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Ernia del disco


INDICE

Anatomia del disco intervertebrale

Il metabolismo discale

La biomeccanica vertebrale

Il Bulging del disco

La Protrusione discale

L'ernia discale

L'ernia posteriore centrale

L'ernia del disco postero-laterale

L'ernia foraminale

L'ernia extraforaminale

L'ernia Sottolegamentosa

L'ernia sottolegamentosa laterale

L'ernia translegamentosa

 

 

 

 

Anatomia del disco intervertebrale

 

Colonna vertebrale con disco intervertebrale, radici nervose e midollo spinale.

 

Il disco intervertebrale è una struttura di cartilagine situata tra due corpi vertebrali, è il più robusto mezzo di unione tra essi.

La grandezza varia in base al segmento della colonna in cui giacciono, quelli lombari sono più alti rispetto ai cervicali.

A livello lombare la proporzione tra corpo vertebrale e altezza discale è maggiore rispetto al tratto cervico-dorsale.

I dischi cervicali e lombari sono più larghi nella parte anteriore rispetto a quella posteriore, inoltre si adattano alla forma dell'osso, sono perfettamente complementari perché la vertebra è biconcava mentre il disco è biconvesso.

La parte interna si chiama nucleo polposo perché è molto idratato e si trova nella porzione centrale, mentre il rivestimento esterno è denominato anello fibroso per via della consistenza, se il disco è sano e idratato ha una solidità superiore all'osso circostante.

La vertebra è formata dal corpo e dalle apofisi trasverse, su queste ultime non si scarica il peso del corpo, servono per proteggere le strutture nervose e per limitare la rotazione, mentre favoriscono la flesso-estensione.

 

Il compito del disco è di:

  • supportare e trasmettere il peso del corpo alla vertebra sottostante;

  • fungere da fulcro per i movimenti della parte lombosacrale della schiena;

  • essere un mezzo di unione tra i corpi vertebrali.

Il nucleo polposo è formato per 2/3 di proteoglicani, cioè delle proteine che si legano a delle altre molecole formando un complesso che ha la capacità fondamentale di assorbire una quantità di acqua pari a 400/500 volte il loro peso.

Questa caratteristica permette al disco di comportarsi come una spugna per rendere più omogenea la distribuzione del peso corporeo lungo la colonna vertebrale.

Il nucleo ha una consistenza simile a quella della gelatina o del dentifricio, non è vascolarizzato e quindi la nutrizione avviene per osmosi dalle strutture esterne rispetto all'anello fibroso.

Oltre ai proteoglicani, il nucleo polposo è composto da fibre collagene e in minima parte da elastina.

La pressione del nucleo polposo è molto alta perché deve spingere le fibre dell'anello circostante verso l'esterno, in questo modo evita che l'anulus venga schiacciato dentro.


L'anulus fibroso è formato da 20 strati di collagene chiamate lamine, che rimangono unite grazie ai legami tra i proteoglicani.

Ogni lamina ha le fibre orientate in maniera opposta rispetto alle lamine adiacenti, grazie a questa struttura l'anello fibroso gode di un alta resistenza durante i movimenti delle vertebre, ma rimane soggetto alla formazione di crepe o fissurazioni interne.

Gli strati più esterni circondano il disco e sono agganciati ai corpi vertebrali sopra e sottostante, posseggono un importante resistenza in particolare al carico che grava superiormente.

La composizione dell'anulus fibroso è per i 2/3 di acqua, per il resto è formato da proteoglicani, collagene ed elastina.


La cartilagine vertebrale ricopre la parte sottostante e sovrastante di ogni corpo vertebrale, ha uno spessore di circa 3 millimetri, è un foglio che unisce l'osso al disco e ha il compito di favorire lo scorrimento tra le due strutture e di far arrivare le sostanze nutrienti all'anello e al nucleo polposo.

La parte più esterna del disco, non è a contatto con la cartilagine, ma direttamente con la vertebra, qui convergono le fibre più estensibili discali, mentre le lamine interne fungono come da capsula del nucleo polposo.

La cartilagine vertebrale, a livello superficiale è fibrocartilagine, mentre lo strato più profondo è cartilagine ialina.

 

Il nervo sinus vertebrale di Luschka è un nervo misto con una parte sensitiva e una autonoma, origina dalla radice anteriore del midollo e decorre tra il bordo posteriore vertebrale e la dura madre.

