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Le contusioni della mano post-traumatici


 

Cosa sono?

Durante le attività domestiche, il lavoro manuale e nella pratica di certi sport sono frequenti i traumi contusivi alla mano e al polso.

Le dita possono essere "girate" eccessivamente o spinte in iperestensione oltre alla loro fisiologica flessibilità.

Nella propria abitazione è possibile infortunarsi in tanti modi, i più frequenti sono:

  • Scivolare in bagno sull'acqua per terra o nella doccia;

  • Cadere in cucina sui palmi delle mani dopo essere saliti su uno sgabello o una sedia per raggiungere gli scaffali più alti;

  • Sbagliare nel taglio degli alimenti e colpire la mano o il polso;

  • inciampare nei fili del computer o di altri apparecchi elettrici in condizioni di scarsa illuminazione;

  • Schiacciare le dita nella portiera della macchina quando la si chiude, in questo caso è possibile anche il distacco nell'unghia.

 

La mano destra ha subito una contusione ed è stata schiacciata nella porta.

 

Nelle fabbriche ci sono tanti operai che lavorano con delle macchine molto potenti tipo i torni e inseriscono le dita o la mano intera negli ingranaggi, in certi casi hanno perso un dito della mano.

Può capitare anche la caduta di un materiale o un pezzo metallico dall'alto, dita schiacciate per aver appoggiato male un armadio o un pallet a terra ecc.

Se per prevenire gli infortuni al piede ci sono le scarpe antinfortunistiche che funzionano bene, non esiste un oggetto simile per le mani che sono sempre esposte ai traumi contusivi.


Lo sportivo può incorrere in lesioni alla mano per cadute dalla bicicletta, colpi sulla palla (pallanuoto, pallavolo, basket, ecc), traumi diretti sull'avversario nelle arti marziali.

L'esempio classico che si vede più spesso è il dito insaccato durante una schiacciata o un muro nella pallavolo.

 

 

Quali sono i sintomi e i segni delle contusioni alla mano e alle dita?

I sintomi principali delle contusioni alla mano sono il dolore durante i movimenti e la tumefazione o gonfiore sul lato del palmo o del dorso.

La perdita di forza e la limitazione nel piegare le dita e il polso sono provocate dalle fitte che si avvertono.

Anche i movimenti passivi sono limitati e dolenti, in particolare chi subisce un infortunio alle dita non riuscirà a fletterle o estenderle completamente.

Dopo una contusione importante il paziente potrebbe perdere la forza nello stringere la mano, nel tenere gli oggetti, nel versare l'acqua dalla bottiglia, fare il pugno, aprire la mano come per ricevere una palla ecc.

I movimenti che saranno più difficili per le dita della mano saranno l'estensione delle articolazioni metacarpofalangee contemporaneamente alla flessione delle interfalangee tra falange e falangina o tra questa e la falangetta.

Se ci sono lesioni interne di tendini, legamenti, capillari, ossa ecc. ci sarà un ematoma, ovvero una fuoriuscita di sangue che rimane sotto la pelle.

Nei casi più gravi possono verificarsi fratture, lesioni dei nervi che causano paralisi, o lesioni tendinee che tengono le dita in posizione obbligata: se si spezza un tendine degli estensori il dito rimarrà flesso o piegato.


 

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi è essenzialmente clinica, in base all'anamnesi il medico controllerà le zone dolenti, i movimenti possibili e quelli dolorosi, se lo riterrà opportuno consiglierà degli esami strumentali per verificare lo stato delle strutture interne.

Generalmente il paziente che riceve un forte trauma si rivolge al pronto soccorso dove gli faranno una radiografia alla ricerca di eventuali fratture ossee.

Per controllare lo stato dei tendini è necessaria un ecografia muscolo scheletrica che evidenza lesioni e infiammazioni.


 

Cosa fare? Qual'è la terapia più adatta per i traumi contusivi alla mano?

In caso di lesioni tendinee lo specialista valuterà se è necessario l'intervento chirurgico o se è sufficiente una stecca che immobilizzi il dito interessato.

Se il trauma ha provocato una frattura del polso, della mano o di un dito, l'ortopedico ingesserà la mano e consiglierà la magneto terapia per accelerare la formazione del callo osseo.

 

In caso di trauma minore che non ha provocato lesioni, ma solo forte dolore e gonfiore, la terapia più adatta è il ghiaccio per le prime 24/48 ore, passati due giorni bisogna interrompere la crioterapia (applicazione di ghiaccio) perché il freddo rallenta i processi riparativi e antinfiammatori del corpo.

La mobilizzazione deve cominciare prima possibile per evitare di aggiungere la rigidità ai sintomi che già si avvertono.

Il medico potrebbe consigliare dei farmaci antinfiammatori per ridurre il dolore e l'infiammazione, per alcuni soggetti sono sufficienti, per altri potrebbero non bastare dando solo un sollievo temporaneo

 

Dopo due giorni dall'infortunio, se il dolore e il gonfiore sono ancora presenti il medico potrebbe consigliare la fisioterapia, per la mia esperienza il trattamento più efficace è manuale: la manipolazione miofasciale infatti va a rimuovere le aderenze sul tessuto connettivo che sono state provocate dal trauma e ora interferiscono con il movimento, causano dolore e formicolio o intorpidimento.

 

In caso di dito insaccato ad esempio dopo una schiacciata a pallavolo, la prima terapia da adottare è il ghiaccio, seguito da trazione e bendaggio in leggera flessione.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ambulatorio Privato di Fisioterapia

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

Tel 0522/260654  Defilippo.massimo@gmail.com

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Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009    Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo   

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