Anatomia del cervelletto

Il CERVELLETTO è posto dorsalmente rispetto al tronco cerebrale, difatti macroscopicamente vediamo, in sezione sagittale, il tronco (mesencefalo, ponte e bulbo), il cervelletto, il 4° ventricolo (base e tetto), il velo midollare superiore in corrispondenza della parte superiore del tetto del 4° ventricolo, e la tela corioidea con i plessi nella parte inferiore del triangolo inferiore che forma il tetto del quarto ventricolo. In particolare abbiamo che il cervelletto è collegato al tronco grazie a tre coppie di peduncoli: i peduncoli cerebellari superiori, che collegano il cervelletto al mesencefalo e tra i quali è situato il velo midollare superiore, i peduncoli cerebellari medi, che sono i più grossi e collegano il cervelletto al ponte, ed i peduncoli cerebellari inferiori, chiamati anche corpi restiformi, che collegano il cervelletto al bulbo o midollo allungato e tra i quali si trova la tela corioidea. Vediamo poi il tentorio del cervelletto, che posto orizzontalmente separa il cervelletto dalla parte più posteriore degli emisferi cerebrali, cioè dai lobi occipitali, e l’ilo del cervelletto, chiamato anche fastigium del cervelletto, che è il punto che corrisponde all’apice del tetto del quarto ventricolo ed al punto in cui arrivano i tre peduncoli cerebellari.

Entrando più nello specifico abbiamo che il cervelletto ha una forma a lente appiattita, con una faccia superiore abbastanza pianeggiante, e una faccia inferiore più convessa, ed è formato da tre parti: una parte centrale che si chiama verme ed è fatto a C, con l’apertura che guarda in avanti, e due parti laterali che costituiscono i due emisferi cerebellari, quello di destra e quello di sinistra. Quindi nel suo complesso il cervelletto ha un diametro trasversale intorno ai 10 cm, (il verme è spesso circa 3 cm e gli emisferi circa 6 cm) e un peso che si aggira intorno ai 150 grammi. Bisogna poi osservare che il cervelletto al suo interno presenta della sostanza bianca, detta corpo midollare centrale, nella quale ci sono però dei nuclei di sostanza grigia (tipo il nucleo dentato, il nucleo emboliforme ed il nucleo globoso) e che è rivestita esternamente dalla corteccia cerebellare, che è sostanza grigia. Sappiamo infatti che durante l’organogenesi e l’istogenesi delle cellule del sistema nervoso centrale avviene una migrazione verso la periferia di neuroni localizzati al centro, che rimangono sempre collegati a quelli che rimangono in posizione centrale, quindi nel caso del cervelletto è avvenuto questo, abbiamo infatti una corteccia cerebellare di sostanza grigia posta esternamente e un corpo midollare con i nuclei di sostanza grigia posti più profondamente. D’altra parte la corteccia cerebellare, insieme alla corteccia cerebrale, rappresenta nell’uomo un vero e proprio centro di integrazione. (Anche i tubercoli quadrigemelli superiori sono dei centri di integrazione rudimentali, però nei tubercoli quadrigemelli superiori la parte più superficiale è formata da uno strato di sostanza bianca, seppur sottile).

In particolare per quanto riguarda la corteccia cerebellare, formata dunque da sostanza grigia, abbiamo che tale corteccia, molto rugosa, è solcata da dei solchi che vanno da un emisfero all’altro, senza mai interrompersi, nemmeno nel verme. Quindi sulla superficie del cervelletto troviamo dei solchi più grossi, più profondi, chiamati primari, che sepimentano il cervelletto e dei solchi, chiamati secondari e terziari, più piccoli che sepimentano dunque il cervelletto in comparti sempre più piccoli. I solchi, dunque, dividono il cervelletto in unità più piccole, difatti abbiamo che il cervelletto è diviso in lobi cerebellari, che sono le unità di superficie delimitate da solchi più profondi, poi ogni lobo a sua volta è diviso in lobuli da solchi meno profondi, dopo ogni lobulo è diviso in lamine da solchi ancora più sottili, infine ogni lamina è divisa in lamelle. Nel complesso tutto questo insieme di solchi che sono tutti paralleli tra di loro, serve ad aumentare la superficie e quindi la quantità di neuroni presenti a livello della corteccia cerebellare, nonché il numero di connessioni e il numero di integrazioni.