La caratteristica importante è che può portare il segnale del dolore da:

  • il terzo esterno posteriore del disco interverrtebrale,

  • il legamento comune vertebrale posteriore,

  • la porzione posteriore del corpo vertebrale,

  • le arterie del foro di congiunzione e del midollo.

  • Il legamento infraspinoso,

  • le faccette articolari

  • i muscoli profondi.

La componente ortosimpatica del nervo sinus vertebrale di Luschka controlla la motricità vasale (vaso costrizione e vaso dilatazione).

 

 


Il metabolismo discale

 

E' permesso dalla diffusione attraverso i capillari contenuti nella spongiosa subcondrale della vertebra sovrastante, da qui i nutrienti si trasferiscono alla cartilagine che nutre il nucleo e l'anulus.

L'assorbimento di sostanze necessarie: ossigeno e sostanze nutrienti e l'eliminazione dei cataboliti dipende molto dall'idratazione notturna del disco, infatti di notte il disco riesce ad assorbire più acqua approfittando della mancanza di gravità.

La degenerazione discale è strettamente correlata all'ipotonicità della muscolatura addominale e dorso-lombare.

 

 

Dalla risonanza si vede che i due dischi intervertebrali più in basso: L4-L5 ed L5-S1 sono neri e quindi disidratati.


La degenerazione del disco intervertebrale: è una condizione asintomatica nella stragrande maggiroanza dei soggetti colpiti, ma una piccola parte di chi ne è colpito sviluppa un dolore lombare cronico.

Nella risonanza magnetica, se il tessuto è idratato correttamente si vede che lo spazio tra una vertebra e l'altra è nero all'esterno e bianco o grigio all'interno, se si è disidratato completamente la RMN mostrerà solo una striscia nera.

Le cause dell'invecchiamento discale sono:

  • Origine idiopatica con un calo del numero dei vasi sanguigni che vascolarizzano la cartilagine, questo provoca una diminuzione nel numero di molecole che si legano ai proteoglicani del disco che potevano assorbire acqua.

    Il risultato è una minor pressione sul nucleo polposo che quindi non riesce a distribuire omogeneamente il carico corporeo, inoltre il peso grava sull'anulus fibroso che non è fatto per questo compito.

  • Degradazione chimica del collagene dell'anello fibroso esterno.

  • Fissurazione della cartilagine vertebrale o delle fibre dell'anello fibroso, se l'idratazione è buona le fibre esterne del disco sono convesse verso l'esterno, quindi la parte centrale è sporgente verso fuori, ma in caso di disidratazione il disco viene deformato e tende a collassare verso l'interno.

    La prima struttura che si frattura è la cartilagine, successivamente possono rompersi le fibre dell'anulus.

  • I Noduli di Schmorl sono delle ernie del nucleo polposo che attraversa lo strato subconrdale e si deposita in parte verso l'osso, provoca una perdita di altezza del disco. Le cause sono da ricercarsi in cadute sull'osso sacro o sul coccige, sollevamenti di oggetti troppo pesanti, ecc.

  • Genetiche, infatti chi ha genitori che soffrono di questo disturbo svilupperanno probabilmente l'invecchiamento della struttura discale interna.

  • Il tipo di lavoro, infatti ci sono dei mestieri che ne favoriscono l'insorgenza.

  • Il fumo danneggia i vasi capillari che irrorano la cartilagine, quindi arrivano meno ossigeno e sostanze nutritizie

 

 

 

 

La biomeccanica vertebrale

 

Quando sul disco grava una forza dall'alto, la compressione provoca una pressione verso la cartilagine vertebrale e verso l'esterno dell'anulus, la spinta contro la cartilagine può causare un ernia di schmorl.

In un disco degenerato il peso del corpo si trasferisce alla vertebra inferiore solo attraverso l'anulus, il nucleo può non sopportare per niente i carichi.

Durante la flessione in avanti, la parte anteriore del disco deve comprimersi e spostarsi avanti, il nucleo spinge in dietro e le fibre posteriori dell'anulus si estendono.

A livello lombare, i movimenti più ampi sono la flessione e l'inclinazione laterale, la vertebra più flessibile e mobile è L3.

E' importante fare attenzione alle posizioni assunte durante il giorno perché la pressione discale aumenta piegandosi in avanti, in particolare l'aumento è esponenziale se ci si flette con un peso in mano.

La posizione seduta è in scarico solo se si mantiene una postura corretta con la lordosi lombare fisiologica ed è meglio se si utilizzano i braccioli per scaricare il peso della parte superiore del corpo.

