Apparato respiratorio e digerente

L’apparato respiratorio è formato essenzialmente da due componenti, dalle vie aeree (controllano lo scambio tra l’aria esterna ed i polmoni) e dai polmoni (a livello dei polmoni gli alveoli sono in grado di portare l’ossigeno dal loro lume al sangue e portare l’anidride carbonica dal sangue al lume da cui potrà fuoriuscire sottoforma di gas). Dall’alto verso il basso possiamo trovare la cavità nasale, (la bocca è un tipo di respirazione non efficiente usata quando sono presenti dei problemi che impediscono la respirazione con il naso, nella bocca non si possono effettuare le trasformazioni dell’aria, tipo l’umidificazione, la pulizia ed il riscaldamento dell’aria che avvengono nel naso, che dunque rappresenta la respirazione ottimale), poi si passa alla faringe ed alla laringe (è l’organo della fonazione, è coinvolto nella produzione di suoni durante l’espirazione), poi si passa alla trachea, ai grossi bronchi ed alle varie ramificazioni bronchiali fino ad arrivare agli alveoli polmonari, che hanno la funzione d’introdurre l’ossigeno che è indispensabile per attivare la quasi totalità delle reazioni presenti nel nostro corpo.

L’APPARATO DIGERENTE è in grado di trasportare il cibo per ricavare l’energia che ci serve per i nostri processi biochimici. È formato dalla cavità orale (ha la funzione di sminuzzare cibo attraverso i denti, di mescolare il cibo attraverso la lingua (rappresenta una sorta di mestolo) e di aggredire inizialmente il cibo con gli enzimi presenti nella saliva prodotti dalle ghiandole salivari), poi il bolo passa nella faringe e successivamente nell’esofago, poi si passa nello stomaco, che rappresenta una dilatazione sacciforme del condotto digerente che va dalla cavità boccale all’ano, formante l’apparato digerente, poi si passa all’intestino tenue (di piccolo calibro) formato da tre porzioni aventi funzioni diverse che sono il duodeno, il digiuno (è nella quasi totalità dei casi priva di cibo) e l’ileo, da cui si origina l’intestino crasso (di grosso calibro) che inizia dove l’ileo sbocca con la valvola ileo-cecale. Il primo tratto è rappresentato dal cieco, chiamato così perchè termina a fondo cieco, a cui è annessa una puntina terminale chiamata appendice, poi si passa al secondo tratto del colon, formato dal colon ascendente, dal colon trasverso, dal colon discendente, dal colon sigmoideo e per finire si passa all’intestino retto. Possiamo suddividere funzionalmente un settore ingerente (formato dalla cavità orale, dalla faringe e dall’esofago), un settore digerente (formato dallo stomaco e dal duodeno), un settore assorbente (formato dal digiuno, dall’ileo, dal cieco e dal colon, dove nella parte finale viene assorbita quasi esclusivamente acqua) ed un settore escretore (formato dal retto, che elimina il cibo da cui non si è riuscito ad estrarre nulla).

La FARINGE è un organo comune agli ultimi due apparati, formante una specie di grondaia con un apertura davanti che possiamo suddividere in tre porzioni principali: in alto, dove è in collegamento con le cavità nasali, forma la rinofaringe, in mezzo, collegata alla cavità orale è detta orofaringe, dove possiamo notare l’istmo delle fauci, un breve tratto di passaggio tra la cavità orale e la faringe, in particolare lo vediamo quando facciamo “AA” a bocca aperta davanti ad uno specchio. Infine l’ipofaringe o laringofaringe è la parte sottostante della faringe, in comunicazione con la laringe, dove è presente un semaforo che regola il passaggio dell’aria e del bolo alimentare. L’orofaringe rappresenta l’incrocio tra le due vie fondamentali della via digerente e della via respiratoria. A questo livello c’è un dispositivo che permette il passaggio di solo il bolo o di solo l’aria, tutte e due non possono passare contemporaneamente. Fino ad un anno il neonato può fare tutte e due le operazioni perchè la faringe è piuttosto corta, poi però perde questa capacità quando cresce e la faringe si allunga.