Anatomia dell’epitalamo

Il diencefalo è composto dall’epitalamo, dal talamo, dal ipotalamo e dal subtalamo, con l’ipotalamo ed il subtalamo che stanno sotto al talamo, con l’ipotalamo posto in posizione più mediale.

Iniziamo con l’analizzare l’EPITALAMO: esso è formato dalla stria midollare, dal trigono dell’abenula, dalle abenule, dall’epifisi e dalla commistura posteriore. Nello specifico se osserviamo il tronco cerebrale dalla sua faccia posteriore, dopo aver asportato i peduncoli cerebrali e divaricato gli emisferi, vediamo al centro l’EPIFISI, che è una formazione epitalamica impari situata fra i due tubercoli quadrigemini superiori (osserviamo in posizione più laterale anche il pulvinar, la porzione posteriore del talamo), e che ha funzione endocrina, che espleta tramite la produzione di melatonina. Poi superiormente all’epifisi abbiamo i TRIGONI DELL’ABENULA, uno a destra e uno a sinistra, con forma più o meno triangolare, al cui interno troviamo i NUCLEI DELL’ABENULA, che hanno funzione riflessogena, perché rientrano nel riflesso olfattivo responsabile ad esempio della lacrimazione in presenza di odori acri e pungenti o dell’ipersalivazione che si verifica quando si sente odore di cibo all’ora di pranzo. Nello specifico tale via riflessogena ha il seguente percorso, ovvero i segnali di natura olfattiva vengono trasportati da fasci sensitivi alla corteccia cerebrale, poi dall’area olfattiva settale della corteccia del lobo limbico parte la STRIA MIDOLLARE DEL TALAMO che arriva al nucleo dell’abenula, dal quale parte il fascio abenulo-interpeduncolare diretto al nucleo interpeduncolare.

Nervo olfattivo,bulbo,olfatto,naso

Infine dal nucleo interpeduncolare partono delle fibre che arrivano alla sostanza reticolare e ai tubercoli quadrigemini superiori, dai quali parte il fascio in discesa che arriva ai nuclei salivatori superiore (da cui partono le fibre del nervo intermedio che innervano le ghiandole lacrimale, sottomandibolare e sottolinguale) ed inferiore (da cui partono fibre del glossofaringeo che innervano la parotide).

L’EPIFISI, che è una formazione diencefalica a funzione ghiandolare endocrina, detta per questo ghiandola pineale, risente dei cicli giorno/notte e luce/buio, difatti è inattivata durante il giorno attraverso una complicata via nervosa, mentre agisce durante la notte, producendo la melatonina, che rappresenta il punto di partenza di una importante cascata ormonale, che agisce sull’asse ipotalamo-ipofisario con un’azione inibitoria. Infatti l’ipotalamo, di cui parleremo più avanti, è connesso all’ipofisi attraverso il peduncolo ipofisario, mentre l’ipofisi, come già sappiamo, poggia sulla sella turcica dello sfenoide.

Nello specifico abbiamo che quando l’epifisi agisce sull’ipotalamo, blocca la produzione, da parte di alcune zone dell’ipotalamo, degli ormoni rilascianti (li si indica con la sigla RH-releasing hormons), che normalmente vengono rilasciati nel circolo portale e poi raggiungono l’adenoipofisi, la porzione più anteriore dell’ipofisi, mentre la porzione più posteriore è la neuroipofisi. L’adenoipofisi è formata da diverse cellule epiteliali ghiandolari endocrine, che produzono prodotti diversi. L’ipotalamo produce quindi tanti ormoni rilascianti quanti sono quelli prodotti dall’adenoipofisi, alcuni dei quali agiscono su altre ghiandole endocrine regolandone l’attività, come ad esempio l’ormone tireotropo, che induce la tiroide a produrre i propri ormoni, l’LH e l’FSH, che agiscono invece su cellule endocrine dell’ovaio e del testicolo. In definitiva tale cascata ormonale dipende dall’epifisi, difatti funziona di giorno perché l’epifisi è inattiva, cioè non produce gli ormoni che andrebbero ad inibire la cascata, mentre di notte avviene il contrario.

Esaminiamo meglio ciò che accade in presenza di luce: in particolare abbiamo che di giorno la via nervosa, che si attiva, parte ovviamente dalle vie ottiche e arriva al nucleo sovrachiasmatico, localizzato nell’ipotalamo, da cui parte la via sovrachiasmatica-reticolare, che arriva alle cellule reticolari, che stanno in tutto il tegmento del tronco cerebrale e dalle quali parte la via reticolo-spinale, che raggiunge il nucleo intermedio laterale localizzato nei mielomeri toracici da T1 ad L2, arrivando però solamente fino ai mielomeri più alti. Poi le fibre della via reticolo-spinale fanno sinapsi con i motoneuroni della radice anteriore, attraverso la quale si passa al nervo spinale e quindi, tramite il ramo comunicante bianco, si arriva alla catena laterovertebrale del simpatico. Da qui le fibre salgono fino al ganglio cervicale superiore, dove avviene la sinapsi con i motoneuroni viscerali e da dove partono le fibre postgangliari mieliniche, che formano il nervo bonario, che segue l’avventizia delle arterie e raggiunge infine l’epifisi, inibendola. In condizione di buio, invece, viene liberato un neurotrasmettitore eccitatorio, che attiva la ghiandola pineale, che a partire dal triptofano, attraverso varie tappe che passano per la serotonina, produce melatonina.