I movimenti che aumentano di molto la compressione sul disco sono la flessione in avanti e la lateroflessione, più o meno in egual misura.

I movimenti di rotazione o inclinazione laterale sono sempre combinati tra loro, con la colonna in posizione neutra, cioè nè flessa nè estesa, se la vertebra ruota da un lato esegue anche una flessione laterale dall'altro lato.

Quando la schiena è in flessione o estensione la rotazione da un lato comporta una inclinazione laterale dallo stesso lato.

 

I movimenti delle vertebre sono spesso combinati, ma il comportamento cambia seconda che la colonna vertebrale sia in posizione neutra oppure in flessione (piegata in avnati) e in estensione (inarcata all'indietro).

In condizioni normali, cioè con la schiena dritta, se si una vertebra ruota verso un lato dovrà produrre un inclinazione laterale dal lato opposto (gira a destra e si piega verso sinistra).

Quando la colonna vertebrale è in flessione o in estensione, il comportamento è contrario, cioè se ruota a sinistra si produce un automatica inclinazione verso lo stesso lato (leggi di Friette).


 

Il danno discale:

Circa l'80% dei soggetti senza mal di schiena hanno almeno una protrusione discale a livello lombare, sono falsi positivi.

Solo il 40% dei pazienti con lombalgia cronica o dolore irradiato all'arto inferiore presentano uno stiramento o protrusione posteriore del disco intervertebrale.

Uno sforzo in flessione o un trauma come una caduta dall'alto causano prima la fissurazione della placca cartilaginea e successivamente lo stiramento e la frattura delle fibre dell'anello fibroso.

Quando la crepa dell'anulus si estende dal nucleo polposo fino all'esterno del disco, il corpo reagisce provocando un edema che aumenta l'intensità del dolore.

Un attacco di lombalgia acuta o una contrattura dei muscoli paravertebrali può essere causata dall'entrata del liquido infiammatorio all'interno del nucleo polposo, in questo modo si irritano le fibre periferiche del disco e si avverte il classico dolore discale.

L'edema non dà i classici sintomi della protrusione: perdita di sensibilità, forza e riflessi, dolore lungo tutta la gamba e formicolio al piede.

Secondo la classificazione di Dallas, lo stiramento del disco varia dal primo grado con la lesione del primo strato di fibre dell'anello fino al 6° grado con fuoriuscita della sostanza del nucleo.

 


 

Il Bulging del disco

 

 

E' un processo che provoca un dolore molto intenso, terribile come una coltellata, ma in questa fase i sintomi sono limitati alla zona lombare, non ci sono sintomi neurologici.

Il dolore può durare anche alcune settimane, si può estendere all'articolazione sacro-iliaca, al gluteo e alla parte superiore e posteriore della coscia.

Il corpo umano risponde con la fagocitosi o assorbimento delle fibre anulari rotte.

I più colpiti sono i soggetti giovani o in età adulta.

I sintomi sono presenti soprattutto al mattino al risveglio, alzandosi dal letto, mettendosi in ginocchio o durante la defecazione, mentre durante il giorno si sta abbastanza bene e si riesce anche a praticare attività sportive.

Ciò che provoca dolore al risveglio è l'assorbimento di acqua da parte del disco che aumenta di volume, mettendosi in piedi la gravità fa aumentare la pressione idrostatica che spinge il nucleo all'esterno delle crepe dell'anulus.

 

Bluging discale, il disco è rotto solo parzialmente.

 

La rottura discale.

A causa di un evento traumatico o un movimento esagerato si può produrre la rottura delle fibre più interne dell'anulus, questo scatena la risposta auto-immune del corpo.

A livello clinico il paziente riferisce dolore lombare ed eventualmente dell'arto inferiore che si intensifica durante il movimento.

Si sviluppano delle contratture muscolari.

I sintomi non sono neurologici, i test per il nervo sciatico e crurale sono negativi.

La radiografia e la TAC non mostrano nessun danno.

 


 

La protrusione discale

 

 

 

Consiste nella rottura delle fibre interne dell'anulus e il nucleo si sposta all'interno di queste crepe.

Tutto il disco si sposta dalla sua posizione anatomica in maniera regolare e simmetrica, provocando un restringimento del canale e un appiattimento della faccia anteriore del sacco durale.

Il legamento longitudinale vertebrale è riccamente innervato dalle fibre nocicettive del nervo sinus vertebrale di Luschka

Il nucleo protrude verso la parte posteriore dell'anello e le fibre innervate dal nervo sinus vertebrale di Luschka vengono stirate, in questo caso il ligamento comune posteriore non viene interessato.

