Anatomia del Peritoneo

Immaginate che la stanza in cui vi trovate rappresenti la cavità addominale con le sue pareti ed il pavimento, i quali sono completamente rivestiti da una tenda appoggiata, che rappresenta il peritoneo parietale.

Il peritoneo parietale è costituito da mesotelio (epitelio piatto) e lamina propria (uguale a tutte le lamine sierose), la quale poggia su una sottosierosa formata da connettivo lasso.

I vasi che sono contenuti nella sottosierosa e nella lamina propria sono costituiti da una parte arteriosa che trasuda sangue dell’emolinfa che al di fuori diventa liquido extracellulare, il quale poi viene raccolto dalle vene e portato via.
Ciò succede sempre nell’ambito dei connettivi lassi dove c’è una circolazione dalla parte arteriosa dei capillari.

Linfonodi addominali,peritoneo,pancreas

Da questi capillari fuoriesce acqua con tutti i nutrienti e ossigeno e rientra nella parte venosa grazie alla linfa.
Quando però siamo nei pressi di una cavità (come ad esempio la cavità sinusoidale, le cavità della camera anteriore e posteriore dell’occhio, la cavità pericardica, la cavità appunto peritoneale) il liquido che fuoriesce dalla parte arteriosa e rientra in quella venosa casca nella cavità divenendo così il liquido sieroso, un liquido fluido della cavità in questione (ad esempio peritoneale o pericardico).
Tutte le volte che si manifestano delle infiammazioni come pericarditi, peritoniti o pleuriti c’è una vasodilatazione e aumenta questo liquido in modo eccessivo.

Questo peritoneo parietale dunque ricopre tutte le pareti addominali.
All’interno della cavità possiamo trovare visceri “appoggiati ” alla parete e ricoperti da peritoneo. Questi visceri vengono chiamati  organi retro-peritoneali. In questo caso il peritoneo incolla alla parete il viscere, infatti un viscere retro-peritoneale è fisso perché è bloccato dalla sottosierosa che si ispessisce grazie a dei legamenti.
Se il viscere si trova sotto il sacco peritoneale, cioè appoggiato al pavimento della cavità e ricoperto dal peritoneo, si tratta di un organo sotto-peritoneale.
Se il viscere è attaccato alla parete anteriore e posteriormente è ricoperto da peritoneo si tratta di un organo pre-peritoneale, sempre fisso ed extraperitoneale al di fuori della cavità. I visceri pre-peritoneali sono molto pochi e sono scolpiti sulla parete anteriore: l’uraco, il legamento ombelicale, i vasi epigastrici, i quali decorrono accollati alla parete muscolare e sono ricoperti dietro dal peritoneo.

Nel caso in cui un viscere retro-peritoneale si addentri all’interno della cavità, trascinando con sé anche il peritoneo,  non verrà in rapporto con il liquido peritoneale perché il peritoneo si interpone.


Il peritoneo che viene trascinato all’interno della cavità si accolla rimanendo collegato alla parete e continuandosi all’esterno. In questo caso diciamo che l’organo è intra-peritoneale e la parte di peritoneo che lo riveste è  peritoneo viscerale, mentre la formazione posteriore formata dai due foglietti di destra e sinistra accollati che va verso la parete forma il legamento. Si tratta perciò di un viscere mobile e la sua mobilità varia in dipendenza della lunghezza di questo legamento (se è corto mi muovo meno rispetto a quando è lungo). Questi legamenti sono chiamati mesenteri (o meso) e sono formati da due foglietti peritoneali incollati per mezzo delle loro sottosierose. Infatti ogni foglietto possiede un mesotelio (che guarda verso la cavità), la lamina propria (che guarda all’esterno) che poggia sulla propria sottosierosa, per cui in mezzo il meso è costituito da tessuto connettivo lasso dato dall’unione delle due sottosierose. In questo spazio decorrono i vasi ed i nervi che vanno rispettivamente a vascolarizzare ed a innervare il viscere.