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Al centro del cervelletto abbiamo invece il corpo midollare di sostanza bianca, che, man mano che si porta perifericamente, si ramifica in rami di sostanza bianca inizialmente grandi, poi dai questi se ne dipartono altri più piccoli, che a loro volta si dividono in rami ancora più sottili e così via. Quindi la lamella, che abbiamo detto essere l’unità più piccola, è data da un’asse di sostanza bianca al centro rivestita esternamente da sostanza grigia, ed ogni unità anche più grossa ha sempre al suo interno un asse di sostanza bianca.

Analizziamo ora lo schema che serve per farci capire quali sono le varie porzioni del cervelletto, e come è organizzato (all’esame non ci chiederà tutti i lobi del verme o degli emisferi).

Per prima cosa possiamo osservare che la fessura orizzontale divide il cervelletto in due parti: una parte superiore che è la porzione superiore del verme (la parte superiore della C) con a fianco la porzione superiore dell’emisfero cerebellare, e una parte inferiore che è la porzione inferiore del verme, con a fianco la parte inferiore dell’emisfero cerebellare. Notiamo poi altre due fessure che dividono il cervelletto in tre lobi: uno anteriore, uno medio, e uno posteriore. In particolare il lobo anteriore che è localizzato insieme a metà del lobo medio nella faccia superiore del cervelletto, è diviso dal lobo medio dalla fessura anteriore, mentre il lobo posteriore, che è localizzato, insieme all’altra metà del medio, nella faccia cerebellare inferiore, è diviso dal lobo medio dalla fessura prepiramidale. Infine abbiamo degli altri solchi meno pronunciati che dividono gli emisferi e il verme in lobuli (i cui nomi possiamo vedere sulla scheda), che sono a loro volta divisi in lamine, divise anch’esse in lamelle. E questa grande quantità di solchi, primari, secondari e terziari è dovuta alla necessità di ampliare la superficie, e quindi di aumentare il numero di neuroni. Al di fuori del lobo posteriore abbiamo la parte noduloflocculare.

In realtà quello che è importante sia dal punto di vista clinico, che dal punto di vista funzionale, è la divisione del cervelletto nelle porzioni archicerebello, paleocerebello, neocerebello. Nello specifico abbiamo che la parte “archi”, che è la porzione di origine più antica, regola l’equilibrio del corpo, ed è formata dal nodulo del verme e dal flocculo dell’emisfero, due parti che guardano in corrispondenza della superficie inferiore del cervelletto e che si trovano in prossimità dell’ilo del cervelletto, il punto dove arrivano le tre coppie di peduncoli cerebellari. La parte “paleo” invece, chiamata anche spinocerebellare, perché è per lo più collegata al midollo spinale, comprende tutto il verme (escluso il nodulo) e la porzione paravermiana degli emisferi, quella vicina al verme. Infine la porzione “neo”, di origine più recente, corrisponde alla restante parte degli emisferi, quella più lontana dal verme. Inoltre tale parte è chiamata anche pontocerebello, perché qui arriva la via ponto-cerebellare dai nuclei basilari del ponte, che ricevono afferenze dal fascio di Arnold e da quello di Turck-Meynert, due fasci coinvolti nei circuiti di programmazione motoria.

In particolare nel contesto della sostanza bianca interna troviamo quattro nuclei di sostanza grigia per lato: nella parte più mediale, e quindi nella porzione archi, troviamo i nuclei del fastigium o del tetto, uno a destra e uno a sinistra, poi più lateralmente in un emisfero, troviamo il nucleo globoso e il nucleo emboliforme, che nel complesso formano il nucleo interposto, e si trovano nella porzione paleo del cervelletto, infine ancor più lateralmente, nella parte neo, troviamo il nucleo dentato del cervelletto, che dalla forma ricorda l’oliva bulbare, ma non ha niente a che fare con essa.