Anatomia di Tonsille e Appendice

Tonsille

Le tonsille sono postazioni di difesa dislocate soprattutto dove sono più frequenti i passaggi degli agenti patogeni, specie a livello dell’apparato respiratorio, digerente, intestinale.

 

Struttura macroscopica
Da un punto di vista macroscopico, abbiamo già studiato la sede della tonsille facenti parte dell’anello linfatico del Waldayer, all’incrocio tra le vie digerenti e respiratorie, costituito in senso cranio caudale dalla tonsilla faringea, dalla tonsilla palatina, tubarica e linguale, nonché dal tessuto linfoide diffuso che collega tali formazioni tonsillari formando un anello.

 

Struttura microscopica generale
Tutte le tonsille sono costituite dai seguenti elementi:

  1. Fessura, detta cripta, formatasi dall’introflessione di un epitelio di superficie che riveste la tonsilla.
  2. Tessuto linfoide posto profondamente all’epitelio, nel contesto della tonaca propria della mucosa, organizzato in follicoli linfatici (aree B dipendenti) e in aree interfollicolari (aree T dipendenti).
  3. Addensamento di tessuto connettivo che costituisce la capsula della tonsilla, posto profondamente a questo tessuto linfatico. Tra la cripta e la capsula è poi presente uno stroma reticolare che dà supporto a questo tessuto linfatico organizzato in follicoli o in aree interfollicolari.

 

Meccanismo di funzionamento
I linfociti invadono e infiltrano l’epitelio di superficie sovrastante al fine di stazionare nelle fessure o cripte e percepire invasioni di eventuali agenti esterni o antigeni, così da attivare la risposta immunitaria.

Conseguenza di questa invasione linfocitaria sono lo sfaldamento della membrana basale e la commistione di elementi epiteliali o epiteliomi con elementi linfatici, tanto che le tonsille (in analogie con il timo, ma con una sfumatura diversa) vengono dette organi linfo-epiteliali.

 

Forma delle cripte
Le cripte hanno forma varia a seconda della tonsilla considerata, rappresentando così un valido aiuto nella diagnosi differenziale: le cripte possono essere brevi, perpendicolari alla superficie, non ramificate, come nel caso della tonsilla linguale, oppure possono essere ramificate, disposte obliquamente e lunghe, come nella tonsilla palatina.

 

Tonsilla linguale
Essa è localizzata nella porzione retrosulcale mammellonata della faccia dorsale della lingua.
Da un punto di vista strutturale, presenta un epitelio di superficie di tipo pavimentoso pluristratificato varietà molle (epitelio orale) che si introflette per formare delle cripte corte, ortogonali alla superficie e non ramificate. Sotto all’epitelio vi sono sia aree follicolari B dipendenti che aree interfollicolari T dipendenti. Profondamente si rileva la capsula, addensamento di tessuto connettivo, sotto alla quale sono presenti l’abbondante muscolatura della lingua e le ghiandole mucose della lingua, efficiente sistema di lavaggio che impedisce che la tonsilla linguale vada in putrefazione. Ciò non accade invece a livello della tonsilla palatina, che da postazione di difesa diviene spesso punto di infezione.

Tonsilla palatina
E’ localizzata nella fossa palatina, tra l’arco palatoglosso e palatofaringeo, a livello dell’istmo delle fauci.
Presenta cripte lunghe e ramificate, oblique rispetto alla superficie, elemento chiave per il riconoscimento del vetrino. Il rivestimento è sempre di epitelio orale

Tonsilla faringea
Si differenzia per un rivestimento di epitelio non orale, ma respiratorio. Talora possono esserci comunque tratti di epitelio orale o pseudo-orale.

 

Appendice vermiforme

L’appendice vermiforme è un’altra tonsilla intestinale con infiltrazioni di tessuto linfatico organizzato in follicoli e in aree interfollicolari T dipendenti che infiltra tutta la sottomucosa e parte della mucosa, della quale si riconoscono però solo alcuni distretti.

Organizzazione strutturale
Si tratta di un organo cavo in quanto presenta un lume all’interno. Dall’esterno verso l’interno, la parete, molto spessa, è così costituita: si individua esternamente la sierosa, all’interno della quale vi sono due strati muscolari (circolari e longitudinali, come di consueto), poi la sottomucosa, un addensamento di tessuto linfatico e quindi, più internamente, un epitelio simile alla mucosa del crasso.

 

Placche di peyer

Si tratta di aree follicolari B dipendenti e aree interfollicolari B e T dipendenti situate nel contesto della sottomucosa dell’intestino e dell’ileo in particolare, per cui l’ileo si può distinguere dal digiuno proprio per la presenza di queste placche, che fungono da “tonsille intestinali”. Non si tratta propriamente di tonsille ma piuttosto di agglomerati linfocitari follicolari e non di linfociti B e T.