Fasci nervosi spinali anteriori

A livello del ganglio sensitivo è presente un contingente dorso-mediale, cioè fasci di fibre nervose che si trovano prima in posizione dorsale, poi nel midollo spinale si portano in posizione mediale, a cui si contrappone un contingente ventro-laterale. Il contingente dorso-mediale è formato da fibre più grosse, più mielinizzate e con una maggiore velocità d’informazione e trasportano segnali di tipo epicritico e propiocettivo. Il contingente ventro-laterale porta informazioni protopatiche e viscerali.

Il CONTINGENTE VENTRO-LATERALE è formato dal: fascio spino-talamico laterale trasporta informazioni di tipo protopatico, il fascio spino-tettale trasporta dolore e temperatura, il fascio spino-talamico anteriore trasmette informazioni come il tatto e la pressione protopatica, mentre il fascio spino-reticolare trasporta segnali dolorifici viscerali.

Per tutti questi fasci del contingente ventro-laterale esiste una SOMATOTIPIA TOPOGRAFICA, ovvero i cordoni di sostanza bianca sono stati suddivisi in tante zone, in quanto le fibre che formano questi due fasci che provengono dai mielomeri più cervicali si trovano più vicini alla sostanza grigia rispetto a quelli provenienti dai livelli più sottostanti. Generalmente le fibre del fascio più vicine alla sostanza grigia sono quelle che nascono dai mielomeri più cervicali. Esiste anche una SOMATOTIPIA FUNZIONALE per queste fibre, in quanto dal cordone laterale al cordone anteriore in senso latero-mediale le fibre raccolgono la sensibilità termica, il dolore, il tatto e la pressione.

Quando il prolungamento del neurone pseudounipolare arriva al centro, il segnale si ferma al fascicolo dorsolaterale di Lissauer, poi la fibra nervosa si divide a T, un tratto sale per circa 2-3 mielomeri mentre un tratto scende di circa 2 mielomeri. Il fascicolo dorsolaterale di Lissauer sarà dunque formato da fibre centripete di questo neurone pseudounipolare, in particolare il 25 % della sostanza bianca del fascicolo dorso-laterale è rappresentato da queste fibre. Il contingente ventro-laterale invia segnali di tipo protopatico, dunque di tipo divergente, non ho infatti segnali di questo tipo discriminati in un particolare punto della corteccia cerebrale, arrivano ad una zona più estesa della corteccia e non in una zona chiara e piccola. Questi protoneuroni, una volta divisi a T, vanno a fare sinapsi con i deutoneuroni, in particolare con il nucleo proprio del corno posteriore per i sensitivi somatici ed il nucleo del Takahashi per i sensitivi viscerali, che probabilmente ricevono queste afferenze anche a livello del nucleo intermedio mediale. L’assone dei deutoneuroni attraversa poi il piano sagittale mediano, si porta dalla parte opposta ed entra nei cordoni di sostanza bianca, scendendo di qualche mielomero ma soprattutto salendo verso i centri superiori.

 

 

Midollo spinale,fasci nervosiIl FASCIO SPINO-TALAMICO LATERALE (i cui assoni passano per il cordone laterale) è una classica via sensitiva dolorifica e termica, porta segnali di tipo protopatico, che diventano coscienti se arrivano alla corteccia nell’area primaria somestesica, detta area 3,1,2, tutte le vie sensitive che si fermano al talamo si dirigono poi alla corteccia cerebrale. In questo caso si parla di via trineuronale, il primo neurone è quello pseudounipolare, il suo prolungamento entra nel sistema nervoso centrale, passa per il fascicolo dorsolaterale di Lissauer e fa la sinapsi col deutoneurone nel nucleo proprio del corno posteriore, il suo assone a sua volta supera il piano sagittale portandosi nel cordone laterale di sostanza bianca del midollo spinale. In seguito l’assone sale, supera il midollo spinale, attraversa il bulbo o midollo allungato, il ponte, il mesencefalo ed arriva al talamo, fa sinapsi con i neuroni talamici nel nucleo ventrale-posteriore parte laterale, o nucleo VPL. Da qui parte la radiazione talamica che può arrivare all’area 3,1,2, la circonvoluzione parietale ascendente. Un informazione captata a sinistra arriva sempre a destra e viceversa, è importante saper come s’incrociano le fibre nervose per saper rispondere a quesiti di tipo clinico.

Il FASCIO SPINO-TALAMICO ANTERIORE (i cui assoni passano per il cordone anteriore) è sempre una via trineuronale che trasporta una sensibilità protopatica tattile e pressoria. Il primo neurone è localizzato nel ganglio pseudounipolare, il secondo neurone nel nucleo proprio del corno posteriore, ovvero il deutoneurone, poi il suo assone sale di un mielomero e poi s’incrocia attraversando il piano sagittale mediano e passando dal cordone anteriore. Alla fine è sempre anche questa una via incrociata, arriva sempre al nucleo VPL che a sua volta si collega alla corteccia cerebrale, c’è solo qualche differenza nella modalità di comportamento del deutoneurone.