 

Il paziente lamenta un dolore acuto e terribile e una contrattura dallo stesso lato.

La lesione delle fibre provoca la liberazione di chinine e prostaglandine all'altezza del danno, queste sono molecole algogene (cioè che provocano dolore) che stimolano i chemiorecettori delle fibre C che trasmettono il segnale del dolore al cervello.

 

Protrusione discale, il disco è rotto solo parzialmente, ma si sposta verso l'esterno.

 

Le protrusioni sono classificate in base all'ampiezza della fissura dell'anulus, il primo grado consiste nella rottura delle fibre più interne e nella protrusione del disco oltre l'apofisi dell'anello (cioè del perimetro esterno) fino allo spazio epidurale anteriore.

In questa condizione il paziente non avverte sintomi.

 

La protrusione discale diventa dolorosa e sintomatica dal terzo grado, cioè quando il nucleo penetra quasi fino alla parte esterna dell'anello che sporge fino al perimetro esterno del corpo vertebrale, senza mettere in tensione il legamento posteriore.

Il terzo grado di protrusione provoca lombalgia e sciatalgia di origine discale.

 

All'esame clinico, nell'75% dei casi il paziente si presenta inclinato verso il lato contrario a quello del dolore, la crepa anulare si espande e il nucleo si sposta portando il legamento posteriore vertebrale verso una posizione meno dolorosa.

La posizione antalgiaca causa l'espansione della frattura anulare e diminuisce la pressione sui nociccettori (recettori del dolore).

Nel restante 25% dei soggetti, la postura è inclinata verso il lato doloroso e l'appoggio permette l'allargamento della frattura che fa diminuire la pressione discale.

 

Il movimento di Flessione o estensione provoca dolore mentre lo si esegue per la contrazione dei muscoli paravertebrali, l'inclinazione laterale e la rotazione sono sintomatiche verso il lato opposto a quello della posizione antalgica.



 

L'ernia discale

 

 

Per quanto riguarda l'ernia, la dimensione non è proporzionale ai sintomi, un ernia piccola provoca gli stessi sintomi di una grande.

Un ernia di tipo sottolegamentoso inabilita molto di più rispetto ad un estrusione completa.

Il legamento comune vertebrale è l'ultimo ostacolo che incontra il nucleo polposo prima di irrita le strutture nervose che stanno dietro le vertebre.

Il nervo sinus vertebrale che innerva il terzo esterno dell'anulus è quello ceh trasmette il dolore di tipo discale.

La differenza tra ernia e protrusione è che nella prima l'anello è fissurato anche nella parte più esterna e il nucleo polposo lo oltrepassa completamente, in caso di protrusione invece l'anello è leso solo nella porzione più interna e tutto il disco protrude verso l'esterno.

 

 

Ernia discale, il disco è rotto completamente e si sposta verso l'esterno.

 

 

 

Le ernie si dividono in base alla localizzazione:

  • centrale, di gran lunga la più frequente;

  • posterolaterale;

  • foraminale;

  • extraforaminale, la più rara;

  • sottolegamentosa;

  • translegamentosa.

L'ernia provoca un infiammazione con essudato che causa diversi fenomeni:

  • vasodilatazione caratterizzata da rossore e calore;

  • alterazione della permeabilità dei vasi sanguigni, le cellule endoteliali permettono la fuoriuscita a causa della lesione dell'endotelio o a causa di mediatori chimichi.

  • Essuadazione, liquido, proteine, globuli bianchi e rossi escono dalla circolazione a causa dell'aumento della pressione osmotica esterna e di quella idrostatica all'interno dei vasi sanguigni;

  • Stasi vascolare, avviene un rallentamento della circolazione con vasodilatazione ed essudato per consentire ai mediatori chimici e alle cellule infiammatorie di rispondere allo stimolo.

 

Il nucleo polposo risulta come un corpo estraneo per il sistema immunitario, infatti in condizioni normali non è innervato nè vascolarizzato.

Quando si fissura l'anulus e la sostanza nucleare arriva a contatto con i vasi capillari, il sistema immunitario reagisce come se avesse trovato un corpo nocivo e reagisce causando un infiammazione, infati libera mastociti, istamina, anticorpi IgG e neuropeptidi.

Questa reazione causa la distruzione e assorbimento del nucleo da parte dei macrofagi.

