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Il torcicollo colpisce prevalentemente i bambini e gli adolescenti, ma è possibile incontrare degli adulti e anziani con questo problema. Non si tratta di un infiammazione perché la cervicale non è infiammata, ma c'è uno spasmo o contrattura muscolare che fissa le vertebre in modo da non lasciarle ruotare e inclinare da un lato.
Esistono forme più gravi di torcicollo che possono essere di tipo congenito o acquisito, tra cui ricordiamo la più frequente: Il torcicollo congenito miogeno è una malformazione caratterizzata dalla retrazione del muscolo sterno-cleido-mastoideo su un solo lato, ne consegue che il capo mantiene una posizione di inclinazione laterale dal lato colpito e di rotazione dal lato opposto.
Quali sono i sintomi? E’ un disturbo che provoca una forte limitazione del movimento in una direzione, solitamente quando si ruota il capo, ma nei giovanissimi tende a scomparire spontaneamente nell’arco di alcuni giorni. L'esordio è acuto, generalmente compare al mattino appena svegli con forte intensità, il blocco non tende a peggiorare, ma negli adulti può rimanere a lungo. Se si prova a ruotare il collo dalla parte limitata il dolore è insopportabile.
Come si arriva alla diagnosi? La radiografia e la risonanza magnetica nell'adolescente o nei giovani è inutile perché l'appuntamento viene fissato dopo la scomparsa dei sintomi che in genere avviene in pochi giorni Il medico controllerà l'anamnesi del paziente, cercherà altri sintomi concomitanti e proverà la palpazione del collo. Con i test muscolari e la postura del paziente riuscirà a capire se si tratta di torcicollo durante la visita. Negli adulti e negli anziani lo specialista potrebbe prescrivere degli esami strumentali come la lastra o la Rmn, ma solo se ha dei sospetti durante l'esame clinico.
Cosa fare? Qual'è la terapia più adatta? In questi casi mettere un collare rigido non serve. Per velocizzare la guarigione, si possono eseguire tutte le terapie previste per la cervicalgia posturale (borsa dell’acqua calda, massaggio terapeutico) anche in fase acuta. Personalmente ho avuto ottimi risultati dalla prima seduta con il trattamento mckenzie, prima con la mobilizzazione passiva del fisioterapista, poi con esercizi attivi del paziente.
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