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La sindrome Femoro-Rotulea
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Che cos'è?
E' una
patologia che coinvolge l'articolazione tra femore e
patella, è caratterizzata da dolore tra queste due ossa, in
particolare nella zona mediale.
Tra i pazienti
che si presentano in ambulatorio con fastidio al ginocchio, il 25%
circa riporta questa patologia.
Durante la
flessione del ginocchio, la rotula scorre su un canale chiamato
fossa intercondiloidea che si adatta alla forma della
patella, in questo modo il movimento avviene in maniera fluida e
indolore, con il minimo attrito possibile.
Un alterazione
anatomica come la tibia ruotata o un eccessivo valgismo possono
modificare la biomeccanica dell'articolazione creando i
presupposti per l'instaurarsi di questa sindrome.
In questa
patologia la rotula è disolcata esternamente rispetto alla sua
zona anatomica e durante il movimento striscia contro l'epifisi
distale del femore con notevole attrito.
Questa sindrome
può essere causata da alterazioni ossee, esiti di traumi oppure da
retrazioni/lassità dei
tessuti molli, in quest'ultimo caso si parla di Iperpressione
rotulea. |

Ossa del ginocchio vista
anteriore |
La gonalgia della
sindrome femoro-rotulea è dovuta all'infiammazione della cartilagine
articolare tra le due ossa che qui è particolarmente voluminosa con uno
spessore di circa 5/6 millimetri.

Ginocchio
vista anteriore con il tendine rotuleo in trasparenza.
Colpisce soprattutto le femmine e gli sportivi, in particolare saltatori
e corridori che soraccaricano l'articolazione con le flessioni ripetute
del ginocchio.
Questo malallineamento
può essere causato da diversi fattori:
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Intrarotazione
femorale o extrarotazione tibiale.
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Ginocchio valgo.
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Aplasia dei condili
femorali, presupposto per la sublussazione della rotula.
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Displasia o
ipoplasia rotulea.
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Alterazioni della
forma della rotula.
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Piede pronato.
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Angolo “Q” (cioè
l'angolo tra due linee immaginarie tracciate: la prima dalla spina
iliaca antero-superiore verso il centro della patella e la seconda
dal centro della patella al tubercolo tibiale.) superiore ai 10° nei
maschi e 15° nelle femmine.
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Traumi diretti o
indiretti.
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Ipotrofia del
muscolo
Vasto Mediale rispetto al
Vasto Laterale
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Retrazione della
bendelletta Ileo-Tibiale, del
Bicipite Femorale o del Legamento
Alare esterno.
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Quali sono
i sintomi?
Il sintomo più
importante e sempre presente è il dolore tra la rotula e il femore,
particolarmente nella zona mediale del ginocchio, durante la flessione o
quando ci si alza dopo essere stati parecchio tempo seduti, inoltre il
movimento può causare crepitii articolari.
In certi casi si può
riscontrare idrarto, ovvero flogosi delle strutture retro e
sovra-patellari: borsa sinoviale, tessuto adiposo.
Il dolore riferito
si può avvertire anche lungo la coscia o posteriormente al ginocchio.
Alcuni pazienti che non
affrontano subito le terapie evolvono verso un quadro di rigidità e
limitazione articolare oltre ad ipotrofia del quadricipite.
Non ci sono sintomi a
riposo. |

Risonanza magnetica
di un ginocchio con la rotula in iperpressione esterna che causa
la sindrome femoro rotulea, visione dall'alto. |
Com'è l'esame clinico?
E' necessario che la
diagnosi sia fatta da un medico specialista che dopo aver controllato
l'anamnesi premerà sul ginocchio cercando l'esatta localizzazione delle
fitte.
La diagnosi
differenziale viene fatta distinguendo questa sindrome dalla tendinite
del Rotuleo e dalla condorpatia-condormalacia.
Un'attenta osservazione
del ginocchio mentre si piega potrebbe evidenziare uno spostamento
laterale della patella.
Si mettono a confronto
l'arto sano con quello malato per vedere eventuali differenze sia in
posizione ortostatica che durante la deambulazione.
Successivamente
il medico eseguirà il test di compressione, cioè premerà sulla rotula mentre il
ginocchio passa dalla posizione di massima estensione a quella di
massima flessione possibile, il test è positivo se si avvertono rumori
tipo scrosci articolari o dolore, quadro compatibile con l'usura
cartilaginea.
Se il paziente avverte
i sintomi durante la flessione o lo stretching del quadricipite è
possibile che sia affetto da sindrome Femoro-rotulea, in caso di dubbi
lo specialista può prescrivere una lastra laterale con la gamba flessa
sulla coscia a diverse angolazioni oppure una risonanza magnetica che
evidenzia anche eventuali riduzioni della cartilagine.
Cosa fare? Qual'é il
trattamento più adatto?
Nei casi gravi con
lussazione della rotula o con un allineamento scorretto dovuto a
malformazioni ossee può essere indicato l'intervento chirurgico, mentre
se lo scorrimento esterno della rotula è dovuto solo ad uno squilibrio
dei tendini e dei muscoli, il trattamento è conservativo con
fisioterapia e lavoro in palestra.
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Il trattamento che
indicherà lo specialista è personalizzato in base al dolore e alla
possibilità di fare gli esercizi di rinforzo muscolare.
Gli obiettivi della terapia sono la riduzione del dolore e
dell'infiammazione, il recupero della funzionalità del ginocchio, il
riallineamento della rotula, il rinforzo muscolare mirato e il ritorno
all'attività sportiva per gli atleti.
Nella fase acuta
bisogna tenere l'arto a riposo evitando gli allenamenti e le attività
che riacutizzano il fastidio, si può fare crioterapia e tenere la gamba in
scarico per pochi giorni.
Il medico può
prescrivere un tutore che tiene centrata la rotula all'interno della
gola intercondiloidea ed eventualmente un bendaggio tipo McConnell, che
però non è universalmente ritenuto in grado di mantenere la rotula
in asse. |