Quando avviene un bulging, protrusione o ernia discale, vengono liberate delle citochine responsabili dell'infiammazione che vanno a contatto con la radice nervosa adiacente e causano il dolore radicolare, questo processo è importante perché il dolore radicolare può presentarsi anche senza ernia del disco.


 

L'ernia discale anteriore va a stirare il legamento comune vertebrale anteriore, generalmente non provoca sintomi.


 

 

L'ernia posteriore centrale

 

Molto rare, meno del 10% grazie alla forte resistenza del legamento vertebrale posteriore, possono provocare sintomi diversi in base alle dimensioni, dalla lombalgia bilaterale a fascia fino al blocco vertebrale con sciatalgia bilaterale.

Se è centrale e molto voluminosa può occupare tutto il canale.

I sintomi si possono aggravare durante l'inclinazione bilaterale, la posizione antalgica assunta dal paziente è in flessione.

Il test di Lasegue è positivo, in certi casi anche il test di Neri.



 

L'ernia del disco postero-laterale

 

E' il caso più frequente, il materiale erniato va a comprimere la parte interna della radice nervosa nel livello compreso tra l'uscita dal sacco durale e il foro di congiunzione, può anche irritare il sacco durale stesso.

Può causare una sciatica unilaterale, ma il dolore più intenso è a livello lombare perché l'ernia mette in tensione il legamento vertebrale posteriore che è riccamente innervato dal nervo sinus vertebrale di Luschka.

I sintomi si aggravano quando si inclina la schiena verso il lato sano, mentre l'inclinazione verso il lato doloroso libera la radice nervosa dalla compressione e allevia il dolore.

Il paziente tenderà stare piegato verso il dolore per soffrire meno.

I test di Lasegue e neri sono positivi.


 

L'ernia foraminale

 

Avviene nel foro di congiunzione, comprime la radice nervosa e il ganglio spinale del livello superiore: l'ernia foraminale al livello L3-L4 preme sul ganglio spinale L3.

Rappresentano il 10% circa di tutte le ernie lombari e si trovano generalmente tra i dischi L3 ed L5.

Generalmente è associata ad un disturbo vascolare a livello del forame che consiste in una vasocostrizione e congestione venosa.

Il dolori lungo il decorso del nervo colpito sono dovuti all'irritazione meningea periradicolare.

Il dolore lombare aumenta rimanendo in piedi per molto tempo e si allevia da seduti, non ci sono posizioni antalgiche per la schiena.

I sintomi sono gravi, lungo l'arto inferiore si aggravano se ci si appoggia sul piede del lato dolente e di notte, la posizione antalgica è piegati in avanti.


 

L'ernia extraforaminale

 

Comprime la parte esterna della radice nervosa al livello di uscita dal foro di congiunzione oppure la radice sovrastante se è più laterale.

I segni e sintomi sono: con l'ernia esterna il dolore è nell'inclinazione omolaterale perché aumenta la compressione discale, il paziente tende a stare in posizione antalgica contraria per togliere il materiale discale dalla radice nervosa.

In caso di ernia laterale i sintomi si avvertiranno con la flessione laterale dal lato opposto, quindi la posizione antalgica sarà inclinata verso l'arto colpito.

 

Segni e sintomi:

Il dolore si avverte inclinandosi dal lato dell'ernia se questa è esterna perché così facendo si aumenta la compressione del disco, quindi il soggetto tiene una postura antalgica piegandosi dal lato opposto.

Se l'erniazione è laterale, il dolore si presenterà flettendosi verso il lato opposto, quindi la postura adottata dal paziente sarà inclinata verso la lesione.

Il test di Lasegue è positivo con ernia laterale, ma è negativo se è esterna.

 

 

 

L'ernia Sottolegamentosa

 

Consiste in uno spostamento del nucleo polposo dietro o sotto al corpo vertebrale, il caso più frequente è con l'estrusione postero-inferiore quindi dietro alla vertebra sottostante.

L'ernia spinge fortemente contro il legamento comune vertebrale posteriore e protrude nel canale rachideo, ma se è mediale preme nel forame di coniugazione.

Il legamento non è lesionato, solo deformato per la spinta del materiale discale, i recettori della pressione sono sovrastimolati e causano una forte lombalgia con contrattura muscolare e il soggetto colpito assumerà una postura antalgica.

Se l'estrusione è mediale comprime il plesso venoso che si trova dietro al legamento contro la dura madre, questo causa congestione venosa ed edema locale.

