Anatomia dello Stomaco

I cibi arrivano allo stomaco velocemente attraverso l’esofago.
Appare spesso esagerato nelle immagini, che sono realizzati osservando i cadaveri il cui stomaco è colmo di gas.

Ha la forma di una grande sacca il cui margine destro scende seguendo una linea continua che dall’esofago si porta allo stomaco (piccola curvatura gastrica), è priva di segni macroscopici che indichino la fine dell’esofago e l’inizio dello stomaco.
A sinistra, la grande curvatura forma un angolo molto acuto (incisura cardiale) rivolto verso l’alto con il margine sinistro dell’esofago.


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L’incisura cardiale rappresenta un indice preciso della localizzazione del cardias, che è la il punto di passaggio fra i due visceri.
Lo stomaco presenta una convessità verso l’alto (la cupola) e poi è convesso verso sinistra e verso il basso per poi continuarsi nel piloro.

La piccola curvatura è concava verso destra e verso l’alto e viene giù in modo insensibile dal margine destro dell’esofago. La grande curvatura forma un angolo acuto con il margine di sinistra dell’esofago. La grande e la piccola curvatura si continuano poi nel duodeno.

Da un punto di vista macroscopico si distinguono:

Fondo dello stomaco
E’ chiamato bolla gastrica, perché in un soggetto in piedi è colmo di gas.
È limitato da una linea orizzontale condotta attraverso l’incisura cardiale.
A livello del cardias non vi è uno sfintere e la funzione di controllo dell’apertura e della chiusura del cardias è data soprattutto dal diaframma con i suoi pilastri.
A causa di alcune dilatazioni dello iato esofageo del diaframma si possono formare delle ernie, ovvero protusioni dello stomaco che entrano nella cavità toracica.
In queste condizioni l’esofago va incontro ad abrasione. La mucosa dell’esofago non è in grado di proteggersi dall’acidità del secreto gastrico, infatti presenta un epitelio pavimentoso stratificato di varietà molle.


Corpo dello stomaco.
Ha come limite inferiore un segno appena pronunciato della piccola curvatura, detto incisura angolare, che corrisponde al ginocchio gastrico sulla grande curvatura.
Il corpo e il fondo formano la parte verticale dello stomaco.
La parte orizzontale parte dall’incisura angolare del ginocchio gastrico. Comprende la parte più dilatata che è complessivamente la zona pilorica, costituita da antro e canale pilorico.

Il canale termina nel piloro dove vi è uno sfintere tramite il quale lo stomaco è in continuità col bulbo duodenale.
Lo sfintere si apre a intervalli e consente l’uscita del chimo gastrico nel duodeno a fiotti progressivi.

Lo stomaco può essere di diversa posizione e di diversa forma, quello normale è definito ortotonico.
Nelle radiografie lo stomaco è piuttosto contratto e si fatica a distinguerlo dalle anse intestinali, lo si distingue più che altro per l’incisura presente a ridosso dell’esofago (incisura caridiale).

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Rapporti anatomici dello stomaco

Lo stomaco occupa la regione dell’epigastrio e parte dell’ipocondrio di sinistra. La linea mediana cade fra l’antro e il canale pilorico circa.
La parte anteriore viene in rapporto lungo la piccola curvatura e la zona pilorica con il lobo sinistro del fegato.
È in rapporto direttamente con la parte addominale anteriore, nel campo gastrico dell’epigastrio. L’epigastrio prevede anche un campo epatico più a destra. Eseguendo una percussione sul campo epatico si ascolta un suono ottuso, mentre percuotendo lo stomaco si ascolta un suono di tamburo (se lo stomaco non è pieno). Infine è in rapporto con il diaframma.
Posteriormente lo stomaco si rapporta in modo indiretto (tramite la borsa omentale) con la milza, col diaframma, con la ghiandola surrenale e il rene di sinistra e con il pancreas.
Più sotto poggia sul mesocolon, sul colon trasverso e sulla flessura duodeno-digiunale.
Queste strutture, per il tipo di rapporto che contraggono nello stomaco, rappresentano nel loro insieme il letto gastrico.

 

Origine

Inizialmente lo stomaco è disposto sul piano sagittale. Presenta due facce laterali, una destra e una sinistra, un margine concavo disposto ventralmente e un margine convesso rivolto posteriormente. Dalla piccola curvatura parte il mesogastrio ventrale diretto alla parete anteriore, dalla grande curvatura si diparte il mesogastrio dorsale.
In prossimità del mesogastrio ventrale si trova il fegato che poi si sviluppa. Lo stomaco è in rapporto col fegato tramite il piccolo omento, che deriva per l’appunto dal mesogastrio ventrale.
Lo stomaco ruota di 90° in senso orario ponendo la piccola curvatura a destra e la grande curvatura a sinistra.
Nell’ambito del mesogastrio dorsale si sviluppano la milza (all’interno), il pancreas, che dapprima è intraperitoneale e poi si accolla alla parete per divenire retroperitoneale.
Inizialmente la borsa omentale comunicava con il grande omento.

