Anatomia dell’Ovaio

Apparato genitale femminile

L’apparato riproduttore femminile ha lo schema costitutivo generale dell’apparato riproduttore maschile, è cioè rappresentato dalle gonadi, che nel sesso femminile sono le ovaie, e dalle vie genitali.

Le vie genitali sono rappresentate dalle tube uterine, dall’utero e dal canale vaginale che è l’organo della copulazione.
>Differentemente dall’apparato riproduttore maschile, quello femminile non soltanto svolge le funzioni di gametogenesi e di attività endocrina che abbiamo già riscontrato nell’apparato riproduttore maschile, ma nell’ambito delle vie genitali femminili si svolgono anche diverse fasi del ciclo riproduttivo: fecondazione, annidamento, gravidanza e parto.

utero,ovaie,tube di fallloppionascita, nell’ovaio vi è un numero elevatissimo di follicoli primordiali, 400000, ciascuno dei quali contiene un ovocita primario. In realtà dalla nascita alla pubertà, quando la donna entra nel periodo fertile, i follicoli primordiali, quindi gli ovociti, si riducono enormemente di numero e diventano 40000.

Dalla pubertà e quindi dalla comparsa della prima mestruazione, il menarca femminile, alla menopausa, ovvero il periodo dopo il quale non c’è più ciclo ovarico e la donna diventa sterile, quindi in definitiva nel periodo fertile della donna (che è molto soggettivo, generalmente va dai 13 anni ai 50 più o meno), maturano 400 ovociti primari, cioè 400 follicoli.

La natura quindi si è premunita ponendo un numero 100 volte superiore di ovociti primari rispetto a quelli che in realtà servono, perché facendo il conto che dal momento in cui la donna entra nel periodo fertile e fino alla menopausa, ogni 28 giorni un follicolo primordiale matura e quindi un ovocita primario si sviluppa, ne possono maturare circa 400.

Nell’ovaio infantile abbiamo un organo delimitato esternamente dall’epitelio germinativo, detto erroneamente così perché originariamente si pensava che fosse questo epitelio proliferando verso il basso a dare origine agli ovociti; in realtà è stato dimostrato che gli ovociti derivano dalla parete del sacco vitellino. In realtà questo epitelio germinativo prolifera dando dei cordoni cellulari i quali danno origine alle cellule follicolari e non alle cellule germinali.
Queste derivano invece dalla parete del sacco vitellino. Sarebbe quindi più corretto chiamarlo ovarico, visto che circonda l’ovaio dove si trovano tutti i follicoli primordiali, vale a dire ovociti primari circondati da cellule follicolari piatte.


Ovaio

L’ovaio è un organo pari e laterale, simile ad una mandorla, anche come dimensioni (che variano in base al periodo della vita: prepuberale, fertile, menopausale), che presenta:

  • 2 facce: una mediale verso la cavità e una laterale che è appoggiata alla piccola pelvi;
  • 2 margini: uno anteriore in rapporto col peritoneo e uno posteriore libero;
  • 2 poli: uno superiore e uno inferiore.

All’ovaio arriva il peritoneo, il mesovario, che proviene dal mesosalpinge. In realtà il peritoneo del mesovario, che originariamente circonda la superficie dell’ovaio, viene ad essere riassorbito, quindi l’ovaio è l’unico organo nudo in cavità peritoneale. Questo fenomeno accade perché una sierosa e una sottosierosa darebbero fastidio ogni 28 giorni quando deve esserci l’ovulazione ovvero l’espulsione di qualcosa dall’interno dell’ovaio verso l’esterno. Quindi a delimitarlo esternamente c’è l’epitelio ovarico.

A livello dell’ilo dell’ovaio, là dove arriva il mesovario con vasi e nervi, il peritoneo si arresta nella condizione anatomica definitiva. Questa è quindi la linea di confine oltre la quale c’è peritoneo del mesovario, dopo la quale c’è soltanto l’epitelio follicolare o ovarico.

L’ovaio è dunque un organo parenchimatoso, intraperitoneale, ma non rivestito da peritoneo viscerale.

È delimitato da uno strato di cellule che formano l’epitelio ovarico o germinativo, sotto il quale c’è un esilissimo strato di connettivo detto falsa albuginea (così chiamata perché è molto più sottile dell’albuginea che riveste il testicolo).

L’ovaio può essere suddiviso in una zona corticale, dove osserviamo distribuiti follicoli in diversi stadi maturativi, oppure cicatrici di follicoli già ovulati, e in una zona midollare dove arrivano e si distribuiscono i vasi e i nervi.

