Classificazione delle Ossa

Cominciando a trattare l’osteologia, iniziamo col dire che le ossa sono strutture portanti dell’organismo, hanno una funzione meccanica e di sostegno, nel senso che sostengono meccanicamente il nostro corpo, hanno una funzione protettiva e di riparo nel senso che i primi scheletri erano soprattutto esoscheletri, stavano all’esterno, come nella tartaruga, poi nel corso della filogenesi si sono portati all’interno, come nel nostro caso, noi infatti possediamo un endoscheletro che permane però nella sua funzione protettiva, come nella scatola cranica e nella gabbia toracica (nonostante non sia chiusa ha una funzione protettiva, oltre a quella di espandersi quando i polmoni espirano ed inspirano).

Le ossa non sono strutture morte, hanno infatti un metabolismo estremamente attivo, in questo senso la terapia dell’osteoporosi è molto importante, deriva proprio da queste considerazioni: la funzione metabolica è la parte più rilevante, l’osso infatti rappresenta una riserva di minerali calcio e fosfato, la matrice ossea è affine ai sali di calcio che precipitano sui filamenti di collagene di tipo i ed il tessuto si mineralizza, divenendo resistente alle sollecitazioni meccaniche, sia di trazione che di compressione, proprio grazie all’effetto combinato delle fibre collagene e dei minerali.
La scorta e la riserva di ioni calcio per l’organismo sono molto importanti, la calcemia nel sangue deve stare entro livelli molto ristretti, noi infatti il calcio lo introduciamo con gli alimenti, ma se ci sono delle alterazioni a livello della dieta che non ci consentono di mantenere questo equilibrio il calcio viene prelevato dall’osso per azione erosiva degli osteoclasti, con un indebolimento delle strutture portanti che in casi di forte osteoporosi possono portare alla frattura dell’osso.

Un altra importante funzione è quella di difesa del midollo rosso, le ossa sono infatti riccamente vascolarizzate, hanno tanti buchi, macroscopici e microscopici, e nelle cavità macroscopiche è contenuto il tessuto mieloide, che dal quarto mese di vita fetale, quando si iniziano a formare le prime ossa, migra nelle ossa per produrre tutti gli elementi del sangue, attraverso una continua moltiplicazione cellulare.
Lo scheletro in questo caso ha funzioni protettive, mantiene l’omeostasi di funzionamento del tessuto mieloide nella parte più profonda e lontana dall’ambiente esterno, in condizioni pressochè costanti.
Il midollo osseo all’inizio è sempre rosso, poi col tempo in alcune zone acquista cellule adipose e diventa midollo giallo. All’interno delle ossa piatte troviamo sempre del midollo rosso, mentre nelle ossa lunghe il midollo rosso rimane costante solamente alle estremità.

 

Possiamo dividere lo scheletro umano in due porzioni:

  • lo scheletro assile rappresenta quella porzione di scheletro che forma l’asse portante del nostro corpo, ed è formato dalle ossa del cranio, la porzione espansa della colonna vertebrale, poi da tutta la colonna vertebrale, ed anteriormente dalla gabbia toracica (formata dalle coste e dallo sterno).
  • lo scheletro appendicolare è quello degli arti, ed è formato negli arti superiori dal cingolo o cintura dell’arto superiore, formato dalla clavicola e dalla scapola, che si attaccano alla colonna vertebrale Dalla scapola diparte l’omero, il primo segmento mobile dell’arto superiore, mentre il secondo segmento mobile è una coppia di ossa, il radio e l’ulna, che nella posizione anatomica il radio si trova lateralmente all’ulna. Queste sono le ossa dell’avambraccio, che poi si continuano con le ossa della mano, le otto piccole ossa del carpo, poi le cinque ossa metacarpali e le ossa delle dita, le tre falangi, la falange, la falangina e la falangetta che terminano la struttura delle dita, mentre il pollice ha solo una falange ed una falangetta.
    Per quanto riguarda l’arto inferiore abbiamo sempre il cingolo o cintura dell’arto inferiore, costituita dall’osso dell’anca, formato dalle tre componenti dell’ileo, l’ischio ed il pube, che posteriormente si articolano con l’osso sacro, la colonna vertebrale scarica dunque il suo peso sull’attacco dell’osso sacro con la porzione iliaca dell’anca, che poi da una forma a scodella diparte l’attacco della testa del femore, da cui partono le due ossa della tibia e del perone (il perone è più laterale rispetto alla tibia). Poi si passa allo scheletro del piede che risulta formato dalle ossa del tarso, che congiunge la tibia ed il perone, alle cinque ossa del metatarso presenti a livello del palmo del piede, poi sulle dita del piede sono presenti le tre falangi, la falange, la falangina e la falangetta, a parte nell’alluce che presenta caratteristiche analoghe al pollice. Nella mano le dita hanno dei nomi ben precisi, mentre nel piede le dita si numerano, a parte l’alluce che ha un nome preciso.

 

La classificazione delle ossa è una classificazione di tipo morfologico:

  • Nelle ossa lunghe, un diametro prevale sugli altri due ed hanno una forma cilindroide, ovvero le altre due dimensioni sono circa uguali, come la clavicola, l’omero, il radio, l’ulna, tutte le ossa della mano a parte il carpo che è comosto da ossa brevi, poi il femore, la tibia, il perone, ed a livello del piede tutte le ossa a parte le ossa del tarso che sono ossa brevi.
  • Le ossa piatte sono ossa laminari, come le coste, hanno un diametro che prevale sugli altri due ma di questi ultimi due uno è molto maggiore dell’altro, tipo le ossa della volta cranica, lo sterno (è importante perchè ha un midollo rosso molto superficiale, utile in campo clinico), l’osso dell’anca (sebbene ai lati sia un pò più spesso) e la scapola.
  • Le ossa brevi o corte sono isodiametriche (hanno circa lo stesso diametro nelle tre dimensioni) e sono rappresentate dalle vertebre (le lamine delle vertebre sono però piatte, il corpo delle vertebre è un osso breve), dalle ossa del carpo e dalle ossa del tarso.
  • Le ossa sesamoidi sono ossa che da un organismo all’altro possono variare di numero, e sono rappresentate da ossicina che si possono trovare sopra le articolazioni delle dita della mano, la rotula è un osso sesamoide costante ed intratendineo, ed anche piccole ossa (ossa vormiane) sulla scatola cranica sono variabili, presenti tra le suture.

Fatta eccezione per le ossa sesamoidi, le ossa alla fine dello sviluppo sono 203. Il loro numero cala durante la crescita, perchè in realtà il femore è composto da tre ossa in età pediatrica, sono presenti cartilagini che dividono il femore in tre parti, che poi alla fine dell’accrescimento scompaiono e rimane una struttura unica. In particolare ogni osso lungo si divide in varie parti, la parte centrale o diafisi è il vero osso lungo, è detto la canna centrale, ma oltre alla diafisi vediamo un’estremità prossimale ed una distale alla diafisi: le zone più estreme sono chiamate epifisi mentre le zone intermedie vengono chiamate metafisi.
La zona metafisaria è una zona non avente un limite preciso in cui la diafisi si slarga per arrivare nell’epifisi, la struttura più larga dell’osso perchè si attacca alle articolazioni. Nelle radiografie delle ossa di giovani che sono in fase di crescita si nota bene la zona metafisaria, ma in realtà nell’organismo adulto non ha un confine ben preciso.