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La pratica diagnostica ha messo in evidenza che questa tendinopatia determina delle microlesioni del tessuto tendineo e delle aree specifiche di degenerazione che, solitamente, si trovano in prossimità del punto d’inserzione osteo-tendineo. Le cause più frequenti sono: il tipo di calzature, l'esecuzione del gesto sportivo, carichi di allenamento eccessivi o squilibri muscolari. E' importante cercare la scarpa giusta, ci sono tantissimi tipi per ogni pianta e ognuna è specifica per uno sport, ad esempio un corridore amatoriale deve utilizzare una scarpa più pesante rispetto ad un professionista.
Nei pazienti colpiti dalla tendinite del ginocchio, i movimenti determinano un microtrauma con ipossia, aumento temperatura ecc. Dopo i 30/40 anni è molto più frequente, infatti l’età comporta un’alterazione delle fibre e quindi si arriva più facilmente alla lesione. E' rarissimo, ma si può fare una biopsia per sapere a che stadio è la tendinopatia. Al primo stadio il paziente avverte fastidio dopo l’attività, ma porta a termine l’allenamento, qui non ci sono alterazioni anatomo-patologiche, il tendine è normale, compare solo un’alterazione del liquido sinoviale che è una condizione reversibile. Al secondo stadio, il dolore compare all’inizio dell’allenamento, il tendine si è gonfiato e siamo in presenza di infiltrato cellulare con infiammazione. Questa condizione è reversibile eliminando la componente infiammatoria. Dal punto di vista clinico la situazione più sfavorevole è la prima perché non si dà peso al dolore pensando che è dovuto solo alla stanchezza.
I ciclisti soffrono spesso di tendinite del tendine quadricipitale, ovvero quello superiore alla rotula, in questo caso la prima misura da adottare è alzare l'altezza del sellino perché spesso la causa è questa.
Cosa fare? La cura.
La terapia nella fase acuta consiste in ghiaccio e riposo attivo, si fa di tutto per non immobilizzare uno sportivo, è consigliata un’attività alternativa tipo idroterapia o esercizi sull'arto non interessato da patologia. Il bendaggio funzionale può essere utile e permette un ritorno alle gare precoce, fermo restando che è molto più indicato nel caso di patologie alla tibio-tarsica dove l'azione stabilizzatrice è decisamente migliore.
Si possono usare una serie di terapie fisiche oltre alle infiltrazioni, ma è molto meglio evitarle per le conseguenze negative sull'articolazione. Il laser CO2 e la tecar® sono le terapie fisiche più efficaci e danno ottimi risultati.
Nel post acuto si esegue un programma di stretching che tiene le fibre del tendine in allungamento e quindi favorisce la disposizione in parallelo. Il sovraccarico che ha provocato la tendinite del rotuleo è di tipo eccentrico, quindi dopo 10 giorni è utile svolgere un lavoro eccentrico con sovraccarico progressivo. Questi esercizi sono caratterizzati da contrazione in allungamento del muscolo, ad esempio durante una caduta a gambe piegate dopo un salto in cui il quadricipite si contrae per contrastare la forza di gravità, ma inevitabilmente si allunga sotto la spinta del peso corporeo. Ci sono studi scientifici su questo tipo di contrazione i quali mostrano una maggior resistenza al carico ed un'efficacia maggiore rispetto al lavoro concentrico ed isometrico. Si eseguirà anche lavoro concentrico con tante ripetizioni e bassa resistenza.
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