allo sviluppo dell’ovocita.

In realtà nell’ovaio si svolgono 2 processi: il processo di ovogenesi e quello di follicologenesi.

L’ovogenesi

Inizia nella vita fetale, ma si blocca allo stadio di diplotene della profase della prima divisione meiotica; si conclude soltanto se c’è fecondazione, altrimenti non viene ad essere ovulata una cellula uovo matura. Quindi il processo di ovogenesi dura anche delle decadi e può anche non arrivare mai alla fine.

 

La follicologenesi

Invece comprende tutte quelle trasformazioni che a partire dal follicolo primordiale iniziano e terminano durante il periodo fertile nell’ambito della prima fase del ciclo mestruale.

Riassumendo mentre l’ovogenesi può durare anche decadi, la follicologenesi che contiene un ovocita primario dura 14 giorni.

Ad un certo punto, quando il follicolo primordiale comincia per alcuni stimoli ormonali a differenziarsi, il primo fenomeno che avviene è il cambiamento di forma delle cellule follicolari che da piatte diventano cubiche e poi prismatiche, avviene cioè l’ipertrofia delle cellule follicolari. Non siamo più in presenza di un follicolo primordiale, ma primario perché rappresentato da un ovocita primario circondato da uno strato singolo di cellule non più piatte, ma cubico-alte.

Contemporaneamente all’ipertrofia delle cellule follicolari comincia a svilupparsi tra la cellula uovo e queste cellule follicolari la zona o membrana pellucida, che è lo sviluppo di quello che è il glicocalice dell’ovocita primario. È uno strato ricco in glicoproteine PAS positive.

Il passo successivo della follicologenesi è quello che vede invece l’iperplasia delle cellule follicolari, cioè esse si riproducono; così il follicolo in maturazione presenta l’ovocita primario al centro, la zona pellucida e un numero variabile di cellule follicolari. Non è più un monostrato, ma si va da 2 strati a 6-10 strati.

A questo punto comincia ad accumularsi negli interstizi cellulari, tra una cellula follicolare e l’altra, del liquor detto liquor folliculi che dapprima si accumula negli interstizi, poi, quando questi spazi si ampliano, diventano confluenti e si vengono a formare alcune cavità che separano le cellule follicolari tra di loro.

Le cavità confluiscono tra di loro e alla fine si viene a formare un’unica cavità che generalmente ha la forma di una mezzaluna in sezione detta antro follicolare. Nell’ambito di questo antro follicolare c’è questo liquor folliculi che contiene acido ialuronico prodotto dalle cellule follicolari, fattori di crescita, ormoni steroidei, gonadotropine provenienti dall’adenoipofisi. Questo liquido che si accumula in queste fessure, e poi confluisce in un’unica cavità antrale, rende ragione del fatto che in questo stadio il follicolo è detto follicolo antrale o vescicoloso.

Questa cavità si amplia moltissimo, tanto che l’ovocita che inizialmente era al centro del follicolo, alla fine viene spostato in posizione eccentrica. Ovviamente l’ovocita è sempre circondato da un numero consistente di cellule follicolari che gli stanno addosso e sono ad esso connesse tramite le interdigitazioni che si sviluppano nell’ambito della zona pellucida.

In posizione eccentrica troviamo sia l’ovocita che le cellule che lo circondano che prendono il nome di cellule della corono radiata, e l’insieme di ovocita e corona radiata prende il nome di cumulo ooforo.

Nel follicolo le cellule follicolari rimangono comunque a circondare l’antro del follicolo, e queste prendono il nome di cellule della granulosa parietale.

All’esterno delle cellule della granulosa parietale c’è una formazione detta membrana vitrea, che non è altro che uno sviluppo della membrana basale, che era già presente in precedenza all’esterno delle cellule follicolari.

All’esterno poi della membrana vitrea, si sviluppano le cosiddette teche. Ci sono le cellule della teca interna, che sono cellule secernenti a ridosso della membrana vitrea, e le cellule della teca esterna che invece sono come le cellule connettivali, cioè delimitano semplicemente la parte più esterna del follicolo.

Quindi entro i primi 14 giorni del ciclo si riesce a riconoscere nel follicolo antrale il cumulo ooforo con l’ovocita e le cellule della corona radiata, la granulosa parietale, la membrana vitrea, la teca interna e la teca esterna.