Il fascio spino-talamico anteriore ed il fascio spino-talamico laterale sono controlaterali, la sensibilità raccolta perifericamente a destra raggiunge la circonvoluzione parietale di sinistra: tutto ciò è importante dal punto di vista clinico perchè una lesione della via protopatica a sinistra del midollo spinale, ad esempio a livello di T5, porta a mancare la sensibilità protopatica del lato destro del nostro corpo.

Il FASCIO SPINO-TETTALE è formato da fibre nervose che non arrivano al talamo, si fermano ai tubercoli quadrigemini superiori che contribuiscono a formare il tetto del mesencefalo, la parte più posteriore del mesencefalo, e trasportano dolore e temperatura. La zona d’arrivo è un centro riflessogeno, quindi trasportano informazioni incoscienti, che servono a regolare tutti i riflessi dolorifici. Il comportamento di questo fascio parte sempre dalla prima cellula sensitiva del ganglio posteriore che vanno a sinaptare con i deutoneuroni nel nucleo della testa del corno posteriore, questi neuroni si portano poi sul piano controlaterale e salgono nel cordone laterale, davanti al fascio spino-talamico laterale, fermandosi a livello del mesencefalo. Questo fascio rappresenta dunque una via bineuronale. I tre fasci visti fin adesso, quando arrivano nella parte del midollo allungato, si uniscono a formare un LEMMISCO SPINALE, una formazione di fibre nervose in cui sono presenti più fasci diversi, che poi dal tetto mesencefalico in sù sarà formato solo dai fasci che raggiungono l’ipotalamo.

Il FASCIO SPINO-RETICOLARE porta una sensibilità dolorofica viscerale e viaggia nel cordone laterale assieme al fascio spino-talamico laterale. È una via multineuronale, ed è formata dal primo neurone sensitivo viscerale posto nel ganglio posteriore, che raggiunge sinaptando non il nucleo proprio della testa del corno posteriore ma il nucleo del Takahashi e forse il nucleo intermedio-mediale. Questi secondi neuroni sensitivi viscerali si comportano come gli interneuroni dell’apparato elementare, escono nella sostanza bianca e si dividono a T, con un tratto che sale ed un tratto che scende, tornando poi nella sostanza grigia a sinaptare altre cellule sensitive viscerali. Questo tipo di segnale è dunque soggetto ad un’elevata divergenza, è un segnale molto grossolano. Gli assoni di questi neuroni salgono e scendono in maniera omolaterale, terminando nella formazione reticolare del tronco cerebrale, che si estende per tutta la lunghezza del tronco cerebrale, poi l’impulso sale all’ipotalamo, quella struttura di natura diencefalica che rappresenta il centro viscerale superiore.

Il FASCICOLO DORSO-LATERALE DI LISSAUER, oltre al 25 % di sostanza bianca delle cellule pseudounipolari del contingente ventrolaterale, ha il restante 75 % di fibre bianche formato da fibre che si dividono a T di neuroni chiamate cellule stellate, il cui corpo cellulare di questi neuroni stà nella sostanza gelatinosa di Rolando.

 

Sostanza bianca,grigia,midollo spinale

La SOSTANZA GELATINOSA DI ROLANDO è formata da sostanza grigia, dove sono presenti diversi neuroni tra cui cellule del secondo tipo di Golgi, che sono chiamate anche “guardiani del cancello” e sono molto importanti per la regolazione della trasmissione del dolore. Le sensazioni dolorifiche arrivano dal contingente ventrolaterale attraverso fibre che anche se in realtà sono tutte piuttosto sottili rispetto a quelle del contingente dorsomediale, all’interno del contingente ventrolaterale ve ne sono alcune più grosse (più mielinizzate rispetto alle altre) ed altre più piccole. Queste fibre entrano nel fascicolo dorsolaterale di Lissauer, arrivando poi a sinaptare con i deutoneuroni (i secondi neuroni sensitivi) del nucleo proprio del corno posteriore, prima però di arrivare in questa zona emettono delle collaterali che vanno a sinpatare con la cellula del secondo tipo di Golgi della sostanza gelatinosa di Rolando. La fibra più mielinizzata, che ha una sensibilità dolorifica più bassa rispetto alla fibra non mielinizzata, può interagire con la cellula del secondo tipo di Golgi attivandola, a sua volta questa cellula va ad inibire le sensazioni di dolore portate da questa fibra (ma anche delle sensazioni dolorifiche portate dalle fibre sottili) andando a sinpatare ancora con questa fibra prima che arrivi al deutoneurone, in caso dunque di un dolore lieve abbiamo un segnale che viene trasmesso ad intermittenza, è un segnale grossolano, non siamo infatti in grado di localizzare esattamente la zona del dolore. La fibra sottile ha una eccitabilità per il dolore più alta, è meno mielinizzata, ma quando porta il segnale al centro attraverso un interneurone va ad inibire la cellula del secondo tipo di Golgi, in questo modo tutti i segnali dolorifici di entrambi i tipi di fibre possono entrare ai centri superiori. A volte possiamo vedere i nuclei dei deutoneuroni che si approfondano un pò indietro nella sostanza gelatinosa di Rolando: il loro comportamento ed il funzionamento della trasmissione del segnale non cambiano assolutamente.