Le arteriole perilegamentose e quelle che servono la dura madre sono irritate, i barorecettori vascolari sono stimolati e provocano l'alterazione della vasomotricità.

Al disturbo circolatorio consegue una diminuzione del ph e l'eccitazione dei nocicettori (recettori del dolore) che danno mal di schiena.

L'effetto di compressione si può avvertire anche alla parte anteriore della dura madre che è innervata dal nervo sinus vertebrale di Luschka, la sindrome meningea conseguente può irradiarsi verso sopra o sotto, a livello addominale o perineale come una cruralgia.


 

 

L'ernia sottolegamentosa laterale

 

Irrita la radice nervosa e la dura madre che è innervata dal nervo sinus vertebrale di Luschka, questo può causare un irradiazione dolorosa verso l'area esterna del bacino.

L'edema foraminale che si instaura causa la diminuzione del PH, quindi acidosi locale che provoca la liberazione di sostanze algogene.

Nella seconda fase la pressione sull'assone può scatenare un disturbo della conduzione nervosa e una radicolopatia per l'infiammazione da anossia.

I sintomi sono la limitazione funzionale: è difficoltoso mettersi le scarpe, camminare ecc., il dolore può colpire la regione addominale o genitale.

Il paziente può accusare sintomi da lombocruralgia come il dolore addominale o nella zona genitale.

La postura antalgica può essere dal lato dell'estrusione per chiudere la fessura dalla quale fuoriusciva il materiale nucleare, quindi diminuisce la pressione sul legamento posteriore, ma il paziente può inclinarsi verso il lato sano per scaricare il peso più sull'articolazione apofisaria posteriore e meno sul disco.

Quasi tutti i movimenti sono dolorosi perché in flessione aumenta la pressione sul legamento comune posteriore, in estensione si avverte la protrusione posteriore dell'anello, l'inclinazione laterale verso il lato opposto alla lesione causa una spinta contro i recettori del dolore e almeno una rotazione provoca l'aggravamento dei sintomi in base al posizionamento dell'ernia.

Se la fuoriuscita è alta provocherà un aumento del dolore ruotando controlateralmente, mentre se è bassa i sintomi peggiorano con la rotazione verso la lesione.


 

 

L'ernia translegamentosa

 

Consiste nello spostamento del nucleo polposo oltre l'anello fibroso e il legamento comune posteriore fino ad arrivare nel canale vertebrale.

Il primo tipo è con il legamento che non è lesionato, rimane il contatto tra il materiale fuoriuscito e il disco intervertebrale, il legamento è stirato fortemente permettendo l'estrusione del nucleo polposo nello spazio epidurale anteriore.

Questo tipo di lesioni più grandi del disco hanno buone possibilità di essere riassorbite, generalmente si evidenzia un calo del 50% nella grandezza dell'estrusione.

Alcuni pazienti risolvono i sintomi dell'estrusione discale senza mostrare cambiamenti nella grandezza dell'ernia.

I fattori presunti che contribuiscono al riassorbimento sono una neoformazione di vasi sanguigni (angiogenesi) e crescita dei fibroblasti.

Come nell'ernia sottolegamentosa se la rotazione omolaterale provoca dolore l'ernia è alta, girarsi dal lato opposto migliora i sintomi, il nucleo è spinto fuori e preme sui recettori legamentosi del nervo sinus vertebrale di Lusckha.
Se la rotazione verso il lato sano provoca dolore accade perché l'ernia è bassa, quindi mentre si ruota la schiena si comprime il legamento comune vertebrale contro l'ernia.

 

Nel secondo tipo l'ernia è sequestrata, il nucleo polposo fuoriuscito ha rotto sia l'anulus fibroso che il legamento longitudinale posteriore, separando completamente il disco dal frammento estruso che si colloca nel canale rachideo e/o nel forame di congiunzione.

La lesione dei tessuti causa dolore perché stimola i recettori nocicettivi.

Può verificarsi una forte pressione sulla radice nervosa a livello dell'uscita dal forame e nella parte laterale del sacco durale.

Il nucleo sequestrato può rivelarsi molto doloroso, se si situa in posizione centrale può causare anche incontinenza, ovvero una sindrome della cauda equina.

Il materiale estruso può ridursi di dimensione per la reazione autoimmune del corpo che per effetto dei macrofagi pulisce e disidrata questa sostanza.


 

Se l'ernia è associata ad un osteofita il quadro può essere grave perché se questo becco osseo comprime la radice nervosa l'unica soluzione è l'intervento chirurgico.


 

 

 

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