Questa diversa disposizione dei visceri è basata sulla mobilità di ciascuno. Gli organi che devono rimanere fissi sono ad esempio quelli con un dotto escretore, come il duodeno a cui arriva il condotto del fegato ed il condotto del pancreas. Se questi fossero mobili il loro dotto escretore rischierebbe di attorcigliarsi. Sono invece mobili le anse intestinali o l’utero.

fegato,stomaco,pancreas,milza

 

Nella cavità vi è il liquido peritoneale, il quale viene continuamente rinnovato. In caso di idrocefalo, per drenare l’eccesso di liquido si conduce una cannula fino alla cavità peritoneale. Il liquido è lo stesso perchè anche il liquido cefalo-rachidiano è il risultato della stessa filtrazione del sangue.

schema1

  1. Questo è un viscere attaccato alla parete, si tratta di un organo retro-peritoneale rivestito da peritoneo parietale. Se invece fosse al davanti della parete anteriore sarebbe un organo pre-peritoneale.
  2. Questo è un viscere intra-peritoneale, il peritoneo parietale riveste la cavità, il legamento è dato dal meso il cui asse è formato da connettivo lasso, mentre l’organo propriamente detto è rivestito da peritoneo viscerale. Il mesentere conferisce mobilità e, allo stesso tempo, è vascolarizzato ed innervato da vasi e nervi.

Negli organi retro-peritoneali si possono formare dei legamenti che sono ispessimenti della sottosierosa, la quale diventa più robusta e fibrosa:

  • legamento parieto-viscerale se collega il viscere alla parete
  • legamento intra-viscerale se collega due visceri tra loro
  • recesso o cavo peritoneale quando due organi sporgono e creano un anfratto fra di loro.

La matassa dell’intestino tenue data dalle anse intestinali, ad eccetto del duodeno, è molto mobile perché infatti hanno un lungo meso, che in particolare nell’intestino tenue prende il nome di mesenterio, al cui interno decorrono arterie, vene e nervi.

Esiste anche la possibilità che un viscere sia originariamente intra-peritoneale e successivamente a seguito di spostamenti durante lo sviluppo embrionale si sposti e venga ad accollarsi alla parete, accorciando in questo modo il suo meso. Ciò avviene ad esempio per il duodeno ed in parte anche per il pancreas.

c. Nella figura è rappresentato un viscere intra-peritoneale rivestito da peritoneo viscerale, collegato attraverso al meso alla parete della cavità, la quale è rivestita nel suo contorno da peritoneo parietale.schema2

d. In questa figura è rappresentato un viscere che in seguito allo sviluppo da intraperitoneale è diventato un viscere secondariamente retroperitoneale. Il meso si va ad accollare alla parete interna della cavità, un foglietto peritoneale rimane e diventa il peritoneo parietale, l’altro si incolla alla parete e va a costituire una fascia (come ad esempio la fascia renale o la fascia deltoide), la quale può rappresentare un piano di clivaggio per andare a scollare i visceri. Con questo processo l’organo da mobile diventa fisso.

e. Nella figura è rappresentato una cavità rivestita esternamente da peritoneo parietale, al quale è attaccato per mezzo di un mesentere è attaccato un viscere, che a sua volta è collegato ad un altro viscere con un omento, che ha la stessa struttura di un meso. Sono entrambi visceri intra-peritoneali rivestiti da peritoneo viscerale.Untitled

I legamenti peritoneali che collegano due visceri intra-peritoneali sono chiamati omenti (o epiplon), i quali sono sempre costituiti da due foglietti accollati tra loro per mezzo della sottosierosa, i vasi arrivano al primo viscere poi attraverso l’omento arrivano anche all’altro.

Tra lo stomaco ed il fegato vi è il piccolo omento, mentre il grande omento parte dalla grande curvatura dello stomaco, scende fino alle vene del pube, per poi entrare ed attaccarsi al colon traverso.

