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La tendinite del Capo lungo del bicipite brachiale.

 

Il tendine del capo lungo del bicipite brachiale origina dalla glena della scapola e termina nel muscolo bicipite che è quello più visibile nella parte anteriore del braccio (il muscolo di Popeye).

La tendinite della spalla può colpire il tendine del Sovraspinoso o del Bicipite, raramente interessa gli altri muscoli della cuffia dei rotatori (sovraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare, piccolo rotondo).

 

L’articolazione gleno-omerale è la più libera di compiere movimenti, infatti può compiere la flesso-estensione, adbuzione-adduzione e rotazione interna-esterna.

L’omero è circondato solo per 1/3 dalla Glena della scapola, quindi per rimanere nella sua zona anatomica dev’essere fissato da quattro muscoli che compongono la cuffia dei rotatori.

La stabilizzazione verticale avviene per opera del: tricipite brachiale, bicipite brachiale e deltoide.

La spalla.

Da qui si capisce l'importanza dei muscoli nel corretto funzionamento della spalla.

 

Ciò che porta alla tendinite del capo lungo del bicipite è il tipo di attività: sportivi che sollevano molti pesi in palestra, lanciatori ecc.

Generalmente questo tendine si infiamma in coppia con quello del muscolo sovraspinoso in seguito ad un sovraccarico della cuffia dei rotatori o un gesto atletico scorretto.

 

 

Quando si alza il braccio sopra il livello della spalla il capo lungo del bicipite , “striscia” e batte contro il legamento coraco acromiale, questo porta all'infiammazione.

Questa flogosi nei soggetti adulti, anziani o certi sportivi causa la deposizione di sali di calcio che ostacolano il movimento del tendine e con il tempo lo lesionano, nell'articolazione della spalla il caso più frequente è la tendinopatia del sovraspinoso.

 

La tendinite del CLB è chiamata anche sindrome del portafoglio perché il dolore compare quando si inserisce la mano nella tasca posteriore del pantalone come nel movimento di presa del portafoglio.

Il lanciatore.

© Giordano Aita-fotolia.com

 

Cosa fare? Qual'è la terapia più adatta?

Nelle tendinopatie della spalla si associa al trattamento strumentale con la Laserterapia o la Tecarterapia®, un trattamento manuale che sbrogli le aderenze del tessuto connettivo che intrappolano i nervi e danno dolore, limitazione del movimento e calo della forza.

 

  

Terapia Laser CO2.                                                                    Macchinari per gli Ultrasuoni e l'elettroterapia.

 

Una tendinite da sovraccarico, in fase acuta e subacuta dovrà essere curata con la fisioterapia accompagnata al riposo, questo perché se si continua a sovraccaricare un tendine infiammato si rischia di farlo degenerare e di favorire la formazione di calcificazioni.

 

In questa fase è proponibile anche un trattamento antiflogistico, antalgico ed atto al

mantenimento del trofismo, avvalendosi sia di metodiche fisiokinesiterapiche sia della terapia fisica tradizionale (ultrasuoni) o di ultima generazione (laser co2, Tecarterapia®).

 

Tra le terapie, il cortisone infiltrato può portare all’aumento di viscosità del liquido e quindi porta microcalcificazioni e degenerazione del tendine.

 

L’utilizzo della crioterapia si è dimostrato di aiuto nell’ambito del trattamento dello stato infiammatorio ma solo in fase acuta.

 

Lo stretching può aiutare ad alleviare il dolore, ma non è una terapia con evidenza scientifica ed è insolito vedere un paziente guarito solo con esercizi di allungamento.

Una volta attenuato il processo flogistico a livello locale, nell’ambito cinesiterapico sono applicabili esercizi a resistenza progressiva mediante programmi che includono un alto numero di ripetizioni usando piccoli pesi.

 

Solo se tutte queste terapie non sortiscono effetto ci si può rivolgere al chirurgo.

 

Le calcificazioni della spalla se sono già in via di miglioramento si risolvono, altrimenti possono rimanere.

Se la spalla non è calcifica le possibilità di risolvere il problema sono maggiori.

Per l’impingement è importante eseguire decoaptazione articolare, che consiste in un minimo allontanamento delle ossa di un articolazione.

 

 


 

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