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La periostite tibiale
Quali sono le cause della periositite? I soggetti colpiti nella stragrande maggioranza dei casi sono corridori: podisti o velocisti, ma in certi casi la periostite interessa calciatori, cestisti e altri sportivi che corrono molto. Gli atleti causano un sovraccarico funzionale su questa struttura a livello posteriore interno della tibia. L'infiammazione del periostio può avvenire anche in seguito a traumi diretti sull'osso. Il tibiale posteriore è un supinatore, quindi è un muscolo fondamentale nei movimenti del piede per l’equilibrio e la correzione della postura. Gli atleti che soffrono di più per questo problema sono quelli che hanno un piede cavo e pronato perché mantengono in stiramento il muscolo tibiale posteriore nella fase dinamica della corsa. La periostite colpisce soprattutto durante i periodi in cui c’è un forte incremento dei km percorsi o della velocità, inoltre si può avvertire alla ripresa degli allenamenti dopo una pausa.
Altri fattori che favoriscono la comparsa della patologia sono:
Quali sono i sintomi della periostite? Il dolore può iniziare dopo un trauma oppure con il sovraccarico nei soggetti sportivi, quindi i sintomi possono variare in base al tipo di comparsa. Gli atleti avranno un dolore che inizia ad intensità ridotta e poi cresce progressivamente fino a diventare insopportabile e pungente oltre a presentarsi anche di notte. Il sintomo principale è il dolore nella regione centrale e interna della tibia, può colpire solo una gamba, ma può essere bilaterale. Durante i movimenti di flessione plantare, correndo e saltando si avverte molto più intensamente, a riposo c'è un deciso miglioramento. Il dolore viene accentuato premendo sull'area infiammata.
Quali sono gli esami strumentali indicati per la periostite? La radiografia riesce ad evidenziare delle anomalie del periostio e della tibia, mentre la scintigrafia ossea permette di escludere altre patologie, per esempio quelle oncologiche o le microfratture da stress. Si può eseguire una Risonanza magnetica che mostra un eventuale edema dell'osso.
Cosa fare? Qual'è la terapia per la periostite? In fase acuta la terapia migliore è la crioterapia e il riposo funzionale. Dopo i primi 2/3 giorni bisogna capire qual'é l'origine del problema per eliminare la causa e non solo i sintomi, altrimenti c'è il rischio di recidiva alla ripresa degli allenamenti. Bisogna quindi capire se c'è un piede pronato e cavo o se il paziente ha una marcata ipotrofia del muscolo soleo e tibiale posteriore, oppure se ha esagerato con l'allenamento su terreni duri e in pendenza. Per agire sull'infiammazione ci sono delle terapie fisiche che hanno effetto antinfiammatorio: Tecar® e Laser sono le più indicate per i tessuti connettivi come il periostio. Contemporaneamente se il paziente ha un difetto podalico dovrebbe utilizzare un plantare per correggere l'appoggio. Se la causa del disturbo è il tipo di allenamento bisognerà modificarlo per renderlo meno intenso. Nella maggior parte dei casi la periostite è causata da eccessive tensioni del tessuto connettivo causate da traumi pregressi come distorsioni di caviglia, cadute, ecc., questi eventi provocano l’alterazione delle fibre collagene con la formazione di aderenze muscolo-connettivali. Se i tessuti connettivo, legamentoso, muscolare e tendineo sono accorciati o retratti tirano le ossa in posizioni anomale, quindi si può avere un difetto dell’appoggio del piede; in questi casi la terapia manuale lavorando a monte del problema elimina la causa.
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