Lo stomaco è al centro di una serie di omenti, cioè di legamenti peritoneali tra organo e organo. Gli omenti sono costituiti da mesentere, ma non si trovano in stretto rapporto con la parete in quanto hanno la funzione di collegare due organi tra di loro e non un singolo organo con la parete della cavità.

Il grande omento parte dalla grande curvatura stomaco, scende portandosi quasi alla sinfisi pubica e ritorna indietro arrivando fino al colon trasverso, è una sorta di “grembiule” che ricopre le anse intestinali in cui sono presenti molti lobuli di grasso e raggruppamenti linfatici. Questo ci fa comprendere come in realtà il grande omento sia mobile e possa essere sollevato, infatti, se lo facciamo possiamo vedere tutte le anse del tenue.
Il piccolo omento va dallo stomaco e dal duodeno fino all’ilo del fegato.

 

La grande cavità peritoneale, escluso il piccolo bacino, è divisa in 2 logge:

  1. sopramesocolica
  2. sottomesocolica

Il limite tra queste due logge è dato dal colon trasverso (completamente intraperitoneale) in unione ai foglietti del suo meso (uno sotto e uno sopra). Il mesocolon si unisce alla parete addominale secondo una linea orizzontale.
Intuitivamente, ciò che sta sopra al mesocolon è la loggia sopramesocolica, tutto quello che si trova al di sotto di questo meso invece costituisce la loggia sottomesocolica.
Queste 2 logge comunicano tra loro passando al davanti del colon trasverso, mentre a livello del mesocolon fino al colon non c’è collegamento. Entrambe le logge posseggono organi intraperitoneali e retroperitoneali.

Nella loggia sovramesocolica sono 3 gli organi intraperitoneali:

  • il fegato che occupa l’ipocondrio di destra e parte dell’epigastrio
  • lo stomaco che parte dell’epigastrio e dell’ipocondrio di sinistra
  • la milza che occupa l’ipocondrio di sinistra

Nella loggia sottomesocolica l’unico organo intraperitoneale è costituito dalla matassa di anse dell’intestino tenue.

Ora occorre descrivere la linea di attacco del mesocolon trasverso, ricordando prima quali organi retroperitoneali vengono in rapporto con la cavità peritoneale e gli organi in essa contenuti.

Nella loggia sopramesocolica gli organi retroperitoneali sono parte del duodeno (superiore), rene di destra, pancreas, milza e rene di sinistra.

Nella loggia sottomesocolica gli organi retroperitoneali sono porzione inferiore del duodeno ,vena cava inferiore, ureteri e aorta. tutte queste formazioni vengono in rapporto in avanti con le anse dell’intestino tenue.

Il colon trasverso non è perfettamente orizzontale, il foglietto sopra prospetta anche anteriormente, mentre quello sotto è orientato parzialmente all’indietro.

La radice (dove si attaccano i 2 foglietti) del mesocolon trasverso inizia dal polo inferiore del rene di destra (tutto il colon ascendente è retro-peritoneale), da qui i foglietti si accollano, portandosi poi con una direzione tendente a sinistra e in alto, tagliano circa a metà il tratto discendente del duodeno per entrare in contatto con la testa del pancreas, rimanendo nella sua porzione inferiore, subito sopra al processo uncinato (che rimane sotto il pancreas stesso), dove si apprezzano l’arteria mesenterica superiore e la vena. Procedono poi lungo il margine anteriore pancreatico , terminando quindi più in alto rispetto al rene di destra, sul rene di sinistra.
Il duodeno, ad esempio, ha una porzione retro-peritoneale, di cui una parte si affaccia alla loggia sopramesocolica, l’altra in quella sotto.
Fegato, stomaco e milza (organi intraperitoneali) entrano in rapporto con organi retro-peritoneali sovramescolici, in particolare il fegato entra in rapporto con il rene destro, con il tratto discendente del duodeno (fino ad un certo punto perchè inferiormente è ostacolato dal mesocolon), mentre lo stomaco con il pancreas.