 

La borsa omentale

Dietro allo stomaco vi è un recesso della cavità peritoneale che passa davanti al rene di sinistra, davanti alla vena cava inferiore, al pancreas e arriva fino all’ilo della milza.
Presenta una parete anteriore, data dal piccolo omento che si porta al fegato e dalla parete posteriore dello stomaco.
La parete posteriore della borsa omentale corrisponde agli organi retroperitoneali, quali il pancreas, il rene e i grossi vasi che passano in questa regione (arteria celiaca e aorta).
In alto la cavità è limitata dal recesso diaframmatico.
A sinistra è limitata dal recesso lienale dove sono presenti i legamenti anteriore e posteriore della milza.
In basso è limitata da un recesso inferiore che scende verso il grande omento.
Questa retrocavità comunica con la grande cavità peritoneale attraverso il foro omentale di Winslow. Il foro, detto anche foro epiploico, è delimitato anteriormente dalla vena porta, posteriormente dalla vena cava ricoperta dal peritoneo. Inferiormente è circoscritto dal bulbo duodenale e all’ansa dell’arteria epatica comune (che nasce dal tronco celiaco) e superiormente il foro è limitato dall’arteria gastrica di sinistra.
Dal tronco celiaco nascono tre arterie:

  • l’arteria gastrica di sinistra
  • l’arteria lienale
  • l’arteria epatica comune

L’arteria epatica comune passa sotto il foro epiploico e si infila nel legamento epato-duodenale dove sono contenute anche la vena porta e il dotto coledoco.
L’arteria gastrica di sinistra viene a formare un arco sopra il foro epiploico.
Questi vasi non sono sullo stesso piano ma l’arteria epatica si dirige verso destra e l’arteria gastrica verso sinistra, si forma una sorta di anfratto detto vestibolo omentale.

 

Grande omento

È una piega peritoneale tesa fra la grande curvatura dello stomaco e il colon trasverso. I due foglietti, anteriore e posteriore, provenienti dalla parete anteriore e posteriore dello stomaco scendono verso la sinfisi pubica senza mai raggiungerla, poi si ribaltano indietro e salgono. Alla fine i due foglietti in risalita vanno a fissarsi sul colon trasverso.
Il grande omento è formato da quattro foglietti peritoneali, due anteriori e due posteriori, che formano la parte anteriore e quella posteriore. I foglietti anteriori si accollano e si portano in basso, a livello del pube risalgono e si portano sopra al colon trasverso. In corrispondenza del colon trasverso i fogli posteriori si accollano sulla superficie posteriore.
La borsa omentale è limitata inferiormente dal recesso omentale, a sinistra dal recesso splenico e superiormente dal recesso diaframmatico. Comunica a destra con la grande cavità peritoneale mediante il foro epiploico.
Alla nascita i quattro foglietti si incollano fra loro. Dunque si osserva che la borsa omentale, solo durante la vita embrionale, comunica in basso con l’interstizio fra le due pagine del grande omento.
La grande curvatura gastrica inoltre si attacca al colon trasverso formando il legamento gastro-colico.
Il grande omento è infarcito di lobuli adiposi e di tessuto linfatico organizzato in modo diffuso, costituendo così un importante stazione di difesa per le infezioni alle anse intestinali, nel tentativo di contrastare un’infiammazione il grande omento aderisce all’intestino (ad esempio nel caso dell’appendicite).

 

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Lungo la piccola curvatura gastrica e lungo la grande curvatura gastrica, si osservano arterie provenienti da destra e da sinistra che si incontrano a pieno canale formando un’arcata arteriosa.
Le arterie decorrono fra i due foglietti del legamento gastroepatico, che si attaccano lungo la piccola curvatura.
Lungo la piccola curvatura giunge da sinistra l’arteria gastrica di sinistra che nasce dall’arteria celiaca e incontra a pieno canale l’arteria gastrica di destra, che si stacca nella maggior parte dei casi dall’arteria epatica propria (prima che questa penetri nel legamento epato-duodenale).
Lungo la grande curvatura vi è una grande arcata arteriosa formata da due arterie dette arterie gastro-epiploiche. L’arteria gastro-epiploica di sinistra nasce dall’arteria lienale, quella di destra nasce da un ramo dell’arteria epatica comune, ovvero l’arteria gastro-duodenale.
L’arteria epatica comune infatti si divide in arteria epatica propria e arteria gastro-duodenale, da cui si stacca l’arteria gastro-epiploica di destra.
Le arterie si chiamano gastro-epiploiche perché danno rami allo stomaco e al grande omento.
I vasi arteriosi del grande omento provengono da queste arterie.
Le arterie epiploiche stanno fra i due foglietti della pagina anteriore del grande omento.

Anteriormente lo stomaco è rivestito da peritoneo, invece posteriormente, a livello del cardias, il peritoneo non sale a coprire tutto lo stomaco ma si riporta indietro sul diaframma. Sia l’ultimo tratto dell’esofago che il primo tratto dello stomaco posteriormente non sono ricoperti da peritoneo.

Le vene drenano tutte nel circolo portale.
Vi è un’arcata venosa lungo la piccola curvatura e un’arcata venosa lungo la grande curvatura.
Lungo la piccola curvatura la vena gastrica di sinistra e la vena gastrica di destra formano la vena coronaria dello stomaco, che è un affluente della vena porta.
Lungo la grande curvatura si trova l’arcata venosa gastro-epiploica. Per quanto riguarda questa arcata, la vena gastro-epiploica di sinistra si getta nella vena lienale mentre la vena gastro-epiploica di destra è un’affluente della vena mesenterica superiore.
La vena destra ha comunque varie possibilità di terminazione.
Ricordiamo che le vene gastro-epiploiche sono anche chiamate vene gastro-omentali per sottolineare che drenano il sangue del grande omento.

 

Circolazione linfatica dello stomaco

I linfatici dello stomaco che decorrono lungo la piccola e la grande curvatura vanno a terminare nel plesso celiaco e tramite questo nel dotto epatico intestinale, quindi nel dotto toracico.

 

Innervazione dello stomaco

Lo stomaco è innervato da simpatico e parasimpatico (nervo vago).
Le formazioni nervose si perdono nei gangli e nel plesso celiaco, dal plesso celiaco seguendo le arterie contattano l’organo.
Il parasimpatico stimola la secrezione gastrica e lo svuotamento dello stomaco, l’ortosimpatico agisce in modo contrario.