Le cellule della teca interna, pur essendo esterne alla membrana vitrea, sono funzionalmente connesse con le cellule della granulosa.

Il follicolo, che inizia a maturare il primo giorno del ciclo e al 14° giorno deve ovulare, è sensibile in questa fase alle gonadotropine prodotte dall’adenoipofisi. Le gonadotropine sono l’FSH e l’LH.

Nel follicolo, per effetto di queste sulle cellule della granulosa e su quelle della teca interna, viene prodotto testosterone da parte delle cellule della teca interna, e siccome le cellule della granulosa parietale producono un enzima che è l’aromatasi, questo testosterone viene trasformato in estrogeni (estradiolo).

L’LH agisce sulle cellule della teca interna che producono androgeni, l’FSH agisce sulle cellule della granulosa parietale che producono l’aromatasi, che ha come substrato il testosterone trasformato poi in estradiolo.

Funzioni dell’FSH sul follicolo:

  • stimola la maturazione del follicolo e fa partire il cambiamento da follicolo primordiale a follicolo primario;
  • provoca l’attivazione dell’enzima aromatasi prodotto dalle cellule della granulosa.

Funzioni dell’LH (che parte un po’ dopo l’FSH):

  • provoca la produzione di testosterone da parte delle cellule della teca interna;
  • provoca la produzione di progesterone (ormone della gravidanza) da parte delle cellule della granulosa, ma solo nella fase preovulatoria, perché solo qui queste cellule sviluppano i recettori per l’LH.

Tutto il sistema, ogni 28 giorni, si prepara dunque ad un’eventuale gravidanza.

Al momento dell’ovulazione c’è la cosiddetta deiscenza del follicolo, cioè il follicolo antrale si viene a portare sempre più in superficie e ad un certo punto scoppia.

Viene espulso non l’ovocita primario, ma l’ovocita secondario, perché nell’imminenza dell’ovulazione viene rimosso quel blocco che bloccava l’ovocita primario nello stato di diplotene della profase della prima divisione meiotica. Anch’esso però si blocca, nello stadio di metafase delle seconda divisione meiotica. Questo processo riprenderà solo e soltanto se c’è fecondazione, altrimenti verrà espulso con la mucosa uterina e la mestruazione un ovocita secondario bloccato nella metafase della seconda divisione meiotica.

Nell’imminenza dell’ovulazione si verificano altri eventi che la agevolano:

  • aumento del contenuto in collagenasi del follicolo;
  • picco preovulatorio di LH che fa sì che le cellule della granulosa producano un attivatore, un enzima, che trasforma il plasminogeno in plasmina, la quale agevola la degradazione della membrana basale attorno al follicolo.

A questo punto si ha l’ovulazione, cioè la fuoriuscita per deiscenza del follicolo del cumulo ooforo, che può intraprendere le vie genitali femminili per andare verso l’utero. E sarà nel tratto ampollare delle tube che si verificherà la fecondazione.

Si pensa che prima che il follicolo si faccia superficiale, il cumulo ooforo sia posto in posizione opposta rispetto alla superficie dell’ovaio.
In realtà ogni 28 giorni una serie di follicoli primordiali inizia questa trasformazione, ma poi nell’imminenza della fase preovulatoria il follicolo “dominante” produce qualcosa che riesce ad arrestare lo sviluppo degli altri follicoli (i parti gemellari sono un’eccezione) e per questo si ha l’espulsione di un solo cumulo ooforo.
Mentre nelle prime fasi di sviluppo il follicolo primordiale, che si sta trasformando in follicolo primario e vescicoloso, si approfonda un po’ nel parenchima della midollare, quando si sviluppa invece l’antro si porta via via sempre più in superficie verso l’epitelio ovarico per ovulare.

A seguito dell’ovulazione le cellule che sono rimaste si accartocciano su stesse. Si forma quello che si chiama corpo luteo.

Il corpo luteo contiene un coagulo di fibrina al centro e poi una serie di cellule che derivano dalla trasformazione delle cellule della granulosa e dalle cellule della teca interna, dette luteiniche e paraluteiniche, che acquisiscono una funzione diversa.