tutore per
centrare la rotula. |
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Apparecchio Laser CO2 |
Passati i primi
2/3 giorni sono indicate terapie fisiche per eliminare il dolore
e l'infiammazione, a questo scopo i risultati migliori si
conseguono con la Magneto
Terapia e la
Tecar®.
Se il paziente
non può piegare il ginocchio a causa del dolore, è consigliata
una terapia di mantenimento del tono e trofismo dei muscoli che
agiscono sull'articolazione dell'anca e della caviglia oltre
a tutto l'arto inferiore sano.
Appena il paziente è in
grado di eseguire gli esercizi in palestra si inizia un programma di
allungamento e rinforzo muscolare soprattutto del Vasto Mediale nella
sua componente obliqua.
Dopo un adeguato
riscaldamento si inizia lo stretching del muscolo tricipite surale
(gastrocnemio e soleo) perché una retrazione di questo manterrebbe il
piede pronato peggiorando il quadro clinico.
Se la pronazione
podalica è la causa della sindrome femoro-rotulea l'ortopedico
prescriverà un ortesi o una scarpa adatta.
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Si esegue inoltre lo
stretching dei muscoli ischio-crurali, del tensore della fascia lata e
della benderella ileo-tibiale.
Il paziente o il
terapista allunga anche il retinacolo esterno e il legamento alare
laterale che “tirano” la patella fuori dal suo spazio anatomico, si
tiene premuta la rotula verso l'interno.
Il rinforzo muscolare è forse la parte più importante del trattamento perché uno squilibrio tra i fasci del quadricipite costituisce il
fattore principale di lateralizzazione della rotula.
Per rinforzare il VM
selettivamente senza contrarre il Vasto Laterale è necessario adottare
alcuni accorgimenti nell'esecuzione degli esercizi.
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Leg Press stringendo la palla di gomma,
max 30° di flessione. |
Innanzitutto il
ginocchio non deve flettersi molto, il movimento dev'essere
compiuto nel range 0°-30° di flessione, inoltre è necessario
contrarre anche i muscoli adduttori della coscia perché
facendolo si rilassa il vasto laterale.
La prima fase
della riabilitazione è meglio eseguirla contraendo i muscoli in
catena cinetica chiusa (con il piede in posizione fissa), quindi
mantenendo una posizione leggermente accovacciata in modalità
isometrica, con la schiena contro il muro o una fit ball per
20/30 secondi.
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Si può iniziare
subito con la Leg-Press e con il mini squat ricordando sempre di
tenere i talloni più vicni delle punte.
Il rinforzo muscolare
dev'essere fatto con tante ripetizioni e un carico non eccessivo, io
generalmente consiglio 20 ripetizioni per ogni serie.
Per tenere gli
adduttori della coscia contratti durante gli esercizi consiglio di
stringere una palla di gomma tra le ginocchia.
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Nella seconda
fase è possibile inserire esercizi in catena cinetica aperta,
cioè con il piede libero di muoversi durante l'esecuzione,
sempre solo l'ultima parte del movimento contraendo gli
adduttori e con il piede supinato.
L'esercizio
tipico che si esegue in palestra è la leg-extension con i pesi o
con un elastico che ha il pregio di diventare più duro proprio
negli ultimi gradi di movimento.
Alcuni autori
consigliano di piegare il busto in avanti per escludere anche il
muscolo retto femorale, in modo da utilizzare ancora più
selettivamente il VM, io preferisco evitarlo per non causare o
aggravare il dolore alla schiena.
Alcuni
ortopedici prescrivono Chinesi di tipo
propriocettivo sulle
tavolette basculanti per rinforzare il vasto mediale. |

Leg extension con
elastico |
Quali sono i tempi per il ritorno allo sport? E alle normali attività
della vita quotidiana?
Premesso che
non si può stabilire un tempo valido per tutti perché ogni paziente
risponde in maniera diversa alla terapia, per i pazienti che non si
devono operare, generalmente dovrebbero essere necessari circa due mesi
per eliminare il dolore e ritornare alle gare, ma bisognerà continuare a
lavorare sulle strutture muscolo-tendinee e legamentose per evitare
recidive.
Per ritornare
alle normali attività con poco o nessun dolore, se non eravamo in
presenza di limitazione articolare sono sufficienti due settimane nelle
quali si svolge un ciclo di fisioterapia strumentale mirata.
Nel caso in
cui il paziente non riesca a piegare il ginocchio nemmeno a 90° si dovrà
aspettare più tempo.
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