In realtà nella midollare dell’ovaio ci sono anche delle cellule in prossimità dell’ilo simili alle cellule del Leydig del testicolo che producono androgeni. Questo fatto non deve meravigliare perché ad esempio la ghiandola surrenale produce androgeni ed estrogeni sia nel maschio che nella femmina.

Rapporti:

  • Faccia laterale: con la parete laterale della pelvi, anteriormente l’arteria ombelicale, indietro l’uretere
  • Faccia mediale: cavo retto uterino dove ci sono le anse del tenue e colon sigmoideo. È più facile che a sinistra venga in rapporto con il colon sigmoideo.
  • Polo superiore: è incappucciato dall’infundibulo e dalle fimbrie, e anche dal legamento sospensore dell’ovaio
  • Polo inferiore: vi arriva il legamento ovarico
  • Margine anteriore: in rapporto con il mesovario e indirettamente con la tuba che gli sta davanti.

La tuba uterina si dirige lateralmente facendo una curva, raggiunge il polo inferiore dell’ovaio e sale lungo la faccia mediale dell’ovaio vicino al margine anteriore, medialmente al mesovario; termina poi con le sue fimbrie sul polo superiore dell’ovaio. La tuba uterina può accostarsi più o meno sulla faccia mediale dell’ovaio e se si sposta medialmente con il suo meso (mesosalpinge) racchiude l’ovaio nella borsa ovarica.

La tuba uterina muove le fimbrie perché deve raccogliere l’uovo, perché se l’uovo viene fecondato ma non raccolto l’embrione si impianta nel peritoneo, va avanti fino al terzo mese, dopodiché se non si interviene muore.

Legamenti:

  • Mesovario: si stacca dal mesosalpinge a sfioccarsi sul margine anteriore dell’ovaio. È un accollamento di foglietti peritoneali che dal mesosalpinge si portano all’ovaio.
  • Legamento sospensore dell’ovaio: parte dal polo superiore dell’ovaio e si pota in alto sopra i vasi iliaci esterni per continuarsi col peritoneo che copre il muscolo grande psoas; è coperto da peritoneo nel cui ambito decorrono anche i vasi ovarici. L’arteria ovarica (l’equivalente della spermatica interna) nasce dall’aorta addominale, è un ramo pari destro e sinistro che nasce dalla faccia antero-mediale della aorta, scende e si porta assieme alle vene sopra al polo tubarico dell’ovaio.
  • Legamento proprio dell’ovaio (o utero-ovarico): collega il polo inferiore dell’ovaio all’angolo supero-laterale dell’utero.

La mesosalpinge è quella parte del legamento largo compresa fra la tuba, il legamento dell’ovaio e il mesovario

Il legamento largo è formato da due foglietti, uno anteriore e uno posteriore (vedi dopo). Quello posteriore (a livello della mesosalpinge) giunto dove c’è l’ovaio si dirige a ricoprire il margine anteriore, l’ilo, dove entrano i vasi e nervi che vanno a formare la midollare dell’ovaio di connettivo lasso (la corticale è la parte attiva dal punto di vista della ovogenesi). A questo punto il tessuto fibroso si trasforma in epitelio ovarico che ricopre il resto dell’ovaio. Solitamente i visceri hanno una superficie lucente e liscia per la presenza del peritoneo che li avvolge, l’ovaio invece è un organo abbastanza rugoso. C’è una linea che decorre lungo il margine anteriore dell’ovaio che indica il punto dove si ferma il peritoneo e parte l’epitelio ovarico. Questo fa sì che quando un follicolo si apre c’è una emorragia ma non così grossa come se ci fosse il peritoneo. L’uovo viene raccolto dalle fimbrie.

La tuba uterina arriva al polo inferiore dell’ovaio, risale verso il polo superiore stando sul margine anteriore medialmente al mesovario; può portarsi in certi casi più indietro e spostarsi verso il margine posteriore, se così succede la tuba uterina con la sua mesosalpinge ricopre medialmente l’ovaio e tra mesosalpinge ed ovaio si crea un recesso peritoneale chiamato borsa ovarica; questa cavità è chiusa in avanti, indietro è invece aperta nella cavità peritoneale. In questo caso quindi le formazioni in senso latero-mediale sono: muscolo otturatore interno, fossa ovarica, ovaio (con mesovario), borsa ovarica, mesosalpinge. Questo è comunque un fatto non costante variabile nella sua estensione; l’ampiezza di questa borsa è tanto maggiore quanto più la tuba si sposta indietro.