Esistono due tipi di dolore che possiamo percepire per il loro tipo diverso di trasmissione dal secondo neurone sensitivo in poi, ma la modulazione del segnale con le cellule del secondo tipo di Golgi avviene nella stessa maniera: il DOLORE RAPIDO, che deriva dal fascio spino-talamico laterale, è un dolore da taglio, da puntura, che attraverso il fascio passa dal nucleo VPL presente a livello del talamo arrivando fino all’area corticale 3,1,2 della corteccia cerebrale, nella zona del corpo del “homunculus” in cui è interessato il dolore, anche se ricordiamo che è un dolore di tipo protopatico, dunque avremo la sensazione di un dolore diffuso. Il DOLORE LENTO è invece un tipo di dolore da patologia che si protrae nel tempo, è un dolore continuo e persistente, un malessere che può dare l’idea anche di un dolore diffuso in una certa regione del corpo. Questo tipo di dolore sale attraverso fibre appartenenti al fascicolo dorsolaterale di Lissauer, composto al 75 % da questo tipo di fibre. Queste fibre nervose arrivano poi alla sostanza reticolare, una formazione neuronale presente lungo tutto il tronco cerebrale, poi l’informazione passa al talamo ed alla corteccia cerebrale, ma alla corteccia cerebrale arriva in una maniera un pò diversa: abbiamo la sensazione di un dolore diffuso perchè queste fibre vanno a bombardare un pò tutta la corteccia cerebrale, e non solo l’area 3,1,2. Questo dolore lento sale attraverso le cosiddette CELLULE STELLATE, cellule neuronali aventi il corpo cellulare nella sostanza gelatinosa di Rolando, mentre i loro assoni si portano nel fascicolo di Lissauer, dove si prolungano con un tratto a T che sale e scende (solitamente di due mielomeri), poi le fibre che salgono vanno a sinaptare con altre cellule stellate fino a portarsi nella sostanza reticolare, fino alla sostanza reticolare del talamo dove poi le afferenze talamiche raggiungono direttamente la corteccia cerebrale. Oltre a queste cellule, nella sostanza gelatinosa di Rolando sono presenti le CELLULE PIRAMIDALI, che vanno a sinaptare con la cellula del secondo tipo di Golgi ed altre cellule presenti nella sostanza gelatinosa di Rolando. Queste cellule piramidali possono attivare o inibire la cellula del secondo tipo di Golgi, mentre può essere attivata da fibre corticali (che partono alla corteccia cerebrale), che in questo modo modulano il comportamento delle cellule piramidali che a loro volta regolano la cellula del secondo tipo di Golgi. Questo significa che noi possiamo in un qualche modo controllare il dolore in ingresso, attraverso queste cellule piramidali: un soldato in stato di shock senza un arto superiore è in grado nei primi minuti dopo la perdita dell’arto superiore di correre senza sentire dolore perchè lo stato di shock ha attivato queste cellule piramidali. Il bambino e l’anziano invece sentono più dolore perchè nell’anziano queste fibre vanno in degenerazione, sono meno mielinizzate e saranno dunque in minor numero quelle che vanno a regolare le cellule piramidali, mentre nel bambino fino ai due anni queste fibre corticali non sono ancora del tutto mielinizzate completamente. Queste fibre corticali appartengono al fascio cortico-spinale e dipartono dall’area sensitiva 3,1,2.

Nella sostanza gelatinosa di Rolando sono presenti neuroni di media taglia le cui fibre formano i fasci spino-talamici in quanto sono deutoneuroni sprofondati nella sostanza gelatinosa di Rolando, cellule stellate (di cui il 75 % delle fibre forma la sostanza bianca del fascicolo dorsolaterale di Lissauer, mentre il restante 25 % è formato dai prolungamenti dei protoneuroni), neuroni del secondo tipo di Golgi e